Pratica condono edilizio Roma: guida completa, requisiti, costi, esempi reali e preparazione alla sanatoria 2026
Il condono edilizio è uno dei temi più rilevanti e ricorrenti del sistema normativo italiano. Ogni volta che si ipotizza una nuova finestra legislativa, il mercato immobiliare si attiva, i tecnici si preparano e i proprietari iniziano a raccogliere documentazione per non restare indietro. La possibile sanatoria straordinaria del 2026, se confermata, sarà un passaggio molto importante, soprattutto nella città di Roma, dove la presenza di difformità edilizie leggere è statisticamente più alta della media nazionale.
Questo testo è una guida completa, approfondita e pratica, rivolta a proprietari, acquirenti, tecnici, imprese e agenti immobiliari. L’obiettivo è chiarire come strutturare una pratica condono edilizio Roma, come verificare la sanabilità di un immobile, quali costi prevedere e perché conviene iniziare fin da subito invece di attendere la pubblicazione della norma.
La logica è semplice: chi arriva pronto deposita primo.
Chi deposita primo ottiene risposte prima.
Perché Roma sarà la città con più domande di condono nel 2026

Roma ha una storia edilizia complessa. Il patrimonio costruito è vasto, spesso stratificato e modificato negli anni senza aggiornamenti progettuali, non tanto per volontà di abuso, ma perché fino agli anni ’90 molti interventi erano considerati “di poco conto” e non richiedevano pratiche formali. Oggi invece ogni difformità incide su vendite, mutui e trasferimenti di proprietà.
Le irregolarità edilizie più diffuse nel territorio romano includono:
- chiusura di balconi con infissi in alluminio
- coperture leggere su terrazzi di attici o piani alti
- verande in PVC su immobili costruiti tra 1950 e 1980
- soppalchi interni non dichiarati al catasto
- tramezzi spostati per ampliare soggiorni o cucine
- bagni realizzati in posizione diversa dall’originale
- stanze derivate da ex ripostigli o vani tecnici
- differenze tra planimetria catastale e stato reale
Esempio reale
Un appartamento in zona Colli Albani del 1974 presenta un balcone chiuso nel 1998 con infissi leggeri. L’immobile viene messo in vendita nel 2025, ma il notaio blocca l’atto poiché la planimetria catastale è ancora quella originale. Oggi si potrebbe procedere con una sanatoria complessa e dal risultato incerto/impossibile. Con la sanatoria 2026, questo caso avrebbe invece una concreta probabilità di essere regolarizzato.
Perché il condono 2026 sarà strategico per compravendite, mutui e successioni a Roma
Una delle ragioni per cui la futura sanatoria edilizia avrà un peso rilevante nel contesto romano riguarda la filiera immobiliare. Oggi molte compravendite vengono bloccate in fase di rogito perché lo stato reale dell’immobile non coincide con quello rappresentato in planimetria. Non è raro che banche e istituti di credito rifiutino la concessione di mutui su immobili con verande non dichiarate, ampliamenti interni o superfetazioni minori. Ciò accade non perché l’immobile non sia tecnicamente utilizzabile, ma perché la difformità impedisce l’accertamento della legittimità edilizia, requisito fondamentale nelle operazioni ipotecarie.
Esempio concreto
Un appartamento in zona Monteverde con veranda da 10 mq realizzata nel 2012 non può essere ipotecato. Il potenziale acquirente rinuncia, non per mancanza di interesse, ma per difficoltà bancaria. In un contesto di condono attivo, questo immobile potrebbe rientrare tra quelli sanabili, aumentando immediatamente il suo valore e la sua commerciabilità.
La pratica condono edilizio Roma diventa quindi un investimento funzionale, non una spesa.
Cosa prevedrebbe la sanatoria edilizia 2026
La bozza discussa prevede due grandi segmenti di intervento.
1. Riapertura condono 2003
Riguarderebbe le opere ultimate entro il 31 marzo 2003. Possibili casistiche:
- ampliamento cucina su balcone
- veranda in muratura pre-2003
- variazione interna non dichiarata
- recupero di superfici tecniche
2. Nuova sanatoria per abusi minori fino al 2025
Il blocco più atteso riguarda le opere prive di incremento volumetrico sostanziale. Questo permetterebbe la regolarizzazione di abusi non gravi, oggi irregolari ma tecnicamente integrabili nel progetto edilizio.
Esempi molto probabili di opere sanabili a Roma:
- veranda leggera su balcone condominiale
- tettoia open-side su giardino o terrazza
- pareti interne spostate per modificare gli ambienti
- chiusura di portici con infissi rimovibili
- soppalco non strutturale entro 180-240 cm di altezza utile
- bagno ricavato senza titolo da ripostiglio esistente
- eliminazione muro ingresso per creare open-space
Esempio pratico
Un trilocale a Montesacro del 1985 presenta una veranda con pannelli in vetro installata nel 2010 senza titolo. Oggi non condonabile tramite ordinaria sanatoria, ma con la norma 2026, se confermata, potrebbe rientrare nei parametri della regolarizzazione semplificata.
Non rientrebbero invece:
- nuove costruzioni interamente abusive
- sopraelevazioni strutturali di piani
- ampliamenti volumetrici significativi
- cambi d’uso complessi senza requisiti igienico-sanitari
Come preparare una pratica condono edilizio Roma prima della legge
Attendere è l’errore più diffuso. Preparare ora significa arrivare pronti.
Un tecnico strutturerà la pratica seguendo un percorso metodico:
1. Rilievo metrico e fotografico dell’immobile allegato alla pratica condono edilizio Roma
Include misure, superfici, altezze, materiali, infissi, aperture.
Esempio tecnico:
Attico 90 mq, terrazzo 25 mq. Tettoia in legno 12 mq. Altezza 2,30 m.
Tutti i dati vengono riportati su planimetrie aggiornate.
2. Accesso agli atti e recupero titoli originari
Servono documenti come:
- licenza edilizia originaria
- concessione edilizia
- vecchie variazioni o condoni
- planimetrie storiche
- eventuali SCIA/CILA già presentate
Esempio reale comune a Roma
Un fabbricato anni ’60 in zona Balduina ha documentazione incompleta. L’accesso agli atti richiede da 30 a 90 giorni. Se si parte ora, si è pronti al deposito il giorno dell’apertura. Chi inizia dopo rischia 6-12 mesi di coda.
3. Confronto stato di fatto / stato legittimo
Il tecnico individua differenze come:
- superfici in più o in meno
- veranda non rappresentata
- muri interni spostati
- finestre tamponate o aperte
4. Verifica vincoli paesaggistici o archeologici
A Roma molti immobili ricadono in aree tutelate.
Conoscere il vincolo prima di presentare domanda fa risparmiare mesi.
5. Redazione della documentazione tecnica
Già oggi si possono preparare:
- relazione urbanistica
- elaborati comparativi grafici
- documentazione fotografica
- calcolo ipotetico dell’oblazione
- bozza domanda condono edilizio Roma
Quando la legge entrerà in vigore, servirà solo la trasmissione telematica.
6. Presentazione domanda condono edilizio Roma nei primi giorni utili
Il vantaggio concreto non sarà avere la pratica, ma arrivare primi con pratica già pronta.
Documenti che conviene reperire subito per la domanda condono edilizio Roma
Per avviare rapidamente una domanda di condono edilizio a Roma è fondamentale avere già tutta la documentazione storica dell’immobile. In molti casi non serve aspettare l’approvazione della norma per iniziare l’accesso agli archivi. A Roma, infatti, i tempi medi per ottenere copia di un titolo edilizio possono variare dai 20 ai 90 giorni, con picchi più alti nei Municipi più grandi come VII, VIII e XIII. Questo significa che chi aspetta l’uscita della legge per richiederli arriverà inevitabilmente dopo.
Checklist utile già da oggi:
- planimetria catastale aggiornata
- licenza o concessione edilizia originaria
- eventuale copia domanda condono anni precedenti
- fascicolo edilizio depositato in Comune a Roma
- certificato storico catastale per ricostruzione cronologica
- fotografie attuali di ogni ambiente
- prova della data di realizzazione intervento (utilissimo per ammissibilità)
Esempio operativo reale
Un appartamento a Garbatella richiede accesso agli atti ad aprile. L’ufficio protocolla la richiesta, ma il fascicolo risulta parziale e si rende necessario un secondo accesso. Tempo complessivo 78 giorni. Se il proprietario si fosse attivato dopo l’avvio del condono, avrebbe perso la finestra utile per depositare tra i primi.
Quanto costa una pratica condono edilizio Roma
Il costo domanda condono edilizio Roma dipende da superficie, complessità e documentazione reperibile.
Per immobili residenziali standard su Roma, il range tecnico sostenibile è mediamente:
- da 650 a 1.200 euro
Nel dettaglio, questa cifra copre:
- rilievo tecnico e fotografico
- verifica documentale
- confronto stato di fatto vs autorizzato
- predisposizione pratica condono completa
- preparazione modulistica per invio
A questo andranno aggiunti costi amministrativi:
- oblazione condono (variabile per categoria)
- eventuale aggiornamento catastale DOCFA
- diritti comunali e istruttoria
Esempio costo reale ipotetico
Monolocale con veranda leggera 6 mq a Casal Bertone:
spesa tecnica 750-900 euro. Con oblazione e aggiornamento catastale il totale potrebbe arrivare a 1.500-2.300 euro.
Caso più complesso, soppalco + tettoia in palazzina storica Prati:
spesa tecnica 1.200 euro + costi aggiuntivi per vincoli.
Hai una pratica di condono aperta a Roma che non rientra nella nuova sanatoria? Possiamo verificare se è possibile chiuderla con la procedura semplificata tramite SISCER online. Inviaci la documentazione e ti diamo una valutazione tecnica immediata.
Preventivo domanda condono edilizio Roma: come ottenerlo
Per ottenere un preventivo concreto e realistico servono:
- planimetria catastale aggiornata
- foto chiare degli ambienti e della veranda/tettoia
- localizzazione e piano
- documentazione edilizia già disponibile
Una volta raccolti i dati, il tecnico può:
stimare probabilità di sanabilità
stimare costi totali reali
calcolare tempistiche previste
produrre preventivo completo personalizzato
Il preventivo permette di sapere già oggi quanto si spenderà, senza sorprese quando arriverà la normativa.
Perché conviene muoversi subito e non quando uscirà il condono edilizio Roma
Quando la sanatoria verrà attivata, si genereranno code fisiologiche. I tecnici saranno sovraccarichi. I Comuni riceveranno migliaia di richieste. Chi prepara tutto prima riduce l’attesa finale anche di 12-24 mesi.
Agire ora significa:
- essere tra i primi protocolli depositati
- evitare saturazione degli uffici tecnici
- non subire l’aumento dei costi che segue sempre i condoni
- vendere, locare o regolarizzare il proprio immobile prima degli altri
Esempio pratico
Due immobili identici in zona San Giovanni.
Il primo proprietario prepara tutto nel 2025 e deposita appena la norma esce → chiusura pratica probabile entro 12-18 mesi.
Il secondo aspetta la pubblicazione della norma → deposita dopo tutti → tempi anche di 3-5 anni.
Quali immobili conviene condonare per primi
Non tutti gli immobili hanno lo stesso potenziale di sanabilità né lo stesso ritorno economico post-regolarizzazione. A Roma, conviene dare priorità agli immobili che possono essere immessi sul mercato a breve, come case da vendere, appartamenti da affittare o unità destinate a successione ereditaria.
3 categorie di immobili con alta priorità di intervento:
Abitazioni destinate alla vendita nei prossimi 24 mesi
Regolarizzare prima significa ottenere un mercato più ampio e ridurre la trattativa sul prezzo. Una veranda condonata può aumentare valore percepito anche del 6-12%.Immobili da locazione turistica o ricettiva
La regolarità edilizia è sempre più richiesta per SCIA e autorizzazioni ricettive. Roma, con forte pressione turistica, favorirà gli immobili conformi.Case coinvolte in pratiche ereditarie
Una successione con difformità edilizia blocca la ripartizione ereditaria e allunga i tempi di liquidazione. Il condono agevolerebbe trasferimento e vendita.
Esempio reale
Un immobile a Testaccio, ereditato da tre fratelli, resta invendibile per tre anni a causa di difformità in cucina e veranda. Con la sanatoria 2026 potrebbe essere regolarizzato e venduto in 60-120 giorni con riallineamento urbanistico.
FAQ Presentazione pratica condono edilizio Roma
Come funziona la pratica condono edilizio Roma
Prevede rilievo, verifiche documentali, redazione tecnica completa e invio telematico.
Quanto costa una pratica condono edilizio Roma
Il costo tecnico medio va da 650 a 1.200 euro più oblazioni.
Quali opere saranno sanabili con la domanda condono edilizio Roma
Verande leggere, tettoie, logge chiuse, modifiche interne senza incremento volumetrico.
Posso preparare la pratica condono edilizio Roma prima della legge
Si. E’ consigliabile preparare la documentazione ora per depositare tra i primi.
Cosa serve per il preventivo condono edilizio Roma
Planimetrie, foto, ubicazione e documenti edilizi disponibili.
Conclusioni operative sulla domanda condono edilizio Roma
La sanatoria edilizia 2026 rappresenta un’opportunità concreta per Roma.
Chi ha verande, tettoie, soppalchi o modifiche interne non dichiarate ha una finestra reale di regolarizzazione. Tuttavia, il vantaggio maggiore non sarà avere il diritto di presentare domanda, ma arrivare preparati prima degli altri.
Una pratica condono edilizio Roma preparata oggi può essere depositata subito, evitare code, permettere accessi più rapidi e ridurre i tempi anche del 70%. Il valore immobiliare cresce quando l’immobile è regolare. Gli acquirenti lo cercano. Le banche lo finanziano. I notai lo accettano.
Chi inizia ora, domani è già avanti.
Chi aspetta, si troverà nella coda.