Aprire un ristorante a Roma: guida completa, costi, requisiti e SCIA
Aprire ristorante a Roma è uno dei progetti più ambiziosi per chi vuole entrare nel mondo della ristorazione. La capitale è una città dinamica, con milioni di residenti, turisti e studenti che ogni giorno cercano luoghi dove mangiare bene. Ma Roma è anche una città complessa dal punto di vista normativo: vincoli storici, regolamenti specifici per la somministrazione, zone tutelate e adempimenti burocratici che, se non gestiti correttamente, possono rallentare o bloccare completamente l’apertura del locale.
In questa guida chiara e aggiornata ti spiego come aprire un ristorante a Roma, quali documenti servono, cosa prevede la normativa, quali limiti ci sono nel Centro Storico, e soprattutto quanto costa aprire un ristorante a Roma, tra SCIA, adempimenti sanitari, tecnici e autorizzativi.
Come aprire un ristorante a Roma: tutti gli step obbligatori
Aprire un ristorante a Roma richiede tre passaggi fondamentali:
Verificare che il locale sia idoneo
Prima ancora di pensare a menu, arredi o contratti, devi verificare che il locale:
abbia destinazione d’uso commerciale compatibile (non tutti i locali lo sono);
sia agibile e conforme alle norme edilizie;
abbia impianti a norma (elettrico, idrico, aerazione, gas);
rispetti i requisiti previsti dalla ASL per cucina, depositi, bagni, accessi.
Se il locale non rispetta questi criteri, la SCIA commerciale a Roma non sarà accettata.
Presentare la SCIA per aprire un ristorante a Roma
Dal 2011 non esiste più la “licenza di ristorante”.
Oggi si apre tramite SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) da presentare al SUAP di Roma Capitale in modalità telematica.
La SCIA permette di iniziare subito l’attività dal momento del protocollo, ma solo se la documentazione è corretta.
Presentare la Notifica Sanitaria alla ASL
È obbligatorio notificare l’attività tramite relazione tecnica e planimetrie, in cui va indicato:
ciclo di lavorazione alimentare;
zone di preparazione e cottura;
stoccaggio, lavaggio, bagni, aree cliente;
rispetto norme HACCP e regolamento CE 852/2004.
Senza notifica sanitaria, la SCIA per aprire negozio a Roma non è completa.

Documenti necessari per la SCIA per aprire un ristorante a Roma
Per presentare la SCIA servono vari allegati tecnici, tra cui:
planimetria firmata da tecnico abilitato;
relazione asseverata;
relazione acustica (quando necessaria);
documenti identità del titolare;
attestazione requisito professionale SAB (ex REC);
dichiarazione requisiti morali;
notifica sanitaria ASL completa di HACCP.
Il SUAP accetta solo file digitali firmati e caricati correttamente. Basta un dettaglio errato per ricevere una richiesta di integrazione, che rallenta l’apertura.
Requisiti personali e professionali per aprire un ristorante a Roma
Per ottenere l’autorizzazione devi possedere:
Requisiti morali
Il titolare deve essere incensurato e non avere condanne che impediscano l’esercizio di un’attività di somministrazione.
Requisiti professionali – Attestato SAB
Chi gestisce la somministrazione deve possedere una delle seguenti condizioni:
Attestato SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) – ex REC
Diploma alberghiero
Esperienza documentata nel settore (almeno 2 anni negli ultimi 5)
Se il titolare non ha questi requisiti, può nominare un preposto.
Come funziona il sistema dei punteggi per aprire un ristorante a Roma

Roma utilizza un sistema unico in Italia: per aprire un ristorante devi raggiungere un punteggio minimo basato su una serie di requisiti qualitativi e strutturali.
I punteggi vengono assegnati in base a vari criteri:
Esempi di criteri che danno punteggi
bagno uomini/donne separati
insonorizzazione professionale
risparmio idrico ed energetico
parcheggio privato entro 300 m
menu multilingue
area giochi per bambini
certificazioni di sicurezza
vigilanza privata nelle ore di apertura
Ogni criterio vale da 5 a 40 punti.
Punteggi minimi richiesti
| Zona urbanistica | Descrizione | Punteggio minimo |
|---|---|---|
| Zona A | Città Storica | 170 punti |
| Zona B | Città Consolidata | 155 punti |
| Zona C | Città da Ristrutturare e Trasformare | 120 punti |
Senza raggiungere il punteggio minimo, la SCIA non è presentabile.
Requisiti di qualità SCIA ristorante Roma: punteggi aggiornati
Per aprire un ristorante a Roma e ottenere la SCIA di somministrazione è necessario raggiungere il punteggio minimo previsto dal Comune, basato sui requisiti di qualità del servizio. Questi elementi incidono direttamente sull’autorizzazione e possono fare la differenza tra una SCIA accettata e una pratica respinta. Di seguito trovi i requisiti più importanti e il relativo punteggio aggiornato.
| Requisito di qualità per aprire un ristorante a Roma | Punteggio |
|---|---|
| Insonorizzazione professionale certificata | 40 |
| Sistema di climatizzazione conforme | 10 |
| Impianti e dispositivi per il risparmio idrico | 15 |
| Sistemi di risparmio energetico (LED, sensori, timer) | 15 |
| Parcheggio privato entro 300 metri | 30 |
| Assenza di slot, apparecchi da gioco o videolottery | 10 |
| Indicazione dettagliata nel menu degli ingredienti e provenienza | 5 |
| Menu multilingue e pagamento elettronico (POS) | 5 |
| Servizio di vigilanza durante l’orario di apertura | 5 |
| Formazione obbligatoria sulla sicurezza D.Lgs. 81/08 | 10 |
| Corso SAB / aggiornamenti professionali del titolare o preposto | 10 |
Perché questi requisiti sono fondamentali
La somministrazione a Roma utilizza un sistema a punti unico in Italia: senza raggiungere i 120, 155 o 170 punti, in base alla zona urbanistica, la SCIA non può essere presentata.
Rispettare i requisiti di qualità permette di aumentare rapidamente il punteggio complessivo e di accelerare l’apertura del ristorante, riducendo il rischio di rigetti o richieste di integrazione da parte del SUAP.
Aprire un ristorante a Roma: cosa cambia nei vari Municipi
Aprire un ristorante in un Municipio vale l’altro?
Assolutamente no.
Ecco perché molti falliscono: pensano che la SCIA sia uguale in tutta Roma.
In realtà i Municipi hanno vincoli e controlli diversi.
Municipi con maggiori restrizioni
I Municipio (Centro Storico)
II Municipio (San Lorenzo, Trieste, Parioli)
VII Municipio (San Giovanni, Appio)
VIII Municipio (Garbatella, Ostiense)
Qui i controlli urbanistici sono più complessi, i punteggi richiesti più difficili da raggiungere e la presenza di aree vincolate può impedire l’apertura.
Quartieri con iter più semplice
Torrino
EUR–Laurentino
Bufalotta
Talenti
Ponte di Nona
Torraccia
Qui la SCIA per aprire un ristorante a Roma è generalmente più scorrevole e i requisiti sono più facilmente raggiungibili.
Aprire un ristorante a Roma in Centro Storico: cosa dice la legge oggi
Il Centro Storico di Roma è uno dei territori più regolamentati d’Italia.
Le norme di riferimento sono:
Delibera 47/2018
Delibera 49/2019
DAC 109/2023 – Regolamento delle attività commerciali e artigianali nella Città Storica
Queste norme vietano l’apertura di nuove attività di somministrazione nella maggior parte del Centro Storico, salvo alcune eccezioni.
❌ Dove NON puoi aprire un ristorante
Rioni Ponte, Parione, Regola, Campo Marzio, Trevi
Monti, Celio, Testaccio
Trastevere
Pigna, Colonna, Sant’Eustachio
Rione Borgo
San Lorenzo
✔ Dove puoi aprire solo somministrazione “accessoria”
Se il locale ha attività principale diversa (es. libreria, galleria d’arte), puoi avere:
consumo in piedi
arredi minimali
massimo 25% della superficie destinata alla somministrazione
Aperture tradizionali (ristorante completo) non autorizzabili.
Costo per aprire un ristorante a Roma
Il costo per aprire un ristorante a Roma varia molto in base a:
zona
dimensioni del locale
conformità impianti
presenza di cucina o solo somministrazione
esigenze ASL e sicurezza
iter urbanistici aggiuntivi (Es. SCIA agibilità)
- eventuali pratica SCIA antincendio
Ecco una stima realistica basata sui casi concreti gestiti a Roma.
1. Costi obbligatori
| Voce | Costo |
|---|---|
| Diritti SCIA SUAP | € 350,00 |
| Notifica Sanitaria ASL | variabile |
| Eventuale OSP (tavoli esterni) | variabile |
2. Costi tecnici
| Servizio tecnico | Costo medio |
|---|---|
| Preparazione SCIA + allegati | € 700 – 1.500 |
| Relazione impatto acustico | € 200 – 500 |
| Pratica per insegna (normale/semplificata) | € 200 – 800 |
| Adeguamenti impiantistici | variabili |
3. Costi di adeguamento locali
Dipendono da:
stato dei locali
necessità di cucina professionale
adeguamenti elettrici/gas
abbattimento barriere
arredi
Un investimento realistico parte da € 10.000 – 25.000 per attività semplici, e può superare € 80.000 per ristoranti strutturati.
Costo totale medio
Per un ristorante medio:
👉 da € 15.000 a € 50.000, escluso l’avviamento dell’attività.
SCIA per aprire un ristorante a Roma: tempi e iter
Tempi di apertura
La SCIA consente l’apertura immediata, dal momento del protocollo.
Il Comune può effettuare controlli nei 60 giorni successivi.
Se trova irregolarità, può sospendere o revocare l’attività.
Cosa succede se mancano dei documenti
Il SUAP ti chiede un’integrazione.
Se non rispondi entro i termini, la SCIA commerciale decade.
Errori comuni quando si apre un ristorante a Roma
Ecco gli errori più frequenti:
Scegliere un locale non conforme urbanisticamente
Presentare la SCIA prima della notifica sanitaria
Credere che basti “fare una domanda”
Non raggiungere il punteggio minimo della zona
Aprire in zone vietate (Centro Storico)
Non affidarsi a un tecnico esperto
Questi errori costano tempo, soldi e possono portare alla chiusura forzata.
Consigli pratici per aprire un ristorante a Roma senza errori
Verifica la zona urbanistica prima di firmare un contratto di affitto
Controlla la destinazione d’uso
Valuta il punteggio minimo richiesto
Fai fare una valutazione preventiva a un tecnico
Prepara tutta la documentazione prima della SCIA
Investi su impianti a norma e acustica
Rispetta scrupolosamente le norme ASL
Un approccio professionale evita blocchi, integrazioni e sanzioni.
Conclusione: aprire un ristorante a Roma è possibile, ma va fatto con metodo
La ristorazione a Roma è un settore competitivo ma ricco di opportunità.
Conoscere prima costi, iter, vincoli urbanistici, requisiti ASL e sistema dei punteggi ti permette di evitare errori e aprire in tempi rapidi.
Se hai un locale adatto e una buona pianificazione tecnica, la SCIA diventa solo un passaggio formale.
Scritto da: Luigi Cireddu
Geometra a Roma · Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma n. 10447
Mi occupo di pratiche edilizie, catasto, urbanistica e sicurezza nei cantieri. Condivido guide operative e soluzioni pratiche per aiutare privati e professionisti a gestire le pratiche in modo chiaro e senza perdite di tempo.