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Dettaglio di vicinato Roma, SCIA apertura negozio, Costo scia negozio

Vorresti avviare un commercio al dettaglio di vicinato a Roma e non sai cosa serve per aprire il negozio, sia che riguardi la vendita alimentare e sia per la vendita non alimentare, hai bisogno della scia negozio a Roma. Si indica con il termine negozio di vicinato o esercizio di vicinato un punto vendita al dettaglio con superficie di vendita (alla quale ha accesso la clientela) non superiore ai 150 m² o 250 m².

Le categorie in cui viene diviso il commercio al dettaglio di vicinato

scia negozio a roma
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La vendita di vicinato si divide in macro-categorie, differenziate dalla superficie di vendita del negozio in cui deve essere avviata l’attività:

  1. esercizi di vicinato: superficie di vendita non superiore a 150 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti;
  2. medie strutture di vendita: esercizi aventi superficie superiore ai limiti degli esercizi di vicinato e fino a 1.500 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 2.500 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti;
  3. grandi strutture di vendita: esercizi con superficie superiore.
  4. centro commerciale: media o grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente.

Come si autorizza l’apertura di un negozio di vendita al vicinato nel comune di Roma: la scia per commercio al dettaglio

L’apertura di un negozio di vicinato si autorizza attraverso il suap (sportello unico attività produttive). Nel comune di Roma le richieste per commercio al dettaglio vengono compilate e inviate online. Allegando tutta la documentazione necessaria, infatti si può spedire la scia commerciale in tempi brevi senza attendere nessuna comunicazione da parte del municipio.

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Quanto costa aprire un negozio a Roma?

Collegandosi al suap si possono verificare i costi di istruttoria di ogni scia commerciale in particolare per il dettaglio di vicinato a Roma vengono richiesti 80,00€ per diritti di istruttoria per il settore non alimentare, mentre per il settore alimentare si paga in più la somma spettante all’asl per la notifica sanitaria pari ad €50,00.

Limitazione di vendita al vicinato per il settore alimentare nella città storica e nel sito Unesco del comune di Roma

La decisione del Comune di Roma di emanare la delibera comunale 47/2018 e successivamente la 49/2019 ha portato a un’importante restrizione per le nuove attività di vicinato alimentare nell’area Unesco. Questa iniziativa ha stabilito un blocco temporaneo di tre anni sull’apertura di qualsiasi nuova attività di vendita al dettaglio di prodotti alimentari, comprese quelle di carattere artigianale. Il suo scopo principale è preservare e tutelare l’aspetto e il decoro del centro storico della città.

Il regolamento appena introdotto ha reso chiara l’incapacità di aprire nuovi minimarket, negozi-suk o qualsiasi negozio che si occupi della vendita di merci di cattivo gusto in quest’area delicata, che è stata riconosciuta dall’UNESCO. Questa restrizione è destinata a preservare l’atmosfera unica del centro storico di Roma, garantendo che le nuove attività commerciali non compromettano l’integrità e l’unicità di questa zona ricca di storia e cultura. La decisione di limitare l’apertura di attività di vicinato alimentare è un passo importante per salvaguardare il patrimonio storico e artistico di Roma.

49/2019 dopo prevende lo stop all’ apertura di nuove attività di vicinato alimentare, sia artigianali che di vendita al dettaglio, nell’area Unesco.  Il divieto avrà una durata di tre anni dall’entrata in vigore del regolamento. Quindi con il nuovo regolamento non sono consentite le aperture di attività alimentari. In particolare, divieto a minimarket, negozi-suk e a negozio che vendono merce di cattivo gusto, il tutto a tutela del  decoro nel centro storico.

Quali attività non rientrano nel commercio al dettaglio di vicinato?

Le attività commerciali nel dettaglio di vicinato a Roma non comprendono:

  1. Farmacie: Le farmacie sono esonerate dalla classificazione come esercizi di vicinato.
  2. Rivendite di generi di monopolio: Le attività che coinvolgono la vendita di prodotti soggetti a monopolio rientrano in una categoria separata.
  3. Associazioni di prodotti ortofrutticoli: La vendita di prodotti ortofrutticoli è gestita da specifiche associazioni e mercati.
  4. Vendita diretta da parte di produttori agricoli: Gli agricoltori possono vendere i loro prodotti direttamente senza rientrare nella definizione di dettaglio di vicinato.
  5. Vendite di carburanti e oli minerali: Le stazioni di servizio che vendono carburanti e oli minerali sono escluse da questa categoria.
  6. Vendite da artigiani iscritti all’Albo: Gli artigiani possono vendere beni di produzione propria senza rientrare in questa classificazione.
  7. Pescatori e cacciatori che vendono prodotti della loro attività: Chiunque venda prodotti provenienti da caccia o pesca personale non è considerato un esercizio di vicinato.
  8. Vendite di prodotti raccolti in terreni ad uso civico: La vendita di prodotti raccolti in terreni ad uso civico, come erbe o funghi, non è inclusa.
  9. Vendite delle proprie opere d’arte e pubblicazioni: Gli artisti e gli scrittori possono vendere le proprie opere senza essere classificati come esercizi di vicinato.
  10. Vendite di beni del fallimento: Le vendite dei beni derivanti da fallimenti rientrano in una categoria separata.
  11. Vendita in fiere campionarie e mostre: Le vendite in fiere e mostre non sono considerate attività di vicinato.
  12. Pubblicazioni di enti pubblici relative alla loro attività: Le pubblicazioni degli enti pubblici sono gestite in modo diverso.
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Questi dettagli evidenziano la diversificazione delle attività commerciali nella città di Roma, ognuna con specifiche esenzioni e regolamenti che ne definiscono il contesto.

Quali sono i requisiti per aprire un negozio di vicinato

Per intraprendere con successo l’attività, è indispensabile rispettare rigorosamente le disposizioni stabilite dalla legislazione antimafia vigente. Nel contesto della vendita al dettaglio di articoli non alimentari, è fondamentale aderire ai requisiti etici previsti, garantendo un comportamento morale integro.

D’altro canto, se si desidera avviare una attività di vendita al dettaglio di prodotti alimentari, oltre ai requisiti morali, è imprescindibile rispettare anche i requisiti professionali stabiliti dalle leggi.

In ogni caso, il dettaglio di vicinato Roma rappresenta un aspetto fondamentale nella gestione di questo tipo di attività, in quanto le interazioni con la comunità locale e la conformità alle normative locali rivestono una notevole importanza per il successo del tuo negozio nel cuore della città eterna.

I requisiti strutturali richiesti nel negozio di vicinato a Roma

scia dettaglio di vicinato roma
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Nei locali dove si svolge l’attività devono rispettare le norme e le prescrizioni specifiche dell’attività, per esempio quelle in materia di urbanistica, igiene pubblica, igiene edilizia, tutela ambientale, tutela della salute nei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, regolamenti locali di polizia urbana annonaria. Per esercitare l’attività di vendita al dettaglio di prodotti alimentari è inoltre necessario rispettare i requisiti dettati dalla normativa vigente in merito all’igiene dei prodotti stoccati, prodotti e venduti.

Particolari forme di commercio al dettaglio di vicinato Roma

  • Vendita di oggetti preziosi e gioielli

Per esercitare l’attività di vendita al dettaglio di oggetti preziosi e gioielli è inoltre necessario aver ottenuto autorizzazione per la commercializzazione di oggetti preziosi da parte delle prefettura competente

  • Vendita di funghi epigei freschi spontanei

Per esercitare l’attività di vendita al dettaglio di funghi epigei freschi spontanei è inoltre necessario presentare congiuntamente o aver presentato anche SCIA per la vendita di funghi epigei freschi spontanei.

  • Vendita di farmaci

I medicinali descritti dall’articolo 8, comma 10, lettera “c” della Legge 24/12/1993, n. 537 possono essere venduti senza ricetta medica solo negli esercizi di vicinato, le medie strutture di vendita e le grandi strutture di vendita che:

  • si trovano in Comuni superiori a 15.000 abitanti e al di fuori delle aree rurali come individuate dai piani sanitari regionali
  • possiedono i requisiti strutturalitecnologici organizzativi necessari.

All’interno della struttura commerciale la vendita dei medicinali deve essere svolta:

  • all’interno di un apposito reparto delimitato rispetto al resto dell’area commerciale
  • da strutture in grado di garantire l’inaccessibilità ai farmaci da parte del pubblico e del personale non addetto negli orari sia di apertura che di chiusura al pubblico.

In questo caso è necessario presentare anche la comunicazione per para farmacia come previsto dall’articolo 5 del Decreto Legge 04/07/2006, n. 233.

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