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Aprire negozio tatuaggi: costi, permessi e tempi reali

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Aprire negozio tatuaggi

Aprire negozio tatuaggi non significa solo trovare un locale e iniziare a lavorare. La parte più delicata riguarda requisiti professionali, norme igienico-sanitarie, SCIA, eventuali lavori edilizi e controlli successivi. Qui si gioca la differenza tra un’apertura lineare e mesi di problemi con SUAP, ASL e Comune.

Il punto da chiarire subito è questo: non esiste una regola pratica identica in tutti i Comuni italiani. La disciplina cambia in parte da Regione a Regione, mentre la procedura amministrativa passa quasi sempre dal SUAP del Comune competente. Nel Lazio, per esempio, la materia è disciplinata dalla L.R. 2/2021 e dalle disposizioni attuative regionali del 2022.

Cosa si intende davvero per negozio di tatuaggi

Nel linguaggio comune si parla di negozio, studio o shop.

Dal punto di vista amministrativo, però, l’attività viene normalmente inquadrata come attività di tatuaggio e piercing, spesso collegata al settore dei servizi alla persona e soggetta a requisiti specifici di natura sanitaria e organizzativa. Anche il SUAP nazionale la tratta come procedimento dedicato. Sembrerà strano ma nella maggior parte dei comuni l’attività di tatuatore è assimilata all’attività di estetista, rubricata sotto la voce laboratorio in forma artigianale e non.

Questo conta per un motivo semplice: quando presenti la pratica, non stai aprendo un generico locale commerciale, ma un’attività con rischio igienico-sanitario elevato, perché utilizza aghi, pigmenti, strumenti sterili, rifiuti speciali e procedure invasive sulla cute.

Per questo il Comune non guarda solo la vetrina, la metratura o l’insegna.

Contano soprattutto:

idoneità del locale, organizzazione degli spazi, procedure di sterilizzazione, requisiti dell’operatore e corretto invio della SCIA per aprire laboratorio tatuaggi.

Il primo requisito: non basta saper tatuare

Uno degli errori più comuni è pensare che basti l’esperienza pratica.

Non funziona così.

Per esercitare in modo regolare servono requisiti professionali riconosciuti dalla normativa regionale applicabile. In diverse Regioni non è sufficiente un corso generico privato: serve un percorso formativo conforme agli standard regionali oppure un titolo riconosciuto equivalente.

Nel Lazio, ad esempio, l’esercizio dell’attività è vietato in assenza dei percorsi formativi previsti dalla legge regionale e dei requisiti igienico-sanitari stabiliti dalla disciplina attuativa.

Tradotto in pratica: prima di prendere un locale, firmare un affitto lungo o investire in lavori, devi verificare due cose:

  • se hai già un titolo valido per la tua Regione;

  • se quel titolo è riconosciuto dal Comune o dalla ASL territorialmente competente;

  • se stai aprendo come titolare, come collaboratore o con più operatori nello stesso studio;

  • se il tuo caso richiede integrazioni formative o documentazione aggiuntiva.

Questo passaggio viene spesso sottovalutato. Ed è uno dei motivi per cui molte aperture si bloccano.

Permessi per aprire laboratorio tatuaggi: quali servono davvero

Quando si parla di autorizzazione per laboratorio tatuaggi, si fa spesso confusione.

Oggi, nella maggior parte dei casi, il titolo abilitante principale non è una vecchia autorizzazione preventiva classica, ma la SCIA da presentare al SUAP. La logica è questa: segnali l’inizio attività, dichiari di avere tutti i requisiti richiesti e puoi aprire dalla data di presentazione, salvo i controlli successivi dell’amministrazione. Il SUAP resta il canale ordinario per questo tipo di procedimenti.

Questo però non significa che basta inviare un modulo.

Prima della SCIA commerciale devi avere tutto già pronto, perché i controlli arrivano dopo e, se qualcosa non torna, il rischio è concreto: sospensione dell’attività, prescrizioni, sanzioni e in alcuni casi chiusura.

In termini pratici, i passaggi da verificare sono questi:

  • disponibilità legittima del locale;

  • conformità urbanistica ed edilizia;

  • destinazione d’uso compatibile;

  • requisiti igienico-sanitari del laboratorio;

  • impianti a norma;

  • procedure per sterilizzazione o uso esclusivo di materiale sterile monouso;

  • gestione dei rifiuti;

  • documentazione tecnica e planimetrica;

  • eventuale titolo edilizio per i lavori;

  • SCIA commerciale o artigianale tramite SUAP.

SCIA per aprire laboratorio tatuaggi: quando serve e come funziona

La SCIA laboratorio tatuaggi è il cuore della procedura.

Viene presentata in via telematica al SUAP del Comune dove si trova il locale. In molte realtà è la pratica che consente l’avvio dell’attività, purché siano già presenti tutti i presupposti richiesti dalla legge.

La SCIA del laboratorio, di norma, contiene o richiama:

  • dati del titolare o della società;

  • ubicazione dell’attività;

  • descrizione dei locali;

  • dichiarazione sul possesso dei requisiti professionali;

  • dichiarazione sul possesso dei requisiti igienico-sanitari;

  • allegati tecnici richiesti dal SUAP;

  • eventuale planimetria asseverata;

  • documenti sugli impianti, se richiesti;

  • ulteriori allegati regionali o ASL.

Il punto importante è un altro: la SCIA non sana irregolarità.

Se il locale non è conforme, se mancano i requisiti formativi, se gli spazi non rispettano le prescrizioni oppure se hai eseguito opere senza titolo edilizio, l’invio della pratica non ti mette al riparo.

Parere ASL: serve sempre oppure no?

Qui bisogna essere molto chiari.

La risposta è: dipende dalla Regione e dalla procedura locale.

In alcuni territori il procedimento è costruito in modo che la documentazione sanitaria venga gestita all’interno del flusso SUAP, con controlli successivi o con trasmissione agli enti competenti. In altri casi il SUAP richiede allegati e moduli specifici riferiti ai requisiti sanitari, oppure esiste un’interlocuzione più diretta con la ASL.

Nel Lazio, la disciplina regionale ha introdotto un quadro organico con standard professionali, modulistica SCIA e indirizzi regionali per la prevenzione dei rischi nelle attività di tatuaggio e piercing.

La regola pratica corretta è questa: non dare per scontato il vecchio “parere ASL obbligatorio in ogni caso” e non dare per scontato nemmeno il contrario.

Bisogna verificare:

  • cosa chiede il SUAP del Comune specifico;

  • quali allegati sanitari richiede la Regione;

  • se la ASL interviene con sopralluogo, verifica documentale o controlli successivi;

  • se il locale è nuovo, già utilizzato per attività simili o da adeguare.

Requisiti del locale: il nodo più serio dell’intera apertura

Il locale deve essere pensato prima di tutto per sicurezza, pulizia, separazione dei flussi e disinfezione efficace.

Molti pensano che basti una stanza operativa e una reception. In realtà non basta quasi mai.

Le norme regionali e i regolamenti locali chiedono di solito una distribuzione funzionale degli spazi, con zone differenziate per:

  • attesa e accoglienza;

  • esecuzione del tatuaggio;

  • servizi igienici;

  • sterilizzazione o gestione strumenti;

  • deposito pulito e sporco;

  • spogliatoio o armadi dedicati agli addetti;

  • stoccaggio temporaneo dei rifiuti.

Nel Lazio, per esempio, i locali devono rispettare requisiti minimi specifici e, in caso di più operatori o organizzazione in box, sono previste anche misure minime e precise caratteristiche divisorie e igieniche.

Leggi anche il nostro approfondimento laboratorio artigianale requisiti locale

La sala operativa

La sala dove si esegue il tatuaggio è il centro tecnico dell’attività.

Deve essere organizzata in modo da permettere lavorazioni sicure, pulizia rapida, disinfezione continua e corretta gestione del cliente. Non è solo una questione di metri quadrati, ma di usabilità reale.

Di norma servono:

  • superfici lavabili e disinfettabili;

  • pavimenti continui, impermeabili e privi di fessure;

  • pareti trattate con materiali idonei almeno nelle zone operative;

  • lavabo facilmente accessibile;

  • illuminazione adeguata;

  • aerazione naturale o ventilazione meccanica quando necessaria;

  • arredi professionali, semplici da sanificare;

  • percorsi ordinati tra strumenti puliti e strumenti usati.

Spazio sterilizzazione: quando è obbligatorio

Questo è un punto decisivo.

Se utilizzi strumenti da sterilizzare, serve uno spazio adeguato per il ciclo completo: raccolta del materiale usato, pulizia, confezionamento, sterilizzazione e conservazione del materiale sterile.

Nel Lazio è previsto un locale o spazio separato per disinfezione e sterilizzazione, con banco di lavoro, lavabo, aree dedicate alle fasi del processo e autoclave idonea alla sterilizzazione di strumenti cavi e porosi, salvo i casi in cui si usino esclusivamente strumenti sterili monouso o la sterilizzazione sia affidata a soggetti esterni autorizzati.

Questa è una distinzione pratica molto importante, perché incide direttamente sui lavori, sui costi iniziali e sulla progettazione del laboratorio.

Conosci meglio il modo della comunicazione inizio attività turistica a Roma, costi, regole ed adempimenti normativi.

Quanto deve essere grande il locale

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Aprire laboratorio tatuaggi

Qui non conviene sparare un numero unico valido per tutta Italia.

Le metrature minime possono cambiare in base alla normativa regionale e alla configurazione dello studio. L’idea del locale da 25 mq come regola assoluta è troppo rigida e rischia di essere fuorviante.

In alcune discipline contano soprattutto:

  • dimensione minima della zona operativa;

  • presenza di spazi separati;

  • numero di postazioni;

  • presenza o meno del locale sterilizzazione;

  • organizzazione in box;

  • servizi igienici e locali accessori.

Nel Lazio, ad esempio, è prevista una logica per locali principali, spazi accessori e box da almeno 6 mq in alcune configurazioni multi-postazione.

La regola corretta è questa: prima si verifica la compatibilità del locale, poi si firma l’affitto. Fare il contrario è il modo più rapido per bruciare soldi.

CILA e lavori: quando il titolo edilizio serve davvero

Altro punto spesso raccontato male.

La CILA non serve sempre per aprire uno studio di tatuaggi. Serve quando devi eseguire opere edilizie che la richiedono.

Se il locale è già conforme sotto il profilo edilizio, distributivo e impiantistico, e non fai interventi, potresti non aver bisogno di alcun titolo edilizio. Se invece sposti tramezzi, realizzi un antibagno, modifichi impianti, crei un locale sterilizzazione o cambi la distribuzione interna, allora il titolo edilizio può diventare necessario.

In pratica:

  • nessun lavoro, nessuna pratica edilizia;

  • lavori interni leggeri, spesso CILA;

  • interventi più rilevanti, potrebbe servire altro titolo, da valutare caso per caso.

Questo passaggio va verificato da un tecnico prima di iniziare i lavori. Non dopo.

Perché se fai opere non autorizzate, il problema non è solo edilizio. Ti si blocca anche tutta la procedura per la SCIA.

Documenti da preparare prima dell’apertura

Aprire bene significa arrivare alla pratica con un fascicolo completo.

A seconda del Comune e della Regione, di solito servono questi documenti:

Documento o adempimentoA cosa serve
Titolo di disponibilità del localeDimostra che puoi usare legittimamente l’immobile
Planimetria aggiornataDescrive spazi, superfici, servizi e postazioni
Verifica urbanistica ed ediliziaControlla conformità e destinazione d’uso
Eventuale pratica ediliziaNecessaria se esegui lavori nel locale
Requisito professionale dell’operatoreProva che puoi esercitare legalmente l’attività
Documentazione impiantiAttesta sicurezza e regolarità tecnica
Contratto rifiuti e procedure interneServe per gestione corretta dei materiali di scarto
Schede e documenti su strumenti e materialiUtile per controlli e tracciabilità
SCIA tramite SUAPConsente l’avvio dell’attività nei casi previsti

A questi si aggiungono gli adempimenti fiscali, previdenziali e camerali: partita IVA, iscrizione in Camera di Commercio, eventuale posizione artigiana, INPS, INAIL se dovuti, apertura PEC e firma digitale se non già attive.

Autorizzazione per laboratorio tatuaggi: l’errore da evitare

Molti continuano a cercare la “licenza” o la “autorizzazione” come se fosse un singolo atto finale.

Nella pratica moderna, l’autorizzazione per laboratorio tatuaggi coincide più spesso con un insieme di requisiti già posseduti e dichiarati tramite SCIA, non con un via libera discrezionale rilasciato dopo mesi.

Ma attenzione: questo non semplifica davvero la sostanza.

La responsabilità si sposta sul titolare. Sei tu che dichiari di essere in regola. E se non lo sei, le conseguenze arrivano dopo, durante i controlli.

Per questo l’apertura corretta non è quella “più veloce”. È quella impostata bene fin dall’inizio.

Quanto costa aprire un negozio di tatuaggi

Parliamoci chiaro: il costo reale dipende quasi tutto da tre variabili:

  • condizioni iniziali del locale;

  • livello di finitura che vuoi raggiungere;

  • numero di postazioni e attrezzature.

Chi cerca una cifra secca resta quasi sempre deluso. Però una stima sensata si può fare.

Affitto del locale

Per un locale piccolo o medio in una zona non prime, il canone può partire da circa 600-1.200 euro al mese, ma nelle città grandi o in zone centrali si sale facilmente. Questo valore varia troppo da città a città per essere preso come riferimento assoluto.

Adeguamento del locale

Se il locale è grezzo o poco adatto, la voce più pesante è qui.

Per opere interne, finiture lavabili, adeguamento servizi, impianti, illuminazione, ventilazione, antibagno, lavabi, arredi tecnici e area sterilizzazione, una forchetta realistica può stare spesso tra 12.000 e 25.000 euro, ma nei casi più complessi si va oltre.

Attrezzature e arredi

Macchinari, lettino o poltrona, carrelli, illuminazione tecnica, autoclave se prevista, sigillatrici, strumenti, materiale sterile, consumabili iniziali, reception e arredo base possono aggiungere 8.000-20.000 euro o più, in base al posizionamento dello studio.

Tecnico e pratiche

Per rilievo, verifica urbanistica, eventuale pratica edilizia, planimetrie, consulenza sui requisiti del locale e supporto amministrativo, l’onorario di un tecnico può collocarsi spesso tra 2.000 e 4.500 euro, con variazioni legate alla città, alla complessità dell’intervento e al numero di pratiche.

Diritti e costi amministrativi

I diritti SUAP non sono alti in assoluto, ma cambiano da Comune a Comune. Esistono infatti tariffari locali per le pratiche riferite anche a tatuaggi e piercing.

Stima finale realistica

Se parti da un locale già quasi pronto, puoi stare anche intorno a 20.000-30.000 euro.

Se invece prendi un immobile da trasformare seriamente, il budget reale per aprire bene può arrivare facilmente a 35.000-60.000 euro, esclusi eventuali costi di avviamento, marketing, deposito cauzionale e liquidità iniziale.

Quanto tempo ci vuole per aprire

Anche qui la risposta onesta è: dipende.

Se il locale è già conforme, la documentazione è pronta e non devi fare lavori, l’iter può essere relativamente rapido.

Se invece servono opere, verifiche tecniche, aggiornamenti catastali, adeguamenti impiantistici e confronto con SUAP o ASL, i tempi si allungano.

Una stima pratica abbastanza realistica è questa:

  • 3-6 settimane se il locale è già adatto e la pratica è semplice;

  • 2-4 mesi se servono lavori e coordinamento tecnico-amministrativo;

  • oltre 4 mesi se il locale parte male o se emergono criticità urbanistiche, edilizie o sanitarie.

La tempistica vera non dipende quasi mai dalla SCIA commerciale in sé.

Dipende da quanto è stato scelto bene il locale e da quanto è stato preparato bene il fascicolo prima dell’invio.

Gli errori che fanno perdere più soldi

Qui vale la pena essere netti.

Gli errori peggiori sono quasi sempre questi:

Firmare il locale troppo presto

Prendere in affitto un immobile senza verifica preventiva è rischioso.

Un locale bello non è automaticamente idoneo per un laboratorio tatuaggi.

Fidarsi di misure “sentite dire”

Le metrature e i requisiti cambiano. Copiare il caso di un altro studio non basta.

Confondere SCIA e autorizzazione piena

La SCIA ti consente l’avvio nei casi previsti, ma non ti mette al riparo da controlli e contestazioni.

Trascurare la parte sanitaria

Sterilizzazione, procedure operative, gestione materiali, pulizia e documentazione non sono dettagli.

Sono il cuore dell’attività.

Fare lavori senza strategia tecnica

Prima si verifica cosa serve davvero. Poi si progetta con CILA o SCIA edilizia. Poi si lavora.

Fare il contrario costa il doppio.

Conviene aprire da zero o rilevare uno studio esistente?

Dipende dalla qualità del locale e della documentazione.

Rilevare uno studio già attrezzato può farti risparmiare molto, ma solo se sono davvero in ordine:

  • conformità edilizia;

  • impianti;

  • distribuzione interna;

  • documenti tecnici;

  • requisiti sanitari;

  • stato effettivo delle attrezzature.

Se trovi un locale già impostato bene, il vantaggio è concreto.

Se invece rilevi uno studio con problemi nascosti, rischi di pagare per qualcosa che poi devi rifare quasi da capo.

Quando serve davvero un tecnico

Quasi sempre, se vuoi evitare errori seri.

Il tecnico non serve solo per “fare la CILA”.

Serve soprattutto per capire prima:

  • se il locale è compatibile;

  • se la distribuzione interna funziona;

  • se la destinazione d’uso è corretta;

  • se i lavori sono necessari;

  • se la planimetria e la documentazione sono coerenti con la SCIA;

  • se le richieste del SUAP e dei regolamenti locali sono state interpretate bene.

Su aperture come questa, il costo di una consulenza con un geometra esperto e pratico è quasi sempre inferiore al costo di un locale sbagliato.

FAQ: Aprire negozio tatuaggi

Quanto costa aprire un negozio di tatuaggi in Italia?

Per una piccola apertura ben organizzata, il budget può partire da circa 20.000 euro. Se il locale va ristrutturato seriamente, si sale spesso tra 35.000 e 60.000 euro.

La SCIA per aprire laboratorio tatuaggi è obbligatoria?

Nella maggior parte dei casi sì, perché è il titolo abilitante principale per avviare l’attività tramite SUAP. Va verificata la modulistica richiesta dal Comune e dalla Regione.

Il parere ASL è sempre obbligatorio?

Non in modo identico ovunque. Dipende dalla normativa regionale e da come il SUAP gestisce il procedimento. I controlli sanitari restano comunque centrali.

Per aprire serve per forza una CILA?

No. Serve solo se devi eseguire lavori edilizi che la richiedono. Se il locale è già conforme e non fai opere, potrebbe non servire alcun titolo edilizio.

Quali sono i permessi per aprire laboratorio tatuaggi?

Di solito servono verifica del locale, eventuale pratica edilizia, documentazione tecnica, requisiti professionali e SCIA tramite SUAP. In più vanno gestiti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

Quanto tempo serve per aprire uno studio tatuaggi?

Se il locale è già pronto, anche poche settimane. Se servono lavori e verifiche, la media realistica è tra due e quattro mesi.

Posso aprire in un locale piccolo?

Solo se rispetta davvero i requisiti previsti dalla normativa locale e regionale. Non conta solo la metratura totale, ma anche come sono organizzati gli spazi.

È possibile lavorare in coworking in uno studio tatuaggi?

In alcuni territori sì, ma servono condizioni precise. Nel Lazio, ad esempio, il coworking tra operatori è disciplinato dalla normativa regionale e richiede specifici presupposti e una SCIA dedicata.

Scritto da: Luigi Cireddu

Geometra a Roma · Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma n. 10447

Mi occupo di pratiche edilizie, catasto, urbanistica e sicurezza nei cantieri. Condivido guide operative e soluzioni pratiche per aiutare privati e professionisti a gestire le pratiche in modo chiaro e senza perdite di tempo.

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