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Cambio di destinazione d’uso Roma: il costo della scia per variare l’uso

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Buonasera se sei arrivato in questa pagina vuoi sapere come fare il cambio di destinazione d’uso a Roma, quando è permessa la variazione, con quale pratica si comunica al comune di Roma il cambio della destinazione urbanistica e sopratutto quanto costa la pratica presentata da un tecnico.

Che cos’è il cambio di destinazione d’uso?

Il cambio di destinazione d’uso consiste nella variazione dell’utilizzo di un determinato immobile residenziale, commerciale, direzionale, artigianale, turistico e Industriale in un altra destinazione, che regolarmente autorizzato con un precedente titolo abilitativo rispetto le categorie generali individuate dalla L.R. 35/77 e ss.mm.ii, previo l’intervento sia sempre subordinato delle previsioni urbanistiche vigente PRG e nell’osservanza dei requisiti igienico sanitari.

Quale pratica edilizia serve per fare un cambio di destinazione d’uso?

Essendo considerato il cambio della destinazione d’uso una ristrutturazione edilizia sia se con opere sia senza opere. Quindi si deve presentare una scia alternativa al permesso di costruire per richiedere l’autorizzazione al comune, attendendo 30 giorni si può partire con gli eventuali lavori.

Ricordiamo che il cambio di destinazione d’uso all’interno della stessa categoria e’ sempre ammissibile. Quindi il cambio da abitazione ad ufficio è sempre permesso. Per i passaggi in altre categorie consigliamo sempre di affidarsi ad un tecnico esperto che ne studierà la fattibilità.

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Il cambio di destinazione d’uso a Roma la variazione catastale ed il cambio della rendita

Una volta terminati i lavori della scia bisogna presentare la variazione al catasto che portera’ ad un cambiamento  della rendita e della categoria catastale. Infatti è obbligatorio a seguito della scia per cambio di destinazione d’uso, presentare la variazione catastale per comunicare all’agenzia delle entrate l’avvenuto cambiamento della rendita catastale. La rendita catastale è calcolata in base alla categoria che ha al catasto e con la stessa si calcolano le tanto temute tasse sugli immobili. Per esempio il cambio di destinazione d’uso a Roma da abitazione semplice ad ufficio (quindi si passa da categoria catastale A/2 a  A/10), può far aumentare di molto la rendita e di conseguenze le tasse che si andrebbero a pagare su quell’immobile.

Il cambio di destinazione d’uso comporta il pagamento degli oneri di urbanizzazione?

Gli oneri di urbanizzazione per il passaggio da una categoria urbanistica ad una diversa comporta sempre il pagamento degli oneri di urbanizzazione, il calcolo degli stessi varia in base al comune, ed in base alla tipologia di cambio di uso. Rimane quindi difficile quantificarlo in due righe, ma affidandoti ad un tecnico esperto il pagamento degli oneri per il tuo cambio di destinazione d’uso ti sarà spiegato in maniera adeguata.

Quanto costa cambiare la destinazione d’uso a Roma con la scia?

Una pratica per cambio di destinazione d’uso nel comune di Roma viene elaborata mediamente ad un costo di € 900,00 inclusa la variazione catastale. Ci teniamo come sempre a ricordare, che ogni pratica fa storia a sè quindi il prezzo della scia per cambio d’uso può variare.

 Categorie generali di destinazioni d’uso.

a) Residenziale

b) Commerciale, Direzionale e Turistico Ricettivo

c) Turistico ricettivo complementare

d) Artigianale e Industriale

Tipologie di variazione della destinazione d’uso, individuazione delle sotto-categorie:

  1. Cambio di destinazione d’uso 1 (CdU1): Il cambio di destinazione d’uso di immobili già adibiti ad esercizio d’impresa o ad altro esercizio d’impresa che non è interessato alla realizzazione di opere edilizie riconducibili a interventi di ristrutturazione edilizia, purchè conformi alle previsioni urbanistiche vigenti ed alle norme igienico-sanitarie, sono soggetti alla semplice preventiva co
    costo cambio di destinazione d'uso a roma
    costo cambio di destinazione d’uso a roma

    municazione al Comune, con eventuale pagamento a conguaglio degli oneri, quando la nuova destinazione comporta una quota maggiore di oneri, desunta dalle tabelle comunali. Tale caso è da ascriversi tra gli interventi rientranti nell’Attività di edilizia libera”.
    Viene considerato mutamento d’uso significativo di un immobile la modifica da un uso principale ad altro uso principale, in particolare la modifica d’uso comportante una variazione o un aumento del fabbisogno di aree per servizi e attrezzature pubbliche “Carico Urbanistico”

  2. Il Cambio di destinazione d’uso 2 (CdU2): Il cambio di destinazione d’uso all’interno della stessa categoria generale, se non è connesso ad interventi di ristrutturazione edilizia pesante  tale categoria secondo la disciplina del Testo Unico dell’ Edilizia D.p.r. 380/2011 (Testo Unico dell’Edilizia art. 3, comma 1, lettera c) è riconducibile in opere di ristrutturazione edilizia come “Interventi volti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possano portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti …».
  3. Cambio di destinazione d’uso 3 (CdU3): cambio destinazione d’uso tra categorie generali differenti e cambi di destinazioni d’uso tra uguali sotto categorie ma connessi a interventi di ristrutturazione edilizia pesanti.

Leggi la nota esplicativa del comune di Roma sulle mutazioni di destinazioni d’uso per approfondire l’argomento.