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Quanto costa aggiornare la pianta catastale a Roma?

Quanto costa aggiornare la pianta catastale: illustrazione dei servizi dell’Agenzia delle Entrate
Aggiornare la planimetria catastale a Roma: tributi e compenso del tecnico.

Per capire quanto costa aggiornare la pianta catastale a Roma occorre distinguere compenso professionale, tassa catastale e oneri fiscali. Il tributo DOCFA ordinario è di 70 euro per unità soggetta alla tassa, salvo esenzioni previste. Il compenso dello studio viene definito con un preventivo personalizzato, secondo immobile, documenti ed elaborati necessari. La planimetria aggiornata non regolarizza da sola eventuali abusi edilizi.

Il punto di partenza è che non tutte le planimetrie diverse richiedono lo stesso intervento. Una nuova distribuzione interna, un errore del disegno e una pianta già depositata ma non visibile online possono richiedere attività differenti. Inoltre, l’aggiornamento catastale non comprende automaticamente la regolarizzazione edilizia: sopralluogo e documenti servono a definire entrambe le esigenze.

Qui trovi le voci da confrontare in un preventivo, le spese escluse e i documenti utili per un immobile a Roma. Il compenso professionale non segue una tariffa unica: il preventivo deve descrivere le prestazioni comprese. Per richiedere una stima al Geom. Luigi Cireddu puoi usare il modulo per il preventivo, indicando zona, superficie e motivo dell’aggiornamento.

Quanto costa aggiornare la pianta catastale: riepilogo

Per aggiornare la pianta catastale di un appartamento a Roma, distingui queste quattro voci:

  • Tributo DOCFA: 70 euro per unità immobiliare soggetta al tributo, salvo esenzioni previste.
  • Compenso professionale: preventivo personalizzato con rilievo, verifiche ed elaborati concordati.
  • Attività ulteriori: più unità, pertinenze o ricerche documentali da quantificare nell’incarico.
  • Cassa, IVA e spese ulteriori: da indicare separatamente; accessi agli atti e pratiche edilizie non sono inclusi automaticamente.

La tariffa per la presentazione DOCFA è di 70 euro per ogni immobile oggetto di autonomo censimento, come riepiloga la nota dell’Agenzia delle Entrate sulle tasse catastali. È una tariffa nazionale: non esiste un diverso tributo DOCFA comunale per Roma. Il compenso professionale, invece, dipende dall’incarico.

Cosa significa aggiornare la planimetria catastale

Aggiornare la planimetria catastale significa presentare al Catasto Fabbricati il disegno e i dati coerenti con l’immobile, quando una modifica rilevante rende necessario un atto DOCFA. Scaricare una copia della pianta esistente è un servizio diverso. Anche correggere errori catastali può richiedere un’istanza anziché un nuovo DOCFA: prima di confrontare i prezzi occorre individuare il problema.

La distinzione essenziale è questa: una planimetria catastale aggiornata non certifica la regolarità edilizia. Il Catasto rappresenta e classifica il bene anche ai fini fiscali; la verifica urbanistica confronta invece lo stato reale con i titoli e le altre prove ammesse dalla disciplina edilizia. Nel preventivo chiedi quali verifiche sono comprese.

Costo aggiornamento planimetria catastale: tributi, parcella e totale

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Costo della planimetria catastale: distinguere parcella, tributi e imposte.

Tributi DOCFA: quanto paghi al Catasto

Per un DOCFA ordinario il tributo previsto è di 70 euro per unità immobiliare oggetto di autonomo censimento. Il conteggio riguarda le unità costituite o variate soggette a tributo, non il numero di stanze, pagine o disegni allegati. Le unità soppresse non vanno sommate automaticamente come nuove unità tassate.

Esempi del solo tributo, senza compenso, imposte sulla fattura ed eventuali sanzioni:

  • Un appartamento da aggiornare: 70 euro, se è una sola unità soggetta a tributo.
  • Appartamento e cantina autonomi, entrambi da aggiornare: 140 euro per due unità soggette a tributo.
  • Divisione con costituzione di due appartamenti: 140 euro se le unità soggette a tributo sono soltanto le due risultanti. Ulteriori elaborati possono aumentare la parcella, non moltiplicano da soli la tassa.

Parcella del geometra: cosa comprende il prezzo

Il costo del geometra per la planimetria catastale remunera rilievo, verifiche, elaborati e responsabilità dell’atto. Nel preventivo controlla la presenza di queste prestazioni:

  • sopralluogo nell’immobile a Roma e rilievo metrico degli ambienti e delle pertinenze interessate
  • restituzione grafica della planimetria e predisposizione degli elaborati necessari
  • compilazione DOCFA con causale, dati censuari e relazione coerenti con la variazione
  • sottoscrizioni richieste, firma digitale del tecnico e invio telematico
  • controllo dell’esito, gestione delle eventuali correzioni concordate e consegna dei documenti registrati

Per confrontare i preventivi, distingui la complessità della prestazione:

  • Un aggiornamento semplice riguarda una singola unità e gli elaborati necessari alla modifica, con documentazione disponibile.
  • Una prestazione più articolata può comprendere più unità, pertinenze, elaborato planimetrico o ricostruzione dei documenti.
  • Importi superiori possono essere necessari nei casi complessi. Frazionamenti e fusioni richiedono un preventivo specifico, senza un prezzo minimo automatico legato alla sola causale.

Restano da quantificare separatamente accessi agli atti e l’eventuale sanatoria edilizia. Un importo indicato come “DOCFA incluso” in una CILA può già comprendere la prestazione catastale: controlla l’incarico prima di sommare una seconda parcella.

Quanto costa aggiornare la planimetria catastale con IVA e Cassa?

Il costo finale dipende dal regime fiscale del tecnico. Per un geometra con Cassa al 5% e IVA ordinaria al 22%, l’IVA si calcola sul compenso aumentato del contributo integrativo. Esempio illustrativo: 400 euro di onorario + 20 euro di Cassa + 92,40 euro di IVA + 70 euro di tributo anticipato in nome e per conto del cliente = 582,40 euro. Sono escluse altre spese. Verifica questi elementi:

  • Compenso netto: importo concordato e prestazioni comprese.
  • Contributo integrativo Cassa Geometri: 5% sul compenso, secondo il regime applicabile.
  • IVA ordinaria del 22%: applicata anche al contributo integrativo; il 10% dei lavori edili non si estende alla parcella professionale.
  • Regime forfettario: niente IVA in fattura; sul compenso di 400 euro, con Cassa 5% e tributo 70 euro, il totale è 490 euro, oltre all’eventuale bollo.
  • Tributi documentati: negli esempi sono anticipazioni in nome e per conto del cliente, escluse dalla base IVA.
  • Prestazioni ulteriori: ricerca di documenti, pratiche comunali, eventuali sanzioni e altri incarichi vanno esposti separatamente.

Il totale va calcolato sul compenso effettivamente concordato, aggiungendo contributi e imposte applicabili e distinguendo le anticipazioni documentate. Gli esempi di fattura illustrano il calcolo: non indicano prezzi dello studio o offerte valide per ogni immobile.

Quando è obbligatorio aggiornare la planimetria catastale

L’obbligo di aggiornare la planimetria catastale dipende dagli effetti dell’intervento sul censimento. Una fattura di lavori o una CILA, da sole, non rendono sempre necessario il DOCFA. Questi casi aiutano a capire quali attività possono incidere sul preventivo.

Modifiche interne e diversa distribuzione degli spazi

Una rilevante redistribuzione degli ambienti, per esempio ricavare una camera o un servizio, può richiedere un aggiornamento. La sola tinteggiatura o sostituzione di finiture non implica automaticamente una nuova pianta.

Quando cambia la distribuzione interna in modo catastalmente rilevante, la planimetria catastale va aggiornata. Le lievi modifiche che non cambiano numero e funzionalità dei vani, consistenza e classamento possono invece non richiederlo. Il riferimento è la circolare 2/2010 dell’Agenzia del Territorio, paragrafo 3, lettera e).

Frazionamento o fusione di unità immobiliari

  • Divisione: un appartamento diventa due unità autonome.
  • Fusione: più unità compatibili per titolarità diventano una.

Queste operazioni comportano normalmente soppressione degli identificativi precedenti e costituzione delle unità risultanti. Il lavoro tecnico può essere maggiore rispetto a una semplice pianta. Il tributo, però, segue il risultato: una fusione che produce una sola unità soggetta a tributo comporta 70 euro, non automaticamente 140 euro.

Cambio di destinazione d’uso e cambio categoria catastale

Il cambio di categoria catastale può accompagnare un cambio di destinazione d’uso. Sono casi da valutare anche sul piano edilizio:

  • Negozio C/1 trasformato legittimamente in abitazione, con il relativo censimento.
  • Abitazione trasformata in ufficio A/10, ove consentito.
  • Autorimessa C/6 destinata a deposito C/2, se l’intervento è ammissibile.

Sul prezzo incide la verifica del classamento; il cambio catastale non autorizza il nuovo uso. Pratica comunale e DOCFA sono adempimenti distinti, da coordinare secondo il caso. La dichiarazione catastale deve comunque rappresentare la situazione effettiva.

Nuove superfici e nuovi volumi utili

Ampliamenti, soppalchi e recuperi di superfici possono modificare consistenza e classamento. Il costo dell’aggiornamento della planimetria catastale può includere ulteriori elaborati; quando cambia la sagoma in mappa, va verificata anche la necessità di un aggiornamento al Catasto Terreni, da preventivare a parte.

Errori catastali e planimetria non corrispondente

Se non sono stati eseguiti lavori, va ricercata l’origine della differenza. Un errore dell’archivio può richiedere un’istanza; un errore del disegno presentato dal tecnico può richiedere una rettifica DOCFA. Prima di rifare una pianta non reperibile online, si verifica se esista già su supporto cartaceo o sia associata ad altri identificativi. La guida DOCFA dell’Agenzia delle Entrate distingue anche i casi in cui il tributo non è dovuto.

Aggiornamento dopo bonus edilizi: cosa incide sul costo

L’uso di un bonus non determina da solo un prezzo diverso del DOCFA. Contano gli interventi effettivi e gli effetti su consistenza e classamento. Una verifica della rendita può essere necessaria anche senza spostamenti delle pareti: la sola pianta non esaurisce tutti i dati catastali.

Per la disciplina specifica consulta la guida sulla variazione catastale dopo Superbonus

In presenza di una richiesta dell’Agenzia, occorre verificare se la dichiarazione fosse dovuta e quali elementi documentali fornire. L’analisi della comunicazione e l’eventuale aggiornamento sono attività da descrivere nel preventivo, evitando costi generici attribuiti automaticamente al bonus.

Tempi per aggiornare la planimetria catastale a Roma

Per organizzare fine lavori o rogito separa il tempo di preparazione della pratica dal tempo di registrazione. Documenti mancanti, accessi agli atti e più unità possono pesare più della trasmissione telematica.

Preparazione del rilievo e del DOCFA

Quando l’appartamento è accessibile e i documenti sono completi, il tecnico organizza:

I tempi di preparazione dipendono da rilievo, documentazione ed elaborati richiesti. La registrazione resta soggetta ai controlli dell’ufficio. La durata della prestazione va concordata dopo aver chiarito il lavoro necessario, senza un termine garantito per ogni immobile.

Registrazione e consegna dei documenti

L’invio non coincide con la registrazione. Il professionista controlla le ricevute e l’esito; se il documento non è registrabile, deve esaminare le motivazioni e correggerlo. Al termine chiedi copia del DOCFA, ricevuta di registrazione, nuova planimetria e visura. I controlli successivi sul classamento restano possibili.

Entro quando presentare il DOCFA dopo i lavori?

Per le variazioni soggette a dichiarazione, il termine è di 30 giorni dal momento in cui la mutazione si è verificata. Per un’unità già censita conta il completamento della variazione, non il giorno in cui incarichi il tecnico o fissi il rogito. La decorrenza è chiarita dalla circolare 3/2006.

Se il termine è trascorso, si verifica il regime sanzionatorio applicabile. Occorre ricostruire la data effettiva con i documenti disponibili; una nuova pratica edilizia o una recente compravendita non spostano automaticamente la data dei lavori già eseguiti.

Spese escluse: verifiche urbanistiche e pratiche del Comune

Per un immobile a Roma è utile confrontare la situazione catastale con la documentazione edilizia: eventuali accessi agli atti e regolarizzazioni hanno un costo distinto. La sola indicazione “aggiornamento pianta catastale” non dimostra che queste prestazioni siano comprese.

In particolare, il Catasto non prova da solo la regolarità edilizia. Una planimetria catastale aggiornata può coesistere con una difformità urbanistica. Se emergono opere prive del titolo necessario, il tecnico deve valutare le possibilità di regolarizzazione e i relativi costi, senza promettere una sanatoria automatica.

Verifiche preliminari da definire nell’incarico

Prima di confermare il costo, chiarisci quali documenti sono già disponibili e quali devono essere reperiti:

  • titolo edilizio: eventuali CILA, SCIA, permessi, varianti o pratiche di sanatoria pertinenti;
  • confronto del rilievo con i progetti comunali e gli altri documenti utili allo stato legittimo;
  • visura catastale e planimetria agli atti, anche storiche quando necessarie;
  • cantine, soffitte, box e altri subalterni coinvolti nell’aggiornamento.

Se il DOCFA fa parte della chiusura di una ristrutturazione, chiedi al tecnico incaricato quali documenti consegnerà e se il tributo è incluso. La voce va coordinata con la comunicazione di fine lavori, senza duplicare incarichi già affidati.

Per il budget edilizio separato leggi quanto costa una pratica edilizia e quanto costa una sanatoria edilizia. Qui il preventivo riguarda l’aggiornamento della planimetria catastale.

Aggiornare la planimetria per vendere casa a Roma

La vendita non impone sempre una nuova planimetria: serve verificare quella depositata. Se è già conforme e i dati sono corretti, non occorre rifarla soltanto perché si sta preparando il rogito.

L’articolo 29, comma 1-bis, della legge 52/1985 disciplina la conformità catastale negli atti immobiliari. Negli atti cui la norma si applica devono essere presenti identificativi, riferimento alle planimetrie e dichiarazione di conformità allo stato di fatto secondo la disciplina catastale. La dichiarazione può essere sostituita dall’attestazione di un tecnico abilitato.

Se emerge una differenza, va stabilito se richieda una variazione prima della stipula. Una lieve modifica senza rilevanza catastale non equivale automaticamente a una planimetria da rifare. Il tecnico verifica l’immobile; il notaio valuta i requisiti dell’atto e la banca quelli della propria istruttoria.

Quali documenti servono al confronto prima del rogito?

Il fascicolo da coordinare con tecnico e notaio comprende, secondo il caso:

  • visura, identificativi e intestazioni coerenti con i titoli;
  • planimetria depositata confrontata con lo stato reale;
  • eventuali difformità urbanistiche da esaminare separatamente rispetto al Catasto;
  • ricevuta di registrazione e documenti aggiornati se è stato presentato un DOCFA.

Per gestire i tempi, avvia la verifica prima di concordare scadenze strette. Una difformità della planimetria può richiedere un semplice aggiornamento oppure approfondimenti più lunghi. Chiedi che il preventivo distingua rettifica catastale, verifica di conformità e assistenza alla vendita.

Planimetria non aggiornata: sanzioni e costo del ritardo

Il ritardo può incidere sul totale soltanto quando esisteva un obbligo di dichiarazione. Non ogni differenza grafica e non ogni planimetria datata sono automaticamente sanzionabili.

Per l’omessa o tardiva dichiarazione soggetta a sanzione il quadro ordinario prevede da 1.032 a 8.264 euro per unità immobiliare, prima delle eventuali riduzioni applicabili. Gli importi sono richiamati nel Vademecum DOCFA dell’Agenzia delle Entrate. La verifica deve considerare epoca e tipo della violazione.

Questi importi non sono una maggiorazione fissa della parcella: sanzione, tributi, eventuali interessi e compenso del tecnico sono voci differenti. Il preventivo deve rendere riconoscibile ciascuna somma.

L’obbligo di presentazione della variazione catastale non scompare automaticamente dopo cinque anni. I termini per contestare o riscuotere una sanzione sono distinti dall’aggiornamento degli atti. Anche per lavori risalenti va verificata la conformità catastale prima di una vendita; non è corretto considerare regolare una pianta soltanto per il tempo trascorso.

Ravvedimento operoso: come valutare la spesa

Il ravvedimento può consentire una sanzione ridotta, se ne ricorrono le condizioni. Il calcolo dipende dalla data della violazione, dal ritardo, dalla disciplina applicabile e dagli eventuali atti già ricevuti. Una tabella generica sulle imposte non va trasferita automaticamente al DOCFA.

La guida ufficiale alla presentazione DOCFA descrive la gestione telematica di tributi e ravvedimento. Prima dell’invio chiedi al professionista il conteggio motivato: per esempio, una riduzione a un decimo sul minimo di 1.032 euro dà 103,20 euro per unità, ma si usa soltanto quando quella specifica riduzione è applicabile.

Per stimare l’eventuale sanzione occorre controllare:

  • se la modifica rendeva obbligatoria la dichiarazione;
  • la data documentata dell’evento e la scadenza dell’adempimento;
  • il tempo trascorso dopo la scadenza;
  • quante unità sono effettivamente sanzionabili;
  • la natura di eventuali inviti, comunicazioni o atti notificati;
  • la riduzione applicabile e le somme risultanti dal conteggio.

Documenti necessari per aggiornare la planimetria catastale

Per preparare una richiesta completa e ridurre ricerche successive, raccogli:

  • dati catastali completi: foglio, particella, subalterno
  • visura attuale e, se serve, storica
  • planimetria catastale attuale
  • documento di identità e codice fiscale del dichiarante
  • titoli edilizi e fine lavori se ci sono stati interventi
  • eventuali elaborati comunali utili al confronto
  • incarico, deleghe e sottoscrizioni richiesti secondo il ruolo del dichiarante.

Per la prima richiesta di preventivo possono bastare zona di Roma, superficie, numero di unità e descrizione delle differenze. Il tecnico indica poi i documenti da trasmettere per l’incarico: segnalare subito ciò che manca permette di quantificare le ricerche.

Scaricare una planimetria costa come aggiornarla?

No. Consultare una pianta già registrata non modifica gli atti catastali. Il titolare avente diritto può utilizzare i servizi online dell’Agenzia delle Entrate per la consultazione personale gratuita. Dopo un DOCFA, invece, chiedi al tecnico la documentazione registrata: il costo pagato riguarda l’aggiornamento e le prestazioni concordate, non il semplice download.

Errori che possono aumentare tempi e attività

Nel controllo prima dell’invio è utile verificare soprattutto:

  • causale non coerente con l’origine della differenza;
  • discordanze fra consistenza, destinazione dei vani e disegno;
  • elaborato planimetrico assente quando richiesto;
  • identificativi o dati di ubicazione incongruenti;
  • pertinenze omesse e collegamenti fra unità non corretti.

Un documento non registrabile richiede correzioni e un nuovo invio. Questo non giustifica automaticamente una seconda parcella: chiedi come sono gestite le correzioni comprese nell’incarico e quando un’attività aggiuntiva richiede un accordo economico separato.

Preventivo per aggiornare la planimetria catastale a Roma

Per sapere quanto costa aggiornare la planimetria catastale del tuo immobile, indica che cosa differisce fra disegno e realtà e qual è l’obiettivo: fine lavori, vendita o correzione di un errore. Un preventivo utile specifica attività incluse, esclusioni, oneri fiscali, tributi e documenti consegnati.

Informazioni utili per ricevere una stima

  • zona e indirizzo dell’immobile a Roma o nel Comune interessato;
  • tipologia: abitazione, negozio, ufficio o altra unità;
  • superficie indicativa, livelli e pertinenze;
  • numero di subalterni da verificare o aggiornare;
  • modifiche eseguite e data di completamento, se nota;
  • documentazione edilizia e catastale già disponibile;
  • eventuali scadenze di rogito, mutuo o chiusura lavori.

La stima viene confermata dopo aver definito il lavoro necessario. Chiedi un totale leggibile, con parcella, Cassa, IVA e tributi distinti, e chiarisci se l’assistenza termina all’invio oppure comprende l’esito e la consegna della nuova planimetria.

Domande frequenti sul costo della planimetria catastale

Quanto costa aggiornare la planimetria catastale?

Il totale comprende il compenso personalizzato, il tributo DOCFA dovuto e gli oneri fiscali applicabili. Per una sola unità soggetta a tassa il tributo ordinario è 70 euro; attività tecniche e spese ulteriori devono essere definite nel preventivo.

Quanto costa aggiornare la planimetria catastale per vendita?

Il costo dell’aggiornamento catastale dipende dalla modifica da dichiarare, non dalla vendita in sé. La verifica per il rogito può essere una prestazione distinta: non esiste una maggiorazione automatica valida per ogni compravendita. Se la pianta è già conforme, può non servire un DOCFA.

Quanto si paga al Catasto senza la parcella del tecnico?

Per la presentazione DOCFA il tributo ordinario è di 70 euro per unità soggetta a tributo. Il tecnico verifica il numero delle unità costituite o variate e le eventuali esenzioni; le sole unità soppresse non si conteggiano come nuove unità tassate.

Quanto costa aggiornare la planimetria catastale dopo ristrutturazione?

Per un solo appartamento, ipotizzando 400 euro di compenso, Cassa al 5%, IVA al 22% e un tributo da 70 euro, il totale è 582,40 euro. È un esempio di calcolo, non un’offerta: sopralluogo, elaborati inclusi e documenti disponibili determinano il preventivo effettivo. Verifica inoltre se il DOCFA sia già compreso nell’incarico edilizio.

Devo aggiornare la planimetria catastale se sposto solo una porta?

Non sempre. Una lieve modifica interna che non cambia numero e funzionalità dei vani, consistenza o classamento può non avere rilevanza catastale. Se invece l’intervento comporta una redistribuzione rilevante, serve l’aggiornamento. La valutazione catastale è distinta da quella sulla regolarità edilizia.

Quanto tempo ci vuole per avere la planimetria catastale aggiornata?

I tempi di preparazione dipendono da rilievo, documentazione ed elaborati richiesti. La registrazione resta soggetta ai controlli dell’ufficio. La durata della prestazione va concordata dopo aver chiarito il lavoro necessario, senza un termine garantito per ogni immobile.

Entro quanto tempo va presentata la variazione catastale?

Per una variazione obbligatoria su un’unità già censita, entro 30 giorni dal momento in cui si è verificata la mutazione. L’incarico al geometra e la data del rogito non fanno ripartire il termine.

Cosa succede se non aggiorno la planimetria catastale?

Se la dichiarazione era obbligatoria, va verificata l’eventuale sanzione: il quadro ordinario è 1.032–8.264 euro per unità, con possibili riduzioni alle condizioni previste. Per una semplice correzione grafica senza lavori né nuova rendita la valutazione è diversa; il costo non si stabilisce guardando soltanto l’età della pianta.

Posso presentare da solo un DOCFA?

Il DOCFA richiede un professionista abilitato alla redazione dell’atto, la sua firma digitale e la trasmissione attraverso i canali previsti. Il proprietario conferisce l’incarico e sottoscrive i documenti di propria competenza. Scaricare una planimetria con SPID non equivale a poterla aggiornare da soli.

Quanto costa una “sanatoria della planimetria catastale”?

Occorre distinguere il DOCFA dalla sanatoria edilizia. Il Catasto non sana gli abusi: il costo della planimetria copre il solo adempimento catastale. Se servono una pratica comunale e verifiche di sanabilità, vanno valutate e preventivate separatamente.

Quanto costa un DOCFA per frazionamento o fusione?

Il compenso dipende dalle unità e dagli elaborati richiesti. Per il solo tributo, due nuove unità comportano normalmente 140 euro; una fusione con una sola unità risultante soggetta a tributo comporta 70 euro. Il compenso è definito con un preventivo personalizzato, senza un importo minimo automatico legato alla sola causale.

Come scarico la planimetria catastale aggiornata?

Il titolare avente diritto può consultarla nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate; può anche richiederla tramite un professionista delegato. La consultazione del documento già presente non aggiorna né corregge la banca dati.

Richiedi una valutazione del costo per il tuo immobile a Roma

Per determinare quanto costa aggiornare la planimetria catastale servono tre verifiche iniziali:

  • origine della differenza fra stato reale e planimetria agli atti;
  • documentazione edilizia disponibile ed eventuali approfondimenti separati;
  • unità da aggiornare, elaborati necessari e contenuto dell’incarico.

Puoi richiedere al Geom. Luigi Cireddu un preventivo per la planimetria catastale a Roma, indicando zona, superficie, modifiche e scadenze. La richiesta permette di definire le verifiche necessarie e distinguere il costo del DOCFA dalle eventuali attività edilizie, prima di confermare l’incarico.

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