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TERRAP Roma Capitale: guida all’Autorizzazione Paesaggistica online

TERRAP Roma Capitale è la piattaforma telematica utilizzata per presentare e gestire le richieste di autorizzazione paesaggistica subdelegate a Roma Capitale.

Il sistema è operativo dal 2 marzo 2026 e, dal 1° aprile 2026, le nuove richieste di autorizzazione paesaggistica di competenza capitolina devono essere depositate esclusivamente tramite TERRAP.

La piattaforma permette a cittadini e professionisti di compilare la pratica online, trasmettere la documentazione tecnica, protocollare l’istanza e seguirne l’iter fino alla conclusione.

In altre parole, chi deve eseguire determinati interventi su un immobile o un’area soggetti a vincolo paesaggistico a Roma deve oggi verificare non soltanto quale autorizzazione sia necessaria, ma anche se la pratica rientri tra quelle gestite tramite TERRAP Roma Capitale.

La fonte ufficiale da utilizzare come riferimento è il servizio TERRAP Autorizzazioni Paesaggistiche Roma Capitale pubblicato dall’Amministrazione capitolina. Roma Capitale ha inoltre comunicato che dal 1° aprile 2026 TERRAP è diventato il canale esclusivo per le nuove istanze rientranti nella competenza del sistema.

Risposta rapida: TERRAP non sostituisce la CILA, la SCIA o il Permesso di Costruire. Gestisce il procedimento paesaggistico. Quando l’intervento richiede anche un titolo edilizio, TERRAP e SUET possono quindi far parte dello stesso percorso amministrativo.

Cos’è TERRAP Roma Capitale

TERRAP Roma Capitale, la piattaforma telematica utilizzata per presentare e gestire le autorizzazioni paesaggistiche di competenza capitolina. La grafica richiama il portale digitale, la verifica dei vincoli paesaggistici e PTPR, la documentazione tecnica, i pagamenti e l’accesso ai servizi online.
TERRAP Roma Capitale: il portale online per la gestione delle autorizzazioni paesaggistiche.

TERRAP è il sistema informatico predisposto da Roma Capitale per la gestione delle autorizzazioni paesaggistiche subdelegate ai sensi della Legge Regionale Lazio n. 8/2012.

La piattaforma è rivolta:

  • ai proprietari e agli altri soggetti aventi titolo;
  • ai tecnici professionisti incaricati;
  • agli uffici del Dipartimento Attuazione Urbanistica;
  • ai soggetti coinvolti nell’istruttoria della pratica.

TERRAP consente di gestire digitalmente il procedimento, evitando la precedente frammentazione tra documenti cartacei, PEC e differenti modalità di trasmissione.

Roma Capitale specifica che attraverso il sistema è possibile compilare la documentazione tecnica, protocollare la domanda e monitorare l’avanzamento dell’istanza.

TERRAP è obbligatorio dal 2026?

Sì, per le nuove richieste rientranti nelle competenze trasferite a Roma Capitale.

Il nuovo sistema è diventato disponibile dal 2 marzo 2026. Durante marzo è stata prevista una fase transitoria, mentre dal 1° aprile 2026 le nuove richieste di autorizzazione paesaggistica interessate dalla procedura devono essere depositate esclusivamente tramite TERRAP.

Questa data è importante anche quando si deve integrare una pratica precedente.

Roma Capitale chiarisce infatti che, se l’istanza era stata presentata prima dell’obbligatorietà di TERRAP con modalità cartacea o tramite PEC, le successive integrazioni e comunicazioni continuano generalmente a seguire la modalità con cui era stata originariamente presentata.

A cosa serve TERRAP Roma

TERRAP serve a gestire telematicamente il procedimento relativo alle autorizzazioni paesaggistiche di competenza di Roma Capitale.

Il quadro normativo nazionale parte dall’articolo 146 del D.Lgs. 42/2004 – Codice dei beni culturali e del paesaggio, secondo cui gli interventi sugli immobili e sulle aree tutelate devono essere preventivamente valutati sotto il profilo paesaggistico quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa.

Il riferimento normativo può essere consultato direttamente su Normattiva – art. 146 D.Lgs. 42/2004.

Il punto fondamentale è però questo:

non basta sapere che esiste un vincolo per stabilire automaticamente che debba essere utilizzato TERRAP.

Prima occorre verificare:

  1. quale vincolo interessa l’immobile;
  2. quale intervento deve essere realizzato;
  3. se l’intervento necessita effettivamente di autorizzazione;
  4. se ricade nella procedura ordinaria o semplificata;
  5. quale amministrazione sia competente;
  6. se il caso rientra tra quelli subdelegati a Roma Capitale.

Se non sai ancora quale tutela interessa l’edificio, conviene partire dalla guida dedicata al parere per un immobile vincolato a Roma, dove vengono distinte tutela paesaggistica, vincolo culturale e Carta per la Qualità.

TERRAP, vincolo paesaggistico e Carta per la Qualità: attenzione a non confonderli

Uno degli errori più frequenti è utilizzare indifferentemente termini come:

  • immobile vincolato;
  • Carta per la Qualità;
  • vincolo paesaggistico;
  • Soprintendenza;
  • autorizzazione paesaggistica.

Non sono sinonimi.

La Carta per la Qualità di Roma appartiene alla disciplina urbanistica del PRG e può determinare la necessità di specifici pareri della Sovrintendenza Capitolina.

Il vincolo paesaggistico, invece, trova il proprio riferimento principale nel D.Lgs. 42/2004 e nella pianificazione paesaggistica regionale.

Per il Lazio lo strumento fondamentale è il Piano Territoriale Paesaggistico Regionale – PTPR, approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 5 del 21 aprile 2021 e pubblicato sul BURL n. 56 del 10 giugno 2021.

Le tavole e la documentazione ufficiale sono consultabili nella sezione PTPR della Regione Lazio.

Quindi:

Carta per la Qualità ≠ automaticamente vincolo paesaggistico ≠ automaticamente TERRAP.

La verifica deve essere eseguita sul singolo immobile e sul singolo intervento.

Come capire se per un immobile a Roma serve TERRAP

Prima di aprire la piattaforma è opportuno impostare correttamente la verifica tecnica.

1. Identificare esattamente l’immobile

Servono almeno:

  • indirizzo;
  • Municipio;
  • foglio catastale;
  • particella;
  • eventuale subalterno;
  • titolarità dell’immobile.

2. Verificare i vincoli

Occorre controllare il PTPR e gli altri strumenti di tutela applicabili.

La verifica cartografica non dovrebbe essere fatta semplicemente osservando una mappa: bisogna individuare la natura della tutela e la relativa disciplina.

3. Controllare lo stato urbanistico dell’immobile

Prima di progettare un intervento su un bene vincolato è particolarmente importante sapere quale sia lo stato autorizzato.

Una planimetria catastale conforme allo stato attuale non dimostra da sola la regolarità urbanistica dell’immobile.

Quando la documentazione è incompleta, può essere opportuno effettuare prima un accesso agli atti edilizi a Roma.

È inoltre utile ricostruire lo stato legittimo dell’immobile a Roma prima di predisporre il progetto.

Questo passaggio è particolarmente importante perché presentare una pratica paesaggistica partendo da uno stato dei luoghi urbanisticamente non correttamente ricostruito può generare integrazioni, problemi istruttori o la necessità di affrontare preliminarmente una regolarizzazione.

TERRAP e SUET: qual è la differenza?

TERRAP e SUET svolgono funzioni diverse.

SistemaFunzione principale
TERRAPAutorizzazioni paesaggistiche di competenza di Roma Capitale
SUETGestione telematica delle principali procedure edilizie di Roma Capitale
SIReWeb / PagoPAPagamento dei diritti e degli importi previsti

Una CILA o una SCIA riguarda il titolo o la comunicazione edilizia.

TERRAP riguarda invece l’atto di assenso paesaggistico quando necessario.

Per questo motivo uno stesso intervento può richiedere entrambi.

Roma Capitale permette infatti di accedere a TERRAP anche durante la compilazione di una pratica edilizia sul SUET, attraverso i quadri funzionali dedicati all’autorizzazione paesaggistica.

Se devi capire come funziona la piattaforma edilizia, puoi approfondire nella guida su come compilare una CILA attraverso il SUET di Roma.

Per gli interventi soggetti a Segnalazione Certificata di Inizio Attività trovi invece la guida dedicata alla SCIA edilizia a Roma.

Una CILA può sostituire TERRAP?

No.

Se l’intervento necessita di un’autorizzazione paesaggistica, la sola presentazione della CILA non elimina la necessità di acquisire l’atto di assenso richiesto.

Analogamente, l’autorizzazione paesaggistica non sostituisce automaticamente il titolo edilizio necessario per realizzare le opere.

Prima di presentare la pratica è quindi opportuno individuare correttamente il regime dell’intervento. Per questo può essere utile consultare anche la guida ai titoli edilizi a Roma.

Come accedere a TERRAP Roma Capitale

Roma Capitale prevede l’accesso attraverso la propria Area Riservata.

L’autenticazione può avvenire con:

  • SPID;
  • Carta d’Identità Elettronica – CIE;
  • Carta Nazionale dei Servizi – CNS.

Dal portale è possibile raggiungere TERRAP attraverso i Servizi Unificati per l’Edilizia – SUE, attraverso la sezione dei servizi online dedicata a Casa e Urbanistica oppure dall’interno di una pratica SUET nei quadri dedicati.

Accreditamento del tecnico su TERRAP

Il tecnico libero professionista che utilizza i servizi telematici di Roma Capitale deve essere correttamente accreditato.

Roma Capitale specifica che il professionista non ancora accreditato deve utilizzare la funzione “Accreditamento tecnico” disponibile nella piattaforma SUE.

Chi risulta già accreditato ai servizi telematici edilizi non deve ripetere l’operazione: il professionista viene riconosciuto automaticamente anche dal sistema TERRAP.

Questo è un passaggio da controllare prima di predisporre l’invio, soprattutto quando si utilizza per la prima volta il portale.

Come presentare una pratica TERRAP Roma: procedura operativa

Il flusso concreto può variare a seconda del tipo di procedimento, ma l’impostazione tecnica dovrebbe seguire questo ordine.

Passaggio 1 – Verificare lo stato legittimo

Prima di predisporre il progetto è necessario conoscere la situazione urbanistica autorizzata dell’immobile.

Titoli edilizi, eventuali condoni, precedenti CILA o SCIA, elaborati grafici e situazione reale devono essere coerentemente ricostruiti.

Passaggio 2 – Individuare il vincolo

Bisogna verificare quale tutela interessa l’immobile e quali prescrizioni debbano essere rispettate.

Passaggio 3 – Verificare la competenza

Non tutte le autorizzazioni paesaggistiche del territorio laziale seguono automaticamente TERRAP.

Il sistema riguarda le funzioni paesaggistiche subdelegate a Roma Capitale secondo la normativa regionale.

Passaggio 4 – Definire l’intervento

Occorre descrivere con precisione:

  • opere previste;
  • materiali;
  • colori;
  • modifiche dei prospetti;
  • variazioni di sagoma;
  • sistemazioni esterne;
  • eventuali demolizioni;
  • eventuali nuove costruzioni;
  • rapporto dell’intervento con il bene tutelato.

Passaggio 5 – Stabilire la procedura applicabile

L’intervento può ricadere, a seconda dei casi, nella procedura:

  • ordinaria;
  • semplificata;
  • oppure tra gli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica.

Il D.P.R. 31/2017 individua sia gli interventi esclusi dall’autorizzazione sia quelli di lieve entità assoggettati a procedimento semplificato.

Il testo ufficiale può essere consultato sulla Gazzetta Ufficiale – DPR 31/2017.

Passaggio 6 – Predisporre la documentazione

I documenti dipendono dal procedimento e dall’intervento.

In linea generale, una pratica paesaggistica può richiedere:

  • documentazione del richiedente;
  • titolo di proprietà o altro titolo legittimante;
  • incarico/delega al professionista;
  • relazione tecnica;
  • relazione paesaggistica;
  • estratti cartografici;
  • inquadramento urbanistico;
  • inquadramento PTPR;
  • documentazione fotografica;
  • planimetrie;
  • prospetti e sezioni;
  • rappresentazione ante e post operam;
  • particolari costruttivi;
  • fotoinserimenti quando necessari;
  • ulteriori pareri o autorizzazioni eventualmente richiesti.

Anche la Regione Lazio, nella documentazione tecnica relativa alle autorizzazioni paesaggistiche, richiama l’importanza di elaborati ante e post operam, inquadramento PTPR, documentazione fotografica e relazione paesaggistica.

Passaggio 7 – Firma digitale

Per operare correttamente attraverso TERRAP, il professionista deve disporre degli strumenti per leggere e firmare digitalmente i documenti.

Roma Capitale richiama espressamente i formati:

  • PDF;
  • PDF.p7m.

Prima dell’invio è quindi opportuno controllare che ogni allegato sia nel formato richiesto e correttamente sottoscritto.

Passaggio 8 – Pagamenti

I diritti di segreteria e le marche da bollo previste per la presentazione e il rilascio dell’autorizzazione vengono pagati attraverso PagoPA, utilizzando SIReWeb dal portale di Roma Capitale.

Passaggio 9 – Protocollazione

Completata la pratica, l’istanza viene trasmessa attraverso il sistema e protocollata.

La protocollazione è il momento da cui la domanda entra formalmente nel procedimento amministrativo.

Passaggio 10 – Monitoraggio

Una delle funzioni più utili di TERRAP è la possibilità di seguire l’avanzamento della pratica.

Il professionista e il soggetto interessato possono monitorare l’iter fino all’esito conclusivo secondo le funzioni messe a disposizione dal sistema.

Quali interventi possono richiedere l’autorizzazione paesaggistica?

Non esiste una risposta valida per qualsiasi immobile.

La necessità dell’autorizzazione dipende contemporaneamente:

  • dal tipo di tutela;
  • dall’intervento;
  • dalle caratteristiche dell’edificio;
  • dalla localizzazione;
  • dalla normativa applicabile.

A titolo esemplificativo, meritano particolare attenzione interventi che possono modificare l’aspetto esterno o il rapporto con il paesaggio, come:

  • nuove aperture o modifica di finestre;
  • modifiche dei prospetti;
  • balconi e terrazzi;
  • tettoie;
  • pergolati;
  • verande;
  • coperture;
  • opere esterne;
  • recinzioni;
  • sistemazioni del terreno;
  • ampliamenti;
  • demolizioni e ricostruzioni;
  • alcuni impianti tecnologici visibili;
  • interventi sulle sistemazioni esterne.

Questo non significa che ogni intervento presente nell’elenco richieda automaticamente l’autorizzazione.

Il DPR 31/2017 contiene infatti anche categorie di interventi esclusi e categorie soggette alla procedura semplificata. La verifica deve quindi essere svolta sul caso concreto.

Autorizzazione paesaggistica ordinaria e semplificata: differenze

La distinzione non dipende dalla scelta del proprietario o del tecnico.

Dipende dalla classificazione normativa dell’intervento.

ProceduraQuando si applica
OrdinariaInterventi soggetti ad autorizzazione che non rientrano nella procedura semplificata
SemplificataInterventi di lieve entità individuati principalmente nell’Allegato B del DPR 31/2017
EsclusaInterventi individuati dalla normativa come non soggetti ad autorizzazione, tra cui quelli ricompresi nell’Allegato A del DPR 31/2017, quando ne ricorrono esattamente le condizioni

La Regione Lazio ricorda che gli interventi dell’Allegato B del DPR 31/2017 sono assoggettati al procedimento semplificato, mentre la procedura ordinaria rimane collegata all’art. 146 del D.Lgs. 42/2004.

Quanto costa TERRAP Roma?

Bisogna distinguere tra:

  1. diritti amministrativi;
  2. marche da bollo, quando dovute;
  3. eventuali altri oneri;
  4. onorario professionale del tecnico.

Ad oggi, la deliberazione tariffaria di Roma Capitale indica per il Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche:

ProcedimentoDiritti di segreteria
Autorizzazione paesaggistica con procedura ordinaria€348,00
Autorizzazione paesaggistica con procedura semplificata€232,00
Verifica dell’esistenza del vincolo paesaggistico€174,00

Gli importi derivano dalla tariffazione capitolina e devono comunque essere verificati al momento del deposito, perché tariffe e modalità amministrative possono essere successivamente aggiornate.

I pagamenti collegati a TERRAP vengono effettuati attraverso PagoPA/SIReWeb secondo le istruzioni di Roma Capitale.

Quanto costa il tecnico per una pratica TERRAP?

Non esiste un importo professionale unico.

Il costo dipende da:

  • complessità dell’immobile;
  • tipo di vincolo;
  • disponibilità dei precedenti edilizi;
  • necessità del rilievo;
  • complessità progettuale;
  • numero di elaborati;
  • necessità di fotoinserimenti;
  • tipo di relazione paesaggistica;
  • eventuali integrazioni;
  • rapporto con CILA, SCIA o altro titolo edilizio.

Per questo un preventivo attendibile dovrebbe essere formulato solo dopo aver verificato il caso concreto.

Quanto tempo richiede TERRAP?

TERRAP è il canale telematico attraverso cui viene gestito il procedimento: non significa che l’autorizzazione venga rilasciata automaticamente o immediatamente.

I tempi dipendono dalla procedura applicabile, dalla completezza della documentazione, dalla necessità di acquisire pareri e da eventuali integrazioni.

Per la procedura ordinaria, l’art. 146 del D.Lgs. 42/2004 disciplina anche il coinvolgimento della Soprintendenza e prevede termini specifici per le diverse fasi del procedimento.

Per il procedimento semplificato il DPR 31/2017 stabilisce invece un iter più concentrato per gli interventi di lieve entità.

Nella pratica, la qualità della documentazione iniziale incide molto.

Una richiesta di integrazione può allungare l’iter anche quando il progetto è sostanzialmente autorizzabile.

Per una panoramica più ampia sui procedimenti comunali puoi consultare anche la guida sui tempi delle pratiche edilizie a Roma.

Richiesta di integrazione TERRAP: cosa fare

Una richiesta di integrazione non significa necessariamente che l’autorizzazione verrà negata.

Significa però che l’ufficio non ritiene la documentazione disponibile sufficiente per completare l’istruttoria.

Gli errori tipici possono riguardare:

  • elaborati incompleti;
  • fotografie insufficienti;
  • assenza di un corretto inquadramento paesaggistico;
  • incoerenza tra relazione e grafici;
  • assenza di particolari costruttivi;
  • progetto non sufficientemente leggibile;
  • mancanza di documentazione sulla titolarità;
  • mancata individuazione del vincolo;
  • file non correttamente firmati;
  • incongruenze tra stato autorizzato e stato rappresentato.

La risposta dovrebbe essere completa e coordinata.

Inviare un singolo documento senza verificare che tutti gli elaborati restino coerenti tra loro può provocare una seconda integrazione.

TERRAP e CILA per ristrutturazione di un immobile vincolato

Immaginiamo un appartamento a Roma sul quale devono essere eseguite opere interne e una modifica esterna.

La prima domanda non dovrebbe essere:

“Presento una CILA?”

Dovrebbe essere:

“Qual è il corretto inquadramento edilizio dell’intervento e quali atti di assenso servono prima o insieme al titolo edilizio?”

Se l’intervento è soggetto a tutela paesaggistica e richiede autorizzazione, la componente paesaggistica deve essere gestita nel corretto rapporto con la pratica edilizia.

SUET e TERRAP possono quindi entrare nello stesso procedimento, ma svolgono funzioni differenti.

TERRAP e SCIA

Lo stesso ragionamento vale per una SCIA.

Una SCIA può riguardare, ad esempio, interventi più rilevanti rispetto a una semplice manutenzione straordinaria interna.

Quando l’opera interessa un immobile soggetto a tutela, l’avvio dei lavori non può essere valutato ignorando gli eventuali atti di assenso preventivi richiesti.

Prima del deposito è quindi necessario verificare:

  • titolo edilizio;
  • stato legittimo;
  • vincoli;
  • autorizzazione paesaggistica;
  • eventuali ulteriori pareri.

Cosa succede se i lavori sono già stati realizzati?

Questo è un caso completamente diverso dalla richiesta preventiva di autorizzazione.

Se le opere sono già state realizzate senza il necessario titolo o senza il necessario assenso paesaggistico, non bisogna utilizzare automaticamente la procedura ordinaria come se l’intervento dovesse ancora essere eseguito.

Occorre prima capire:

  • che tipo di difformità è stata realizzata;
  • quando è stata realizzata;
  • se è urbanisticamente regolarizzabile;
  • quale disciplina paesaggistica sia applicabile;
  • quale procedura di compatibilità possa eventualmente essere utilizzata.

Per evitare sovrapposizioni, questo tema è approfondito separatamente nella guida sulla sanatoria paesaggistica con il Salva Casa a Roma.

Quando TERRAP non deve essere confuso con una sanatoria

La distinzione è fondamentale.

TERRAP non trasforma automaticamente un abuso esistente in un’opera regolare.

Una cosa è richiedere preventivamente l’autorizzazione per un intervento ancora da realizzare.

Un’altra è valutare un’opera già eseguita senza il necessario titolo o in difformità.

La seconda situazione richiede prima una classificazione tecnica della difformità e l’individuazione della specifica procedura applicabile.

Errori da evitare con TERRAP Roma Capitale

Aprire TERRAP prima di aver verificato il vincolo

Il portale è lo strumento attraverso cui si presenta il procedimento.

Non sostituisce la verifica tecnica preliminare.

Confondere Carta per la Qualità e vincolo paesaggistico

Sono discipline differenti, anche se sullo stesso immobile possono coesistere più tutele.

Presentare elaborati senza avere ricostruito lo stato autorizzato

L’autorizzazione paesaggistica valuta un progetto.

Se lo stato di partenza non è correttamente ricostruito, l’intero confronto progettuale può diventare problematico.

Utilizzare automaticamente la procedura semplificata

La procedura semplificata si applica alle casistiche previste dalla normativa.

Non viene scelta semplicemente perché l’intervento sembra di modesta entità.

Pensare che TERRAP sostituisca SUET

TERRAP gestisce il procedimento paesaggistico.

SUET gestisce le procedure edilizie telematiche di Roma Capitale.

Ignorare firma digitale e formato dei documenti

File errati o non correttamente firmati possono impedire la corretta gestione telematica della pratica.

Utilizzare vecchie tariffe

Ad oggi Roma Capitale indica tariffe differenti da quelle presenti in diverse vecchie guide online.

Prima di effettuare il pagamento occorre utilizzare l’importo vigente.

Checklist prima di presentare TERRAP

Prima dell’invio è utile controllare:

  • soggetto legittimato correttamente individuato;
  • tecnico correttamente accreditato;
  • immobile identificato catastalmente;
  • vincolo verificato;
  • competenza amministrativa verificata;
  • stato legittimo ricostruito;
  • titolo edilizio individuato;
  • procedura paesaggistica corretta;
  • relazione tecnica completa;
  • relazione paesaggistica coerente;
  • fotografie aggiornate;
  • elaborati ante e post operam coordinati;
  • eventuali fotoinserimenti predisposti;
  • PDF verificati;
  • firme digitali verificate;
  • diritti e bolli pagati correttamente;
  • ricevute conservate;
  • controllo finale prima della protocollazione.

Domande frequenti su TERRAP Roma Capitale

Cos’è TERRAP Roma Capitale?

TERRAP è il sistema telematico di Roma Capitale per la presentazione e la gestione delle autorizzazioni paesaggistiche subdelegate all’Amministrazione capitolina.

Da quando TERRAP è obbligatorio a Roma?

Il sistema è attivo dal 2 marzo 2026. Dal 1° aprile 2026 le nuove richieste interessate dalla procedura devono essere depositate esclusivamente tramite TERRAP.

Chi può utilizzare TERRAP?

Il servizio è rivolto ai soggetti legittimati e ai professionisti incaricati, oltre che agli uffici dell’Amministrazione coinvolti nell’istruttoria.

Un geometra può presentare una pratica TERRAP?

Sì, Roma Capitale indica espressamente tra i professionisti incaricabili geometri, architetti, ingegneri, periti e altri tecnici abilitati nell’ambito delle rispettive competenze professionali.

Serve SPID per TERRAP?

L’accesso all’Area Riservata di Roma Capitale può avvenire tramite SPID, CIE o CNS.

TERRAP sostituisce la CILA?

No. TERRAP gestisce l’autorizzazione paesaggistica, mentre la CILA è una comunicazione edilizia. Se l’intervento richiede entrambi i procedimenti devono essere correttamente coordinati.

TERRAP sostituisce la SCIA?

No. Anche SCIA e autorizzazione paesaggistica hanno funzioni differenti.

Come verifico se la casa è soggetta a vincolo paesaggistico?

La verifica parte dalla localizzazione dell’immobile e dagli strumenti ufficiali di pianificazione e tutela, tra cui il PTPR della Regione Lazio. Nei casi dubbi può essere necessaria una verifica tecnica più approfondita.

Tutti gli immobili vincolati devono utilizzare TERRAP?

No. Bisogna distinguere il tipo di tutela, il tipo di intervento e la competenza amministrativa. Inoltre non ogni intervento su un immobile tutelato necessita necessariamente della stessa procedura.

Quanto costa l’autorizzazione paesaggistica ordinaria a Roma?

La tariffazione capitolina indica €348,00 di diritti di segreteria per la richiesta con procedura ordinaria.

Quanto costa la procedura semplificata?

La tariffazione indica €232,00 di diritti di segreteria per la richiesta di autorizzazione paesaggistica con procedura semplificata.

Come vengono pagati i diritti TERRAP?

Roma Capitale indica il pagamento tramite PagoPA accedendo a SIReWeb.

Posso iniziare i lavori subito dopo aver presentato TERRAP?

La semplice presentazione dell’istanza paesaggistica non equivale automaticamente al rilascio dell’autorizzazione. Prima di iniziare i lavori occorre verificare che siano stati acquisiti gli atti necessari e che il titolo edilizio consenta effettivamente l’avvio dell’intervento.

Se la pratica era stata presentata tramite PEC prima di aprile 2026 devo trasferirla su TERRAP?

Roma Capitale specifica che per le istanze presentate prima dell’obbligo del nuovo sistema, eventuali integrazioni e comunicazioni successive continuano a seguire la modalità di presentazione originaria.

TERRAP Roma Capitale: cosa controllare prima di presentare la pratica

La digitalizzazione non elimina la complessità tecnica.

TERRAP rende più ordinata e tracciabile la gestione dell’autorizzazione paesaggistica, ma la parte decisiva rimane quella precedente all’invio:

capire il vincolo, ricostruire correttamente l’immobile, classificare l’intervento, scegliere il procedimento appropriato e produrre elaborati tecnici coerenti.

Il percorso corretto può essere sintetizzato così:

immobile → stato legittimo → verifica vincoli → progetto → titolo edilizio → procedura paesaggistica → TERRAP → istruttoria → autorizzazione → lavori.

Saltare uno di questi passaggi può significare scoprire il problema durante l’istruttoria, quando correggere la pratica diventa più lento e costoso.

Conclusioni

Dal 2026 TERRAP Roma Capitale è diventato un passaggio centrale nella gestione digitale delle autorizzazioni paesaggistiche di competenza capitolina.

Per proprietari e professionisti il vantaggio è avere un procedimento telematico strutturato, protocollabile e monitorabile.

Ma il portale non sostituisce la verifica tecnica.

Prima di presentare una pratica TERRAP è necessario controllare:

  • stato legittimo;
  • vincoli;
  • disciplina PTPR;
  • competenza dell’ente;
  • tipologia di autorizzazione;
  • titolo edilizio;
  • elaborati;
  • firme;
  • pagamenti.

Quando questi elementi sono impostati correttamente, anche il rapporto tra TERRAP, SUET, CILA e SCIA diventa molto più chiaro.

Per una valutazione del caso concreto puoi consultare il profilo professionale di Luigi Cireddu, Geometra a Roma oppure richiedere un preventivo per una pratica tecnica a Roma.

Scritto da: Luigi Cireddu

Geometra a Roma · Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma n. 10447

Mi occupo di pratiche edilizie, catasto, urbanistica e sicurezza nei cantieri. Condivido guide operative e soluzioni pratiche per aiutare privati e professionisti a gestire le pratiche in modo chiaro e senza perdite di tempo.

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