APE senza caldaia, senza impianto o libretto: cosa fare a Roma
L’APE senza caldaia si può redigere, ma occorre distinguere un impianto davvero assente da uno presente, spento o incompleto. Un immobile senza libretto di impianto non rientra automaticamente nel primo caso. La risposta a “si può fare l’APE senza impianto?” è sì, quando l’attestato è dovuto: il certificatore applica le regole di calcolo previste per i servizi assenti. Se invece l’impianto esiste, la documentazione obbligatoria va sistemata prima del rilascio.
La guida chiarisce la certificazione energetica senza caldaia a Roma, i casi senza impianto termico e quelli con libretto mancante. Trovi indicazioni sulla validità dell’APE, sugli allegati e sul modulo di dichiarazione di assenza impianto di APE Lazio. Il riferimento operativo è la situazione riscontrata dal tecnico, non la sola dichiarazione del proprietario.

Cos’è l’APE e quando è obbligatorio anche senza caldaia
L’Attestato di Prestazione Energetica, APE descrive la prestazione dell’immobile in condizioni standard e ne attribuisce la classe energetica. Non misura le bollette effettive degli occupanti.
L’obbligo va verificato per la situazione concreta, per esempio:
compravendita
locazione
nuovi edifici e ristrutturazioni importanti, secondo la definizione normativa;
pratiche e adempimenti dove è richiesto dimostrare la prestazione energetica
Prima di redigere il documento occorre chiarire che l’assenza della caldaia non significa automaticamente assenza di impianto termico. E anche quando l’impianto termico non esiste davvero, l’APE spesso resta comunque obbligatorio, nei casi previsti dalla legge. Per le esclusioni consulta gli obblighi APE per vendita e affitto. Un’abitazione priva di riscaldamento non è esente per questa sola ragione.
APE senza caldaia, senza impianto e senza libretto: le differenze
Prima dell’incarico identifica quale delle tre situazioni descrive l’immobile.
Caldaia assente: verificare gli altri componenti
La caldaia può essere stata rimossa mentre restano tubazioni e radiatori. Oppure l’alloggio può essere servito da riscaldamento centralizzato, pompa di calore o climatizzatori fissi. Nel primo caso il tecnico verifica l’effettiva configurazione residua; negli altri l’impianto può esistere anche senza un generatore a gas nell’appartamento.
La mancanza di una caldaia non basta da sola per compilare la dichiarazione di assenza impianto. Occorre censire i sistemi presenti e verificare se integrano la definizione normativa.
Impianto termico realmente assente
Se non esiste un sistema riconducibile alla definizione di impianto termico, l’APE può essere comunque dovuto. Per i servizi energetici mancanti si procede con il metodo di simulazione previsto dalle regole tecniche, documentando lo stato reale e caricando gli allegati richiesti dalla Regione.
Impianto presente con libretto mancante
Se il sistema esiste ma manca il libretto, non si può dichiarare che è assente. Le indicazioni MASE agli operatori, paragrafo 1, precisano che il libretto deve essere redatto o completato prima dell’emissione, con gli allegati previsti. L’impianto va rappresentato correttamente nell’APE e il rapporto di controllo di efficienza energetica deve essere valido quando richiesto. La sua assenza è ammessa solo nelle specifiche situazioni di distacco, dismissione o disattivazione indicate nelle disposizioni.
Che cosa è un impianto termico ai fini dell’APE
La definizione dell’articolo 2 del D.Lgs. 192/2005 riguarda un sistema tecnologico fisso per climatizzazione invernale o estiva, con o senza acqua calda sanitaria, o per sola acqua calda nei casi compresi. Include gli eventuali componenti di produzione, distribuzione, accumulo, utilizzo, regolazione e controllo. Il vettore energetico non è necessariamente il gas.
Vanno quindi esaminati anche apparecchi elettrici e a biomassa. La pagina MASE sull’efficienza energetica degli edifici raccoglie i riferimenti per APE, requisiti minimi e documentazione impiantistica.
Stufe e caminetti: quando diventano impianto termico
La definizione vigente, modificata dal D.Lgs. 48/2020, non conserva la precedente soglia generale di 5 kW per riconoscere questi apparecchi come impianto termico. Stufe e caminetti fissi destinati al riscaldamento vanno valutati anche sotto tale potenza.
La potenza può rilevare per specifici obblighi di controllo, ma non va usata per dichiarare automaticamente l’assenza dell’impianto. Il certificatore verifica installazione fissa, funzione e configurazione effettiva.
Solo acqua calda sanitaria: scaldabagno e boiler
Altro punto che genera confusione: i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria per singole unità residenziali non sono considerati impianti termici.
Un alloggio con il solo scaldabagno dedicato all’acqua calda sanitaria può quindi ricadere nel caso di APE senza impianto termico, se non esistono altri sistemi fissi compresi nella definizione. Il generatore per l’acqua calda resta comunque un dato da considerare nel calcolo energetico: esclusione dalla definizione di impianto termico non significa ignorarlo nell’APE.
Climatizzatori split e pompe di calore
Se ci sono split fissi che fanno caldo e freddo, oppure una pompa di calore, non chiamarla “assenza impianto” solo perché non vedi una caldaia. La climatizzazione estiva e invernale fa parte del perimetro impiantistico: va censita e valutata correttamente.
Quanto dura l’APE senza impianto e quando scade prima
La validità dipende dalle condizioni dell’immobile e, quando presenti, degli impianti.
Regola generale: l’APE ha validità massima di 10 anni.
Ma la validità può ridursi se non vengono rispettate le prescrizioni sui controlli di efficienza energetica degli impianti termici quando l’impianto c’è ed è soggetto a controlli.
Caso A: immobile con impianto termico e controlli in regola
Con impianto e documentazione in regola, la validità massima è di dieci anni, salvo cause di cessazione anticipata come interventi che modificano la prestazione energetica o cambio di destinazione d’uso.
Controlli non rispettati dopo il rilascio
Se, dopo l’emissione, non viene rispettata una scadenza dei controlli di efficienza energetica prescritti, l’APE cessa di avere validità dal 31 dicembre dell’anno successivo rispetto alla prima scadenza non rispettata. Questa regola non autorizza a rilasciare inizialmente un attestato privo della documentazione dovuta.
Caso C: APE senza impianto termico
Quando l’impianto termico è realmente assente, non esistono i controlli impiantistici che possono far decadere l’APE. Nella prassi applicativa e nelle regole regionali, l’APE resta con validità massima di 10 anni, salvo interventi che modificano la prestazione o cambio di destinazione d’uso.
Un APE senza impianto correttamente redatto può quindi avere piena validità. Per la durata e il riutilizzo della certificazione energetica consulta l’approfondimento dedicato, distinto dagli obblighi documentali per il rilascio.
APE senza caldaia o libretto: documenti da preparare
Quando manca la caldaia e non hai il libretto, la prima cosa è capire se:
l’impianto non esiste
l’impianto esiste ma è incompleto o non attivabile
l’impianto esiste e funziona, ma mancano carte
Il certificatore usa queste informazioni per individuare il caso corretto e i documenti necessari.
Documenti e dati utili alla verifica
dati catastali corretti e coerenti
planimetria catastale e, se disponibile, elaborati di progetto
anno di costruzione e eventuali interventi su serramenti, cappotto, tetto, impianti
foto e rilievo in loco di involucro, infissi, ponti termici evidenti
informazioni sulle chiusure trasparenti e opache: materiali, spessori se recuperabili, stratigrafie note
presenza di climatizzatori, stufe fisse, radiatori residui, canne fumarie, predisposizioni
Anche per l’APE senza caldaia il sopralluogo fisico è obbligatorio. La richiesta dell’attestato e lo scambio dei documenti possono avvenire online; la visita nell’immobile non può essere sostituita dal solo invio di fotografie.
Come si calcola l’APE senza impianto di riscaldamento
Quando l’edificio o l’unità immobiliare è sprovvista di impianto termico, le linee guida prevedono che l’APE possa essere redatto simulando un impianto termico standard, in modo da calcolare prestazioni e indici in condizioni confrontabili.
Questa simulazione non è “inventare” un impianto a piacere. È applicare le regole del metodo di calcolo e dell’APE:
l’involucro resta quello reale
i ponti termici, la qualità degli infissi, l’orientamento, la zona climatica sono reali
l’impianto simulato è uno standard definito dalle linee guida, utile a rendere confrontabili immobili anche quando l’impianto manca
La simulazione serve a calcolare la prestazione in condizioni convenzionali anche quando manca il servizio. Non prova l’esistenza fisica di un generatore, non impone di installarlo per ottenere l’attestato e non determina automaticamente la classe G.
APE Lazio: dichiarazione di assenza impianto e allegati
Nel Lazio il sistema di riferimento è APE Lazio, gestito tramite portale telematico dedicato.
Cosa succede quando trasmetti un APE nel Lazio
Il certificatore trasmette l’APE nel sistema regionale. Alla procedura sono associati protocollo e codice identificativo. L’articolo 7 del Regolamento Lazio 16/2025 prevede che per la trasmissione è previsto un onere di 15 euro per ciascun attestato.
Modulo dichiarazione assenza impianto termico APE Lazio: dove trovarlo
Il modello corrente è disponibile nella procedura APE Lazio, nella sezione dedicata al caricamento del libretto. Quando ricorrono i presupposti, si allega la dichiarazione di non presenza di impianto termico. L’avviso ufficiale di APE Lazio sul modulo chiarisce che il modulo è previsto nel sistema e viene sottoscritto dal certificatore predisponente. La dichiarazione non deve essere usata per sostituire il libretto di un impianto esistente.
Se cerchi il PDF del modulo, consulta l’avviso ufficiale sulla dichiarazione di assenza impianto e utilizza il modello disponibile nella procedura regionale al momento dell’invio. Una vecchia copia scaricata dal web, un facsimile generico o una dichiarazione del proprietario non sostituiscono automaticamente il modello richiesto al certificatore.
Il proprietario fornisce informazioni e documenti; il certificatore verifica i presupposti e sottoscrive l’attestazione tecnica. Il modulo di assenza non coincide con la comunicazione di disattivazione di un impianto esistente: oggetto e destinatario sono diversi.
Caldaia spenta, gas staccato o impianto dismesso: cosa cambia
La nota ENEA pubblicata dal portale regionale chiarisce che l’APE deve tener conto di tutti gli impianti termici presenti, e solo in assenza si procede con simulazione e dichiarazione di non presenza impianto.
Un impianto non funzionante o senza allaccio alla fonte energetica non è per questo fisicamente assente. Le indicazioni MASE consentono, nei casi specificati, l’assenza del rapporto di controllo in corso di validità; non introducono un’esenzione generale dal libretto. Servono riscontri e, per la dismissione o disattivazione, le comunicazioni previste.
APE senza libretto con impianto presente: come procedere
Il problema va risolto prima dell’emissione, coinvolgendo chi gestisce l’impianto e il professionista competente per i documenti mancanti.
Il percorso comprende:
ricostruire, per quanto possibile, i dati impiantistici da targhetta, foto, componenti, documenti di installazione, dichiarazioni di conformità quando disponibili
far predisporre o completare il libretto e gli allegati obbligatori: la documentazione va regolarizzata prima del rilascio
La nota tecnica sul portale APE Lazio chiarisce che la mancanza della documentazione necessaria per un impianto installato ma non esercibile non consente l’emissione dell’APE.
Se la caldaia è stata rimossa, il certificatore controlla:
quali componenti sono rimasti e se la configurazione integra ancora un impianto termico;
se dismissione o disattivazione risultano da documenti e comunicazioni pertinenti;
se sono presenti altri sistemi fissi di climatizzazione, anche elettrici.
Se stai programmando la sostituzione, approfondisci le pratiche per il cambio della caldaia.
Procedura per richiedere un APE senza caldaia a Roma
Proprietario, certificatore e manutentore hanno compiti diversi. Ecco come organizzare la verifica.
Informazioni preliminari al certificatore
Comunica:
prima come si scaldava l’immobile
quando è stata rimossa la caldaia e cosa è rimasto
ci sono climatizzatori fissi
ci sono stufe fisse, caminetti, canne fumarie in uso
sono stati cambiati infissi o fatti lavori sull’involucro
Queste informazioni permettono al professionista di distinguere APE senza impianto o verso impianto presente con documenti mancanti.
Sopralluogo e riscontro dello stato dei luoghi
Il certificatore verifica e documenta:
esposizioni e ombreggiamenti
tipologia murature e solai, quando riconoscibili
infissi: materiale, vetro, tenuta, cassonetti
ponti termici evidenti e punti critici
eventuali impianti presenti, anche parziali, anche non funzionanti
La documentazione del rilievo sostiene i dati utilizzati nel calcolo. Le sole informazioni riferite a voce non sostituiscono i riscontri tecnici.
Inquadramento dei sistemi presenti
Il tecnico distingue, tra gli altri, questi casi:
stufe e caminetti fissi per riscaldamento: non escluderli usando la vecchia soglia generale di 5 kW;
solo acqua calda per una singola unità residenziale: esclusa dalla definizione di impianto termico, ma considerata nel calcolo;
se ci sono split fissi per caldo e freddo, l’impianto esiste e va inserito
Calcolo della prestazione energetica
se impianto assente: procedi con simulazione impianto secondo linee guida
se impianto presente: modellazione reale e gestione documentale coerente
Trasmissione dell’APE e caricamento degli allegati
Nel Lazio il certificatore:
compila e trasmette l’attestato tramite APE Lazio
gestisce l’onere regionale previsto;
allega la documentazione impiantistica dovuta oppure la dichiarazione di non presenza impianto termico quando assente, secondo la modulistica aggiornata presente nel sistema
Errori da evitare nella certificazione senza impianto
Le verifiche devono evitare questi equivoci:
confondere “manca la caldaia” con “assenza impianto”
ignorare climatizzatori, pompe di calore, stufe o caminetti fissi da valutare;
non documentare il sopralluogo con foto e riscontri
usare dati catastali sbagliati senza verificare a quale unità si riferisce l’attestato;
non spiegare al committente che l’APE è legato anche alla corretta gestione dei controlli impianto, quando l’impianto c’è
Costo APE senza caldaia a Roma: quali verifiche incidono
Il prezzo dipende dalle attività necessarie, non soltanto dalla presenza o assenza della caldaia.
In pratica, a Roma e provincia il prezzo varia soprattutto per:
metratura e numero ambienti
qualità della documentazione disponibile
facilità di accesso e rilievo
presenza di impianti particolari o configurazioni incomplete;
urgenza richiesta
Per un immobile semplice il rilievo può essere rapido, mentre una certificazione energetica senza impianto o libretto può richiedere ricostruzione dei dati, chiarimenti sulla dismissione e recupero documentale. Un prezzo basso non prova da solo che la prestazione sia incompleta: chiedi cosa comprende.
Nel preventivo distingui APE, eventuale predisposizione del libretto o controllo dell’impianto e oneri regionali. Per le voci di spesa consulta il costo APE a Roma.
Domande frequenti su APE senza caldaia, impianto e libretto
Posso fare l’APE se non ho la caldaia?
Sì, l’APE senza caldaia è possibile quando richiesto. Il certificatore verifica se manca soltanto il generatore tradizionale oppure se l’impianto termico è realmente assente, tenendo conto di centralizzato, split, pompe di calore e altri sistemi.
Posso fare un APE senza impianto di riscaldamento?
Sì, quando l’APE è dovuto. Per il servizio mancante si applica il metodo di simulando l’impianto previsto dalle regole tecniche. La dichiarazione di non presenza di impianto termico è utilizzabile solo se ricorrono effettivamente i presupposti, secondo la procedura regionale.
Posso fare l’APE senza libretto scegliendo una durata ridotta?
No: se l’impianto è presente e il libretto è dovuto, va predisposto o completato prima dell’emissione. La decadenza per un controllo non rispettato riguarda un evento successivo al rilascio; non permette di ignorare un documento obbligatorio all’origine.
Quanto dura l’APE senza impianto termico?
In generale fino a 10 anni, salvo interventi che modificano la prestazione energetica o cambio di destinazione d’uso. Non essendoci impianto termico, non si applica la decadenza legata ai controlli di efficienza dell’impianto.
Uno scaldabagno elettrico conta come impianto termico?
Se è un sistema dedicato esclusivamente all’acqua calda sanitaria per singola unità residenziale, non è considerato impianto termico.
Stufa a pellet: posso dire che non c’è impianto?
Una stufa fissa destinata al riscaldamento va valutata come sistema termico. La precedente soglia generale di 5 kW non può essere usata per escluderla automaticamente.
Dove si invia un APE senza impianto nel Lazio?
Nel sistema informativo regionale APE Lazio, con gli allegati previsti. Per l’invio e il protocollo consulta la guida alla trasmissione degli APE nel Lazio.
Nel Lazio chi firma la dichiarazione di assenza impianto?
Nel sistema APE Lazio è presente il modulo aggiornato e la dichiarazione di non presenza di impianto termico è prevista a cura del certificatore predisponente.
Richiedere una verifica a Roma per APE senza caldaia o libretto
Per valutare un APE senza caldaia a Roma, comunica al Geom. Luigi Cireddu indirizzo, tipo di immobile, impianti presenti e documentazione disponibile. Segnala se il generatore è stato rimosso, se mancano allacci o se l’impianto è formalmente disattivato.
Prima dell’incarico è utile chiarire:
quale situazione deve essere verificata durante il sopralluogo;
quali documenti può recuperare il proprietario e quali richiedono un altro professionista;
quali attività e allegati sono necessari per completare la pratica.
Per disponibilità e preventivo del servizio APE a Roma indica anche il termine entro cui devi usare l’attestato. La valutazione preliminare serve a organizzare rilievo e documenti, senza promettere il rilascio prima di aver verificato il caso.