Frazionare appartamento Roma: la pratica e il costo per dividere casa senza sorprese

Se stai pensando di frazionare appartamento Roma perché hai un taglio grande e vuoi ricavare due unità da vendere o mettere a reddito, fai bene a fermarti un attimo e mettere i numeri in fila. A Roma il frazionamento può essere molto conveniente, ma solo quando il progetto sta in piedi su tre cose concrete: regole urbanistiche rispettate, impianti fattibili, budget coerente con il mercato.
Qui trovi una guida “da cantiere”, senza fronzoli: cosa controllare prima, quale pratica serve, quali sono le dimensioni minime, cosa succede in Roma Città Storica e cosa cambia se l’edificio è vincolato. Dentro ci sono anche esempi numerici e, alla fine, una checklist scaricabile.
Se hai poco tempo: la verità in 10 righe
Il frazionamento conviene quando il valore finale delle nuove unità supera acquisto più lavori più costi tecnici più imprevisti.
A Roma, in generale, una nuova unità residenziale non può scendere sotto 45 mq di SUL.
Se non tocchi strutture e prospetti, spesso vai in CILA. Se tocchi strutture o prospetti, vai in SCIA.
Il Comune lavora su piattaforma SUET per CILA e SCIA.
I requisiti igienico sanitari non si discutono: superfici minime camere e rapporto aeroilluminante.
In Città Storica spesso il frazionamento è ammesso solo come ripristino di unità accorpate in passato: se non dimostri lo storico, ti fermi.
Su immobile vincolato servono pareri e autorizzazioni specifiche, prima di aprire il cantiere.
Budget realistico: non ragionare a spanne, ragiona per voci e metti un imprevisto minimo del 10 per cento.
Se vuoi fare locazione breve, in Città Storica ci sono ulteriori attenzioni e limitazioni: pianificalo prima, non dopo.
Se una sola cosa è incerta, la prima spesa deve essere la verifica documentale e urbanistica.
Conviene davvero dividere casa a Roma
La domanda giusta non è “si può”, ma “quanto mi torna in tasca”. La convenienza sta in un confronto semplice:
Ricavo atteso meno costo totale uguale margine.
Il costo totale non è solo il cantiere. Dentro ci vanno:
lavori e impianti
pratiche edilizie, direzione lavori e verifica regolarità urbanistica
catasto e aggiornamenti
eventuali oneri e diritti
adeguamenti condominiali e accessi
allacci e contatori
imprevisti veri
Esempio numerico 1: da 120 mq a due bilocali grandi, strategia affitto
Caso tipico: appartamento da 120 mq lordi, buona pianta, due affacci, bagno spostabile senza follie.
Scenario affitto lungo:
Affitto attuale unità unica: 1.900 euro al mese
Dopo frazionamento: 2 unità da 60 mq lordi circa
Affitto atteso per unità: 1.350 euro al mese
Totale dopo frazionamento: 2.700 euro al mese
Incremento: 800 euro al mese, cioè 9.600 euro l’anno
Budget lavori e pratiche, esempio realistico:
Opere edili e finiture: 55.000 euro
Impianti completi e adeguamenti: 45.000 euro
Secondo bagno e cucina completa: 22.000 euro
Porte interne, portoncino aggiuntivo, divisioni: 8.000 euro
Tecnico, CILA, DL, sicurezza quando dovuta, chiusure: 6.500 euro
Catasto e pratiche finali: 1.500 euro
Allacci e contatori, pratiche e opere accessorie: 4.000 euro
Imprevisti 10 per cento: 14.000 euro
Totale: circa 156.000 euro
Payback grezzo:
156.000 diviso 9.600 fa circa 16 anni
Sembra lungo, infatti qui entra il punto chiave: l’affitto non è l’unico vantaggio. Spesso:
riduci il rischio, perché due unità diversificano il reddito
aumenti la rivendibilità, perché tagli medi si vendono meglio
puoi fare strategia mista, una unità a reddito, una in vendita
Se invece fai locazione breve, i ricavi possono cambiare molto, ma cambiano anche costi, gestione e rischio normativo, soprattutto in Città Storica.
Esempio numerico 2: da 150 mq a tre unità, strategia vendita
Caso: 150 mq lordi, zona richiesta, tre affacci, impianti rifacibili.
Valori di mercato ipotetici:
appartamento grande vendibile oggi: 650.000 euro
dopo frazionamento: 3 unità da circa 50 mq lordi
valore medio a unità ristrutturata: 310.000 euro
totale ricavi potenziali: 930.000 euro
Delta ricavi: 280.000 euro
Costi, esempio prudente:
cantiere e impianti più pesanti: 210.000 euro
tecnici, pratiche, DL, sicurezza: 12.000 euro
catasto e chiusure: 2.500 euro
allacci e contatori: 8.000 euro
imprevisti 10 per cento: 23.000 euro
Totale: circa 255.500 euro
Margine lordo: circa 24.500 euro
Qui si vede la realtà: il margine può essere buono o può evaporare. Basta un cantiere più complesso, un vincolo, una distribuzione che costringe a soluzioni impiantistiche costose, e il progetto non conviene più.
Quindi sì: Dividere casa in due appartamenti Roma può essere una miniera, oppure una trappola. La differenza la fa lo studio iniziale.
Prima di progettare: le 3 verifiche che decidono tutto
Quando si parla di Frazionamento appartamento a Roma, ci sono tre pilastri.
Regolarità urbanistica e stato legittimo
Progettare su una planimetria catastale non basta. Il catasto non è una licenza edilizia. Se ci sono difformità interne o esterne, la pratica può bloccarsi o, peggio, ti ritrovi lavori finiti e un problema aperto.
Cosa va controllato davvero:
titoli edilizi esistenti e successive varianti
eventuali condoni o sanatorie e loro stato
coerenza tra stato di fatto e stato autorizzato
Se manca chiarezza, la prima mossa sensata è ricostruire lo stato legittimo con accesso agli atti.
Superfici minime: a Roma il minimo non è quello che “ti sembra”
A Roma, in generale, con il frazionamento si possono creare unità con superficie non inferiore a 45 mq di SUL. (Leggi come si calcola la superficie lorda).
SUL significa superficie utile lorda secondo le definizioni del PRG. In pratica, non è la calpestabile: è una grandezza urbanistica, e va calcolata correttamente.
Tradotto: se pensi di ottenere due unità “mini” sotto quel limite, parti già male.
Impianti: l’ago della bilancia
Gli impianti decidono il costo, i tempi e la fattibilità pratica.
Domande secche:
puoi portare scarichi e colonne senza rialzi pesanti e senza pompe ovunque
hai spazio per due cucine e due bagni con aerazione e ventilazioni corrette
puoi gestire due quadri elettrici e, se serve, due contatori
puoi gestire canne fumarie o alternative per la produzione di acqua calda
Se su una di queste risposte devi “inventare”, il budget sale e la convenienza cala.
Requisiti igienico sanitari: qui non si tratta
Nel residenziale contano superfici minime, altezze e aeroilluminazione. Il riferimento nazionale storico è il decreto ministeriale 5 luglio 1975, con requisiti come superficie minima camere e rapporto aeroilluminante.
In pratica, se nel frazionamento:
crei camere troppo piccole
crei soggiorni senza luce naturale adeguata
“salvi” un bagno senza aerazione quando non è ammesso
non stai facendo un progetto furbo: stai creando un problema che poi ti esplode tra agibilità, affitti, vendite, perizie e mutui.
Nella prassi romana attenzione alle chiostrine: se un locale principale affaccia solo su spazi assimilabili a chiostrina, è un punto critico da valutare con norma locale e caso concreto.
Che pratica serve per frazionare appartamento a Roma: CILA o SCIA
La regola pratica è questa: il frazionamento rientra spesso nella manutenzione straordinaria quando non alteri volumetria e non fai interventi strutturali, e in quel caso si lavora con CILA. La manutenzione straordinaria è definita dal Testo Unico Edilizia.
La CILA è disciplinata dall’articolo 6-bis del DPR 380 del 2001.
Se invece tocchi parti strutturali o prospetti, normalmente vai in SCIA, articolo 22 del DPR 380 del 2001.
A Roma le pratiche si presentano tramite SUET per le SCIA e la gestione telematica è ormai la regola.
Punto importante: CILA e SCIA non sono “etichette”. Cambiano allegati, responsabilità, tempi e anche il tipo di controlli.
Caso reale: frazionare 120 mq in due unità da 60 mq per casa vacanze
Un cliente si presenta in studio dopo aver acquistato un appartamento a Roma di circa 120 mq lordi, pianta regolare, doppio affaccio. Obiettivo: frazionare appartamento Roma e ricavare due unità autonome da destinare a ospitalità extra-alberghiera.
Dati di partenza
Superficie: 120 mq lordi circa
Contesto: condominio anni ’60/’70, impianti da rifare
Stato urbanistico: conforme, recuperati titoli e planimetrie depositate
Vincoli: assenti
Punto chiave: colonne di scarico presenti vicino alla zona centrale, quindi bagni e cucine realizzabili senza soluzioni “strane”
Obiettivo del progetto
Ottenere 2 appartamenti da circa 60 mq lordi ciascuno, entrambi completi e “vendibili/affittabili”:
soggiorno con angolo cottura
camera matrimoniale
bagno
disimpegno e spazio armadi/ripostiglio
Verifiche preliminari decisive
Minimo urbanistico: ogni unità supera 45 mq di SUL, quindi il frazionamento è ammissibile.
Requisiti igienico-sanitari: camere e soggiorni con finestre e rapporti aeroilluminanti adeguati.
Impianti: scarichi e adduzioni gestibili sfruttando colonne esistenti, evitando pompe e rialzi importanti.
Pratica edilizia presentata
Intervento inquadrato come manutenzione straordinaria senza opere strutturali. Presentata CILA su SUET con:
elaborati ante e post operam
relazione tecnica asseverata
nomina impresa e direttore lavori
computo metrico per controllo costi
Ante operam
L’appartamento ha forma rettangolare con distribuzione semplice: ingresso centrale, corridoio lungo, stanze ampie su due affacci. Questa configurazione è ideale perché consente di creare due unità con:
un nuovo setto divisorio centrale
due percorsi interni chiari
bagni collocati vicino alle colonne
In questa fase si definisce anche la posizione dei due ingressi. Se possibile, si sfrutta l’attuale porta d’ingresso per una unità e si realizza la seconda porta sul pianerottolo solo dopo verifica condominiale e tecnica.
Inter operam
Lavorazioni principali:
demolizione tramezzi non portanti per ridisegnare disimpegni e zone giorno
realizzazione del muro divisorio tra le due unità con attenzione a isolamento acustico
realizzazione di due bagni e predisposizione cucine su pareti tecniche ravvicinate alle colonne
rifacimento completo impianti elettrici e idrico-sanitari con due quadri elettrici separati
predisposizione per contabilizzazione autonoma dei consumi
Criticità gestite:
quote scarichi: verifiche prima della chiusura dei massetti
ventilazione bagni: soluzioni conformi, evitando scorciatoie
acustica tra unità: trattamento sul divisorio e sugli impianti per ridurre rumori
Post operam
A fine lavori risultano due appartamenti distinti e autonomi, con distribuzione funzionale e taglio commerciale appetibile.
Alla consegna:
eseguita variazione catastale DOCFA per frazionamento con creazione dei nuovi subalterni e aggiornamento elaborati
predisposti i documenti tecnici utili per la fase di utilizzo dell’immobile
Nota pratica importantissima: per avviare attività extra-alberghiera non basta aver “diviso la casa”. Serve che l’immobile sia urbanisticamente e tecnicamente in ordine, e che la documentazione sia coerente con l’uso che vuoi farne.
Numeri concreti: budget e tempi
Progettazione + CILA + DL + chiusure: 2.500 – 4.500 euro
Catasto (DOCFA + elaborati): 700 – 1.200 euro
Lavori (ristrutturazione completa 120 mq con 2 bagni + 2 cucine): 95.000 – 155.000 euro
Tempi medi:
progettazione e deposito: 1–3 settimane
cantiere: 8–14 settimane (dipende da impianti e finiture)
Iter operativo completo: da zero al doppio subalterno
Ecco il percorso completo, quello che in pratica devi mettere in preventivo.
1. Pre-analisi e documenti
planimetrie e sopralluogo
verifica titoli edilizi e conformità
verifica PRG e tessuto urbanistico
verifica vincoli
2. Progetto di frazionamento
studio distributivo, due accessi, disimpegni sensati
schema impianti, posizionamento bagni e cucine
stima costi per voci e cronoprogramma
3. Condominio e accessi
Se devi creare un secondo ingresso, spostare portoncini, intervenire su parti comuni, cambia tutto: serve valutazione condominiale prima di depositare la pratica.
4. Deposito pratica edilizia su SUET
scelta CILA o SCIA
relazione asseverata e grafici ante e post operam
nomine e impresa
5. Cantiere
Qui vale una regola: nel frazionamento il rischio vero è chiudere massetti e contropareti senza aver testato scarichi e quote. Lo paghi dopo.
6. Fine lavori e catasto
Dopo il frazionamento devi aggiornare il catasto con nuova distribuzione e nuovi subalterni. Senza questo passaggio, la pratica è monca.
7. Agibilità e utilizzo
Non sempre “serve” un nuovo certificato nel senso classico, ma se ti serve agibilità per attività o per esigenze specifiche, pianificala prima, perché può incidere su requisiti e impianti.
Costo frazionamento Roma: voci reali, non numeri a caso
Quando uno mi chiede “quanto costa”, la risposta seria è: dipende da quanto devi stravolgere impianti e layout. Però si può dare un quadro realistico per categorie.
Costi tecnici, ordine di grandezza
rilievi, progetto, pratica edilizia, direzione lavori: da basso a medio, in base a complessità e numero unità
coordinamento sicurezza se dovuto: variabile
aggiornamento catastale: variabile in base al numero di nuove unità e complessità
Non fissarti su cifre “standard”. Un frazionamento semplice può essere lineare, uno con vincoli e impianti difficili raddoppia tempi e parcella, ed è giusto così.
Costi lavori, ordine di grandezza
ristrutturazione completa con impianti: spesso il grosso sta qui
secondo bagno e seconda cucina: sono le voci che pesano
portoncino, insonorizzazioni, opere accessorie: incidono più di quanto si pensa
La regola pratica: se devi rifare completamente impianti e finiture, il costo non lo decide il frazionamento, lo decide la ristrutturazione.
Devi dividere un giardino o corte esterna? Leggi il nostro articolo sul frazionamento ente urbano.
Quanto può costare frazionare casa a Roma stima realistica “da studio”, non da brochure
Dipende davvero da 4 voci che spostano il conto:
numero e posizione dei bagni/cucine (nuovi scarichi = soldi veri)
impianti (due unità = spesso rifai o separi linee/quadri)
porte d’ingresso (secondo accesso, vincoli condominiali, opere)
finiture (base / medio / alto)
Indicativamente, su un 120 mq a Roma:
Opere edili + impianti: spesso 900–1.500 €/mq
Spese tecniche (rilievi, progetto, pratiche, DL, sicurezza se dovuta, catastale): spesso 5.000–12.000 € (dipende da complessità e servizi inclusi)
Extra frequenti: nuovi contatori/utenze, insonorizzazioni mirate, adeguamenti impiantistici, oneri/diritti, eventuali pratiche condominiali
Caso speciale 1: Roma Città Storica, qui cambiano le regole del gioco

Se l’immobile è in Città Storica, non dare mai per scontato che il frazionamento sia “un diritto”. Nelle norme del PRG ci sono prescrizioni specifiche: in diversi casi il frazionamento non è consentito, salvo ricostituzione di unità edilizie o immobiliari interessate da precedenti accorpamenti.
Tradotto in modo pratico:
se stai “creando” due unità dove prima ce n’era una da sempre, potresti non poterlo fare
se invece puoi dimostrare che in passato erano due unità poi accorpate, allora sei molto più solido
Come si dimostra l’accorpamento pregresso
Serve materiale, non opinioni:
vecchi titoli edilizi
vecchie planimetrie
vecchie schede catastali e subalterni storici
documentazione d’archivio
Attenzione: variante NTA e misure di salvaguardia
Roma ha adottato una variante parziale alle NTA del PRG con deliberazione dell’Assemblea Capitolina, e sono state emanate indicazioni applicative.
Questo significa che il quadro può essere soggetto a misure di salvaguardia e interpretazioni operative: in Città Storica è normale che il tecnico debba fare un lavoro più “giuridico” oltre che progettuale, per verificare se è possibile frazionare appartamento a Roma.
Esempio pratico Città Storica
Hai un appartamento grande in palazzo d’epoca. Vuoi frazionare l’appartamento a Roma in due unità?
Se trovi che storicamente erano due subalterni poi uniti, hai un percorso difendibile.
Se non trovi nulla e stai solo “spezzando”, potresti trovarti un diniego o richieste integrative pesanti.
Qui sta la differenza tra progetto vendibile e progetto che resta un disegno.
Leggi anche posso dividere appartamento in due in un condominio?
Caso speciale 2: immobili vincolati, culturale e paesaggistico

“Vincolato” non è una parola unica. Di solito parliamo di:
vincolo culturale, bene tutelato come bene culturale
vincolo paesaggistico, tutela paesaggistica dell’area o dell’immobile
Se è vincolo culturale
L’esecuzione di opere e lavori su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del soprintendente.
Il procedimento per interventi edilizi è disciplinato dagli articoli dedicati e nei percorsi operativi delle Soprintendenze si parla di tempi che possono arrivare fino a 120 giorni, con sospensioni in caso di integrazioni.
Cosa cambia per il frazionamento:
anche opere interne possono richiedere progetto dettagliato e prescrizioni
alcune soluzioni impiantistiche o distributive possono essere limitate
tempi e costi salgono, punto
Se è vincolo paesaggistico
Serve autorizzazione paesaggistica quando dovuta, secondo l’articolo 146 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Esistono interventi esclusi o in procedura semplificata secondo DPR 31 del 2017, ma va verificato caso per caso.
Nel frazionamento “puro” interno potresti non toccare l’esterno, ma attenzione:
se cambi finestre, fori, canne fumarie, unità esterne, e simili, il tema paesaggistico può entrare eccome
se sei in area sensibile, i controlli sono più severi
Qui l’errore classico è partire con la CILA convinti che basti, e poi scoprire che manca un’autorizzazione di tutela.
Detrazioni fiscali: cosa puoi usare davvero

Il frazionamento appartamento a Roma, quando inquadrato come manutenzione straordinaria con ristrutturazione, può rientrare nelle detrazioni per ristrutturazioni, se rispetti modalità e pagamenti richiesti.
Per le spese sostenute, la misura della detrazione e i limiti sono indicati dall’Agenzia delle Entrate: in sintesi 36 per cento con tetto 96.000 euro e ripartizione in 10 quote, con specifiche condizioni e distinzione tra abitazione principale e altri casi.
Il MEF ha riepilogato la conferma delle aliquote per l’anno in corso con 50 per cento per prima casa e 36 per cento dalla seconda in poi.
Regola pratica: se vuoi portare a casa il beneficio, devi pagare bene e documentare meglio. Fatture, bonifici, pratica edilizia, e tutto il pacchetto.
Errori che vedo più spesso quando si fraziona a Roma
Progetto fatto su catasto e non su stato legittimo
Bagni e cucine messi dove gli scarichi diventano una guerra
Tagli creati sotto il minimo urbanistico o con locali non abitabili
Secondo ingresso pensato senza verificare condominio e parti comuni
Città Storica trattata come periferia, e poi arriva lo stop
Vincoli ignorati fino all’ultimo, e poi scatta il parere obbligatorio
Budget senza imprevisti: è un modo elegante per sforare
Checklist scaricabile per frazionare un appartamento a Roma
Ho preparato una checklist stampabile, da usare prima e durante il frazionamento, con le voci che contano davvero.
Scarica la checklist PDF Frazionare appartamento Roma
FAQ risposte rapide su frazionare appartamento Roma
Qual è la superficie minima per creare una nuova unità con il frazionamento a Roma
In generale si parla di 45 mq di SUL per ciascuna nuova unità.
Posso sempre fare due appartamenti da uno
No. Dipende da PRG, tessuto, stato legittimo e requisiti igienico sanitari. In Città Storica spesso serve dimostrare che stai ripristinando unità preesistenti.
Serve CILA o SCIA per frazionare a Roma
Spesso CILA se non tocchi strutture e prospetti, SCIA se li tocchi. La base normativa è nel DPR 380 del 2001.
Quanto tempo ci vuole
Dipende da complessità, impresa, condominio, vincoli e disponibilità documenti. Il cantiere può durare poche settimane o diversi mesi. Se entrano autorizzazioni di tutela, i tempi si allungano sensibilmente.
Il catasto va aggiornato per forza
Sì. Dopo il frazionamento devi arrivare a due unità autonome anche catastalmente, altrimenti non hai un risultato “spendibile”.
Devo fare due contatori
Non sempre è obbligo tecnico, ma è spesso indispensabile sul mercato e nella gestione. Da valutare con impiantista e gestori.
In un immobile vincolato posso fare opere interne
Possibile, ma spesso serve autorizzazione della Soprintendenza se è vincolo culturale, e serve attenzione al paesaggistico se tocchi esterni o elementi rilevanti.
Posso aprire una nuova finestra per rendere abitabile una stanza
Qui scatta quasi sempre un cambio di scenario perché tocchi il prospetto e, in certi contesti, anche vincoli. Spesso non è più CILA ma SCIA, e possono servire autorizzazioni ulteriori.
Il frazionamento dà diritto alle detrazioni
Può darlo se è parte di interventi ammessi e se rispetti requisiti e pagamenti. Quest’anno ci sono aliquote e limiti indicati da Agenzia Entrate e MEF.
Qual è il modo più sicuro per non buttare soldi
Fare prima la verifica documentale e urbanistica e solo dopo impostare il progetto definitivo e il capitolato lavori. È l’unica fase che costa poco e può salvarti da un disastro.
Scritto da: Luigi Cireddu
Geometra a Roma · Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma n. 10447
Mi occupo di pratiche edilizie, catasto, urbanistica e sicurezza nei cantieri. Condivido guide operative e soluzioni pratiche per aiutare privati e professionisti a gestire le pratiche in modo chiaro e senza perdite di tempo.