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Aprire un ristorante a Roma: il costo per avviare somministrazione

Tante persone ci contattano per aprire un ristorante a Roma chiedendoci il costo per avviare la pratica al comune di somministrazione alimenti e bevande. In questa guida spiegheremo il costo dell’autorizzazione per aprire un ristorante (bar-tavola-calda) a Roma, e le limitazioni nel centro storico della capitale.

Il permesso per aprire un ristorante

Come tutte le attività commerciali dal 2011 per essere autorizzate hanno bisogno della scia commerciale al suap del comune di Roma. Il suap e’ lo sportello univo telematico delle attività produttive, che a Roma permette tramite il portale online, di allegare la documentazione necessaria per aprire (laboratorio, negozio, commercio elettronico, parrucchiere, centro estetico etc..). si avviano mediante una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.) (artt. 18 e 19 del Regolamento per l’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, di cui alla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 35/2010). Per lo svolgimento dell’attività somministrazione di alimenti e bevande, bisogna essere in possesso dei requisiti morali e di uno specifico requisito professionale così come stabiliti dal seguente art. 71 del D. Lgs n. 59/2010 e successive modifiche.

La notifica sanitaria per aprire un ristorante

Contestualmente alla scia va allegata la notifica sanitaria alla ASL di appartenenza, in cui viene descritto attraverso un’apposita relazione il ciclo produttivo dell’attività con allegata la relativa planimetria del locale contenente le caratteristiche dei vari ambienti (zona di somministrazione, preparazione dei pasti, bagni, ecc.)

Criteri di qualità e requisiti per aprire ristorante-bar-tavola calda a Roma

Le attività di somministrazione di alimenti e bevande sono regolamentate dalla Legge della Regione Lazio n. 21/2006 e successive modifiche ed integrazioni, dal Regolamento Regionale 19 gennaio 2009, n. 1, dal Regolamento Comunale adottato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 35/2010, dal D. Lgs n.59/2010 s.m.i., e da ultimo dal D.Lgs 147/2012 e successive modifiche.

Il Regolamento di Roma Capitale (art. 9 della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 35/2010 ) stabilisce, per la presentazione dell’autorizzazione, oggi SCIA, in base al D.lgs 147/2012, la presenza di requisiti strutturali che afferiscono ai locali in cui viene svolta l’attività e che interessano sia la superficie destinata alla somministrazione che quella destinata ai servizi, con particolare riguardo agli spazi dedicati alla manipolazione degli alimenti. Viene, altresì, stabilito il rispetto di determinati criteri di qualità ai quali è attribuito uno specifico punteggio, riconducibili alla professionalità del titolare dell’attività e degli addetti al servizio di somministrazione (criteri n 1 – 2), alle caratteristiche del locale (criteri n. 3 – 10), alla qualità del servizio offerto (criteri n. 11 – 15).

Per ognuno dei criteri di qualità è stato previsto un differente punteggio (40, 30, 20, 15, 10, 5, punti) secondo il grado di rilevanza dell’indicatore. Data la somma totale dei punteggi pari a 200, per aprire un nuovo esercizio di somministrazione, fatto salva la sussistenza dei requisiti strutturali, deve essere garantito il rispetto di un punteggio minimo che varia a seconda della ZONA di appartenenza A, B o C. In particolare: nella ZONA A, per lo più coincidente con la Città Storica, il punteggio minimo da conseguire è 170; nella ZONA B, per lo più coincidente con la Città Consolidata, il punteggio minimo da conseguire è 155; nella ZONA C, per lo più coincidente con la Città da Ristrutturare e con la Città della Trasformazione, il punteggio minimo da conseguire è 120.

Quali sono i requisiti da rispettare per aprire un ristorante a Roma?

Il titolare che vuole aprire l’attività di somministrazione deve essere incensurato

  1. Il responsabile deve essere in possesso di Attestato per la Somministrazione di Alimenti e Bevande (ex-REC);
  2. Rispetto della normativa per la Prevenzione Incendi;
  3. Rispetto della normativa vigente in materia igienico sanitaria;
  4. Rispetto dei regolamenti urbanistici, a partire ovviamente da agibilità ed abitabilità;
  5. Rispetto della normativa vigente in materia di Sicurezza sul Lavoro;
  6. Area giochi per bambino e parcheggio privato;
  7. Numero di posti a sedere disponibili;
  8. Valutazione di Impatto Acustico ed insonorizzazione dei locali;
  9. Impianto di climatizzazione e sistemi per il risparmio energetico (acqua, gas, energia elettrica);

Ad ogni punto  vengono assegnati dei punteggi (da 5 a 40) e per ottenere l’autorizzazione all’apertura si deve ottenere un punteggio minimo che varia in funzione di altri parametri a Roma i punteggi minimi variano da 120 a 175.

Aprire un ristorante in zona tutelata a Roma?

Come forse in molti sanno in zona tutelata “centro storico” a Roma non e’ possibile aprire attività di somministrazione come da delibera comunale 47/18. Infatti in queste zone e’ permesso il solo consumo in piedi con arredi minimali per una superficie al massimo del 25% del locale che deve avere una diversa attività prevalente (es.:galleria d’arte, libreria).

Zone restrittive del comune di Roma in cui non e’ concessa la licenza di somministrazione alimenti e bevande

AMBITI DI TUTELA:
Municipio I:

Ambito n. 1 – Zona Urbanistica 1a – Centro Storico secondo il perimetro riportato nella planimetria di cui all’Allegato 1, Tavola A 1, comprendente tutte le Vie e Piazze Rioni Ponte, Regola, Parione, Campo Marzio, Trevi, Campitelli, Sant’Eustachio, Colonna, Pigna, S.Angelo in esso contenuti, ricadenti all’interno dello stesso. Ambito n. 1 bis – Rione Monti secondo il perimetro riportato nella planimetria di cui all’Allegato 1, Tavola A 1 bis, comprendente tutte le Vie e Piazze ricadenti all’interno dello stesso. Ambito n. 2 – Rione Trastevere secondo il perimetro riportato nella planimetria di cui all’Allegato 1, Tavola A 2, comprendente tutte le Vie e Piazze ricadenti all’interno dello stesso. Ambito n. 3 – Rione Testaccio secondo il perimetro riportato nella planimetria di cui all’Allegato 1, Tavola A 3, comprendente tutte le Vie e Piazze ricadenti all’interno dello stesso.
Ambito n. 3 bis – Rione Celio secondo il perimetro riportato nella planimetria di cui all’Allegato 1, Tavola A 3 bis, comprendente tutte le Vie e Piazze ricadenti all’interno dello stesso.

Municipio II ex III:

Ambito n. 4 – San Lorenzo secondo il perimetro riportato nella planimetria di cui all’Allegato 1, Tavola A 4, comprendente tutte le Vie e Piazze ricadenti all’interno dello stesso.

Municipio I ex XVII:

Ambito n. 5 – Rione Borgo secondo il perimetro riportato nella planimetria di cui all’Allegato 1, Tavola A 5, comprendente tutte le Vie e Piazze ricadenti all’interno dello stesso.

Quanto costa aprire un locale per somministrazione alimenti e bevande?

Il comune di Roma per l’invio della scia per somministrazione richiede il pagamento di euro 350,00 come diritti di istruttoria, un tecnico intermediario per compilare ed allegare la documentazione a corredo della pratica scia può richiedere un’onorario che parte dai 700,00€. a tali costi va aggiunta l’eventuale occupazione di suolo pubblico e la pratica dell’insegna.