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Certificazione APE senza caldaia, senza impianto, senza libretto: cosa fare davvero

Se ti trovi davanti a un appartamento senza caldaia, magari con impianto rimosso, senza libretto di impianto e con proprietario che ti dice “qui non c’è niente”, è normale avere dubbi. La domanda che conta è sempre la stessa: si può fare l’APE senza impianto? Sì, nella maggior parte dei casi si può e si deve, ma va fatto nel modo corretto, perché l’APE non è un foglio compilato “a sensazione”: è un documento tecnico con regole precise, controlli e responsabilità.

In questa guida ti spiego, senza giri di parole, come si gestisce una certificazione energetica APE senza caldaia, quando l’immobile è senza impianto e quando, invece, l’impianto c’è ma manca la documentazione. Ti chiarisco anche quanto dura il certificato energetico, quando scade prima, quali allegati servono, come funziona il caricamento sul catasto energetico e cosa cambia con la dichiarazione di assenza impianto.

Certificazione energetica APE senza caldaia, senza impianto e senza libretto
Certificazione energetica APE senza caldaia, senza impianto e senza libretto

Cos’è l’APE e quando è obbligatorio anche senza caldaia

L’Attestato di Prestazione Energetica, APE, è la “carta d’identità energetica” dell’immobile: descrive prestazioni e consumi in condizioni standard e attribuisce una classe energetica.

L’APE è richiesto in moltissime situazioni pratiche:

  • compravendita

  • locazione

  • nuovi edifici e ristrutturazioni rilevanti

  • pratiche e adempimenti dove è richiesto dimostrare la prestazione energetica

Il punto importante è questo: l’assenza della caldaia non significa automaticamente assenza di impianto termico. E anche quando l’impianto termico non esiste davvero, l’APE spesso resta comunque obbligatorio, salvo rari casi di esclusione previsti dalla normativa.

APE senza caldaia, APE senza impianto, APE senza libretto: le differenze che ti salvano da errori

Qui molte pratiche si incagliano perché si confondono tre situazioni diverse.

1. APE senza caldaia, ma impianto presente

Può succedere che la caldaia sia stata rimossa ma restino elementi dell’impianto: tubazioni, radiatori, collettori, canne fumarie, terminali, predisposizioni. Oppure c’è un impianto diverso dalla caldaia tradizionale.

In questo caso non devi trattarlo come “assenza impianto” solo perché manca la caldaia. Prima va capito se, tecnicamente e normativamente, l’impianto termico esiste.

2. APE senza impianto termico

Qui siamo nel caso “pulito”: nessun sistema fisso che faccia climatizzazione invernale o estiva e nessun impianto assimilabile. In questo scenario l’APE si redige ugualmente, ma con la simulazione dell’impianto secondo le regole delle linee guida, e si gestiscono gli allegati nel modo richiesto dal catasto energetico regionale.

3. Impianto esiste, ma non c’è il libretto

Questo è il caso più delicato: l’impianto c’è, ma manca il libretto oppure non è aggiornato. Qui la scorciatoia “dichiaro che non c’è impianto” è un errore che può costare caro. Se l’impianto è presente, l’APE deve tenerne conto e la pratica va gestita coerentemente con la documentazione impiantistica richiesta.

Cosa significa impianto termico: definizione e casi “borderline” che creano guai

Per impianto termico, la definizione operativa è molto chiara: è un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione invernale o estiva, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, comprendendo produzione, distribuzione, utilizzo e regolazione.

Poi arrivano i casi che fanno litigare proprietari, agenti immobiliari e tecnici.

Stufe e caminetti: quando diventano impianto termico

Stufe, caminetti e riscaldamento localizzato non sono impianto termico “di default”. Però attenzione: se sono fissi e la somma delle potenze nominali al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW, allora sono assimilati a impianto termico.

Tradotto: se l’immobile “si scalda” con una o più stufe fisse e la potenza complessiva supera quella soglia, non stai certificando un immobile senza impianto.

Solo acqua calda sanitaria: scaldabagno e boiler

Altro punto che genera confusione: i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria per singole unità residenziali non sono considerati impianti termici.

Quindi un appartamento con solo scaldabagno elettrico, senza climatizzazione invernale o estiva, può rientrare nel caso di APE senza impianto termico, se davvero non esistono altri sistemi fissi di climatizzazione.

Climatizzatori split e pompe di calore

Se ci sono split fissi che fanno caldo e freddo, oppure una pompa di calore, non chiamarla “assenza impianto” solo perché non vedi una caldaia. La climatizzazione estiva e invernale fa parte del perimetro impiantistico: va censita e valutata correttamente.

Quanto dura l’APE senza impianto e quando scade prima

Qui serve chiarezza perché circolano risposte “a metà”.

Regola generale: l’APE ha validità massima di 10 anni.
Ma la validità può ridursi se non vengono rispettate le prescrizioni sui controlli di efficienza energetica degli impianti termici quando l’impianto c’è ed è soggetto a controlli.

Caso A: immobile con impianto termico e controlli in regola

Se l’impianto è presente e la gestione manutentiva è corretta, l’APE dura 10 anni.

Caso B: impianto termico presente, ma controlli non rispettati

Se la prima scadenza dei controlli non viene rispettata, l’APE cessa di avere validità dal 31 dicembre dell’anno successivo a quello della prima scadenza non rispettata.

Caso C: APE senza impianto termico

Quando l’impianto termico è realmente assente, non esistono i controlli impiantistici che possono far decadere l’APE. Nella prassi applicativa e nelle regole regionali, l’APE resta con validità massima di 10 anni, salvo interventi che modificano la prestazione o cambio di destinazione d’uso.

Messaggio chiave: APE senza impianto non significa APE “più debole”. Se è redatto bene, è una certificazione energetica pienamente valida.

Certificazione energetica APE senza impianto e senza libretto: quali documenti servono davvero

Quando manca la caldaia e non hai il libretto, la prima cosa è capire se:

  • l’impianto non esiste

  • l’impianto esiste ma è incompleto o non attivabile

  • l’impianto esiste e funziona, ma mancano carte

Poi, si lavora con una checklist pratica.

Documenti utili per partire anche quando “non c’è niente”

  • dati catastali corretti e coerenti

  • planimetria catastale e, se disponibile, elaborati di progetto

  • anno di costruzione e eventuali interventi su serramenti, cappotto, tetto, impianti

  • foto e rilievo in loco di involucro, infissi, ponti termici evidenti

  • informazioni sulle chiusure trasparenti e opache: materiali, spessori se recuperabili, stratigrafie note

  • presenza di climatizzatori, stufe fisse, radiatori residui, canne fumarie, predisposizioni

La verità è questa: il sopralluogo non è un optional. Un APE “da remoto” su un immobile senza impianto e senza libretto è il modo più rapido per creare un documento fragile e contestabile.

Come si fa un’APE senza impianto: la simulazione dell’impianto e cosa significa

Quando l’edificio o l’unità immobiliare è sprovvista di impianto termico, le linee guida prevedono che l’APE possa essere redatto simulando un impianto termico standard, in modo da calcolare prestazioni e indici in condizioni confrontabili.

Questa simulazione non è “inventare” un impianto a piacere. È applicare le regole del metodo di calcolo e dell’APE:

  • l’involucro resta quello reale

  • i ponti termici, la qualità degli infissi, l’orientamento, la zona climatica sono reali

  • l’impianto simulato è uno standard definito dalle linee guida, utile a rendere confrontabili immobili anche quando l’impianto manca

Questo passaggio è quello che rende sensata la certificazione: due appartamenti identici, uno con caldaia vecchia e uno senza caldaia, devono poter essere confrontati sul piano dell’involucro e del fabbisogno.

Catasto energetico Regione Lazio: APE Lazio, allegati e dichiarazione di assenza impianto

Nel Lazio il sistema di riferimento è APE Lazio, gestito tramite portale telematico dedicato.

Cosa succede quando trasmetti un APE nel Lazio

La trasmissione avviene tramite sistema informativo regionale, con validazione e attribuzione di protocollo e codice identificativo. E c’è anche un costo amministrativo: per la trasmissione è previsto un onere di 15 euro per ciascun attestato.

Dove si inserisce la dichiarazione di non presenza di impianto termico

Se non c’è impianto termico, nel flusso di caricamento si sostituisce la documentazione dell’impianto con la dichiarazione di non presenza di impianto termico. Il punto cruciale, nel Lazio, è questo: il modulo è previsto nel sistema e viene sottoscritto dal certificatore predisponente, con aggiornamento pubblicato a luglio 2023.

Scarica il  nuovo modulo a disposizione per i professionisti  per dichiarare l’assenza dell’impianto di riscaldamento, la sua assenza di allaccio in rete o di mancanza di energia per approvvigionamento.

Questo, nella pratica, taglia la strada alle “autodichiarazioni improvvisate” e rende chiaro chi si assume la responsabilità tecnica della non presenza di impianto.

Attenzione ai casi che sembrano “assenza impianto” ma non lo sono

Il portale e le note tecniche richiamano un concetto semplice: l’APE deve tener conto di tutti gli impianti termici presenti, e solo in assenza si procede con simulazione e dichiarazione di non presenza impianto.

Quindi, prima di selezionare “assenza impianto”, devi essere in grado di sostenere tecnicamente che l’impianto non esiste secondo definizione, non solo che “non parte” o “non è allacciato”.

APE senza caldaia e senza libretto: cosa fare se l’impianto è presente ma non documentato

Qui si vedono gli errori più frequenti.

Se l’impianto è presente ma manca il libretto, non hai due scelte “equivalenti”. La strada corretta è:

  • ricostruire, per quanto possibile, i dati impiantistici da targhetta, foto, componenti, documenti di installazione, dichiarazioni di conformità quando disponibili

  • gestire il tema libretto in modo coerente con gli obblighi: se l’impianto esiste, l’APE non può far finta che non esista

La nota tecnica richiamata nel sistema APE Lazio insiste proprio su questo: senza documentazione essenziale dell’impianto installato e non esercibile, l’emissione dell’APE diventa problematica.

In pratica, se il proprietario ti dice “la caldaia c’era ma l’ho tolta e non ho più nulla”, tu devi verificare:

  • sono rimasti terminali e distribuzione? allora non sei automaticamente in assenza impianto

  • l’impianto è stato dismesso e comunicato come disattivato? serve coerenza documentale

  • esistono altri sistemi fissi di climatizzazione? spesso sì, e vengono “dimenticati”

Leggi un nostro approfondimento sulle migliori caldaie a condensazione ed il relativo costo.

Procedura pratica passo passo per una Certificazione APE senza caldaia e senza impianto

Ecco un flusso operativo concreto, pensato per lavorare bene e ridurre contestazioni.

1. Intervista tecnica breve al proprietario

Fai domande secche:

  • prima come si scaldava l’immobile

  • quando è stata rimossa la caldaia e cosa è rimasto

  • ci sono climatizzatori fissi

  • ci sono stufe fisse, caminetti, canne fumarie in uso

  • sono stati cambiati infissi o fatti lavori sull’involucro

Obiettivo: evitare sorprese al sopralluogo e capire se stai andando verso APE senza impianto o verso impianto presente senza libretto.

2. Sopralluogo con rilievo energetico

Documenta:

  • esposizioni e ombreggiamenti

  • tipologia murature e solai, quando riconoscibili

  • infissi: materiale, vetro, tenuta, cassonetti

  • ponti termici evidenti e punti critici

  • eventuali impianti presenti, anche parziali, anche non funzionanti

Ricorda: foto e rilievo sono la tua assicurazione tecnica se qualcuno contesta l’APE.

3. Qualificazione dell’impianto: presente, assente o assimilato

Qui devi essere rigoroso:

  • se ci sono stufe fisse e potenza complessiva almeno 5 kW, non stai in assenza impianto

  • se c’è solo acqua calda sanitaria autonoma, quello non è impianto termico

  • se ci sono split fissi per caldo e freddo, l’impianto esiste e va inserito

4. Calcolo e redazione APE

  • se impianto assente: procedi con simulazione impianto secondo linee guida

  • se impianto presente: modellazione reale e gestione documentale coerente

5. Trasmissione al catasto energetico e allegati

Nel Lazio:

  • carichi e trasmetti tramite APE Lazio

  • paghi l’onere regionale previsto

  • alleghi libretto quando impianto presente, oppure dichiarazione di non presenza impianto termico quando assente, secondo la modulistica aggiornata presente nel sistema

Errori comuni che fanno perdere tempo e credibilità

Se vuoi evitare telefonate infinite e “ritorni” di pratica, questi sono gli errori che vedo più spesso:

  • confondere “manca la caldaia” con “assenza impianto”

  • dichiarare assenza impianto quando esistono climatizzatori fissi o stufe fisse assimilabili

  • non documentare il sopralluogo con foto e riscontri

  • usare dati catastali sbagliati e poi sperare che “tanto passa”

  • non spiegare al committente che l’APE è legato anche alla corretta gestione dei controlli impianto, quando l’impianto c’è

Quanto costa una certificazione energetica APE senza caldaia a Roma e provincia

Sui costi è meglio essere chiari: non esiste un prezzo unico “giusto”, perché dipende da complessità e tempo reale.

In pratica, a Roma e provincia il prezzo varia soprattutto per:

  • metratura e numero ambienti

  • qualità della documentazione disponibile

  • facilità di accesso e rilievo

  • presenza di impianti particolari o casi borderline

  • urgenza richiesta

Per immobili semplici e ben documentati puoi trovare anche offerte molto basse, ma quando parliamo di certificazione energetica APE senza impianto e senza libretto, spesso serve più tempo: sopralluogo accurato, verifiche, ricostruzione dati, gestione corretta degli allegati. Se il prezzo è “troppo bello”, di solito da qualche parte manca un pezzo.

Consiglio pratico: fatti mettere per iscritto cosa include il servizio, soprattutto su sopralluogo e gestione del caso senza impianto.

Domande frequenti su Certificazione APE senza caldaia e APE senza impianto

Posso fare l’APE se non ho la caldaia?

Sì. Certificazione APE senza caldaia si può fare, ma devi verificare se l’impianto termico è davvero assente o se esistono altri sistemi di climatizzazione, come split o stufe fisse assimilabili a impianto.

Posso fare un APE senza impianto di riscaldamento?

Sì. In assenza di impianto termico, l’APE si redige simulando l’impianto secondo le linee guida e allegando la dichiarazione di non presenza di impianto termico dove prevista dal catasto energetico.

Se manca il libretto di impianto, l’APE è valido 10 anni?

Dipende. Se l’impianto è presente e non vengono rispettate le prescrizioni sui controlli di efficienza energetica, l’APE può perdere validità dal 31 dicembre dell’anno successivo alla prima scadenza non rispettata.

Quanto dura l’APE senza impianto termico?

In generale fino a 10 anni, salvo interventi che modificano la prestazione energetica o cambio di destinazione d’uso. Non essendoci impianto termico, non si applica la decadenza legata ai controlli di efficienza dell’impianto.

Uno scaldabagno elettrico conta come impianto termico?

Se è un sistema dedicato esclusivamente all’acqua calda sanitaria per singola unità residenziale, non è considerato impianto termico.

Stufa a pellet: posso dire che non c’è impianto?

Non automaticamente. Se la stufa è fissa e la somma delle potenze al servizio dell’unità immobiliare è almeno 5 kW, viene assimilata a impianto termico.

Nel Lazio dove si trasmette l’APE?

Nel sistema informativo regionale APE Lazio, che gestisce trasmissione, validazione e catasto degli APE.

Nel Lazio chi firma la dichiarazione di assenza impianto?

Nel sistema APE Lazio è presente il modulo aggiornato e la dichiarazione di non presenza di impianto termico è prevista a cura del certificatore predisponente.

Conclusione: la regola d’oro per non sbagliare

Quando ti chiedono “Certificazione energetica APE senza caldaia senza impianto senza libretto, cosa fare?”, la risposta pratica è una sola: prima qualifica correttamente l’impianto, poi redigi l’APE con metodo, sopralluogo e documentazione coerente.

Se fai bene questi tre passaggi, sei a posto:

  1. capire se l’impianto termico è davvero assente secondo definizione

  2. se assente, simulare l’impianto come previsto dalle linee guida

  3. gestire correttamente gli allegati nel catasto energetico, soprattutto la dichiarazione di assenza impianto

È un lavoro tecnico, non una formalità. Ed è proprio nei casi “senza caldaia e senza libretto” che un APE fatto bene si vede subito.

Scritto da: Luigi Cireddu

Geometra a Roma · Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma n. 10447

Mi occupo di pratiche edilizie, catasto, urbanistica e sicurezza nei cantieri. Condivido guide operative e soluzioni pratiche per aiutare privati e professionisti a gestire le pratiche in modo chiaro e senza perdite di tempo.

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