Presentare la nuova piantina di casa: costo, dove richiederla, tempi e procedura DOCFA
“Presentare la nuova piantina di casa” significa una cosa molto concreta: aggiornare la planimetria catastale perché quella depositata non rispecchia più lo stato reale dell’immobile, oppure perché non è disponibile online, oppure perché hai fatto lavori che hanno modificato la distribuzione interna.
Il punto chiave è questo: la piantina aggiornata serve soprattutto quando devi vendere, comprare, fare una pratica edilizia, ottenere un mutuo o semplicemente mettere in ordine un immobile. Se la planimetria catastale non corrisponde, rischi blocchi, richieste di integrazioni e, nei casi peggiori, un atto che si complica.
In questa guida ti spiego in modo pratico:
dove si richiede la planimetria esistente,
quando devi presentare quella nuova,
quali sono costi e tempi realistici,
cosa fare se la planimetria risulta non rilasciabile o mancante.
Come fare per richiedere la planimetria catastale online

Che cosa significa “presentare la nuova piantina di casa”
La “piantina di casa” a cui tutti si riferiscono, quasi sempre, è la planimetria catastale: un elaborato grafico che rappresenta l’unità immobiliare, in genere in scala 1:100, con i vani e la loro distribuzione.
“Presentarla nuova” vuol dire depositare al Catasto Fabbricati una planimetria aggiornata tramite una dichiarazione di variazione, di norma con procedura DOCFA, firmata e trasmessa da un tecnico abilitato.
Quando è obbligatorio aggiornare la planimetria catastale
Devi mettere in conto l’aggiornamento catastale quando cambia la consistenza o la rappresentazione dell’unità, per esempio:
Ristrutturazione con modifiche interne
sposti o demolisci tramezzi
sposti porte
trasformi la cucina e cambi la distribuzione dei locali
In DOCFA, spesso si usa la causale legata alla diversa distribuzione degli spazi interni.
Frazionamento o fusione
un appartamento diventa due unità, frazionamento
due appartamenti diventano uno, fusione
Qui cambiano spesso anche i subalterni.
Cambio di destinazione d’uso
Esempio: da abitazione a ufficio, o viceversa, quando il cambio è effettivo e riconosciuto dal punto di vista edilizio (CDU cambio d’uso).
Ampliamenti o chiusure che incidono sulla planimetria
Esempio tipico: veranda, recuperi, soppalchi praticabili, modifiche con aumento superficie utile.
Planimetria non disponibile online o mancante
Se la planimetria risulta non rilasciabile, non abbinata o mancante, spesso devi attivare una procedura dedicata per renderla disponibile, oppure ripresentarla.
Prima regola: non confondere Catasto e urbanistica
Il Catasto non “sana” la regolarità edilizia. Puoi avere:
planimetria catastale perfetta,
ma opere non legittime urbanisticamente (manca CILA, SCIA o Condono).
Quindi la sequenza corretta è:
verifico la legittimità edilizia e lo stato autorizzato, Comune e titoli
poi aggiorno il Catasto con DOCFA coerente
Se inverti l’ordine, rischi di depositare al Catasto una situazione che poi non riesci a “reggere” urbanisticamente.
Dove richiedere la planimetria catastale esistente
1) Online se sei intestatario o titolare di diritto reale
La planimetria catastale online è accessibile, a titolo gratuito, ai titolari di diritti reali o tramite delega, usando i servizi telematici.
Nota importante: dal 1° gennaio 2025 la consultazione telematica delle visure catastali è stata resa gratuita in base alle nuove regole di consultazione e tariffe.
Questo aiuta per le visure, ma la planimetria resta comunque soggetta alle regole di accesso legate alla titolarità e alla privacy.
2) Tramite un tecnico o un soggetto abilitato
Il tecnico geometra può estrarre la planimetria tramite i canali professionali, quando ricorrono i presupposti e i dati risultano corretti e abbinati.
3) Se la planimetria risulta “non rilasciabile”
Qui entriamo nel caso pratico più frequente: tu fai richiesta, ma il sistema ti restituisce un messaggio tipo “planimetria non disponibile”.
Planimetria non rilasciabile, non abbinata, non rasterizzata: cosa significa e cosa fare
Questi esiti, nella pratica, indicano quasi sempre uno di questi scenari:
planimetria presente solo in cartaceo e non digitalizzata
planimetria esistente ma non correttamente collegata all’unità in banca dati
planimetria mancante negli archivi digitali
La soluzione dipende dal caso
Se la planimetria esiste e va solo digitalizzata: si chiede la rasterizzazione e l’allineamento.
Se la planimetria è proprio assente: si procede con una dichiarazione DOCFA di presentazione planimetria, motivando l’operazione e allegando l’elaborato corretto.
Come si presenta la nuova piantina di casa: procedura pratica DOCFA
Qui ti dico la verità operativa: il DOCFA “si compila”, ma prima si misura.
Passo 1: incarico al tecnico e raccolta documenti
Servono almeno:
dati catastali completi, foglio particella subalterno
visura aggiornata
planimetria catastale attuale, se disponibile
titolo edilizio e tavole di progetto, se ci sono stati lavori
documento e codice fiscale del proprietario o avente titolo
Passo 2: sopralluogo e rilievo
Il tecnico:
verifica lo stato di fatto
misura gli ambienti
controlla eventuali incongruenze evidenti, ad esempio spessori, sagome, aperture, pertinenze
Passo 3: restituzione grafica della planimetria
Si produce una planimetria conforme alle regole catastali, con indicazione corretta di:
destinazione dei locali
tramezzi e aperture
eventuali accessori diretti, cantine, soffitte se parte dell’unità
Passo 4: compilazione DOCFA e invio telematico
Il tecnico compila la dichiarazione, firma digitalmente e trasmette tramite il canale telematico.
Passo 5: esito e nuova planimetria scaricabile
Se la pratica è registrata:
la nuova planimetria diventa consultabile
Entro quando va presentata la variazione catastale
Il termine ordinario è 30 giorni dalla data di ultimazione o dalla data di “usufruibilità” a seguito dei lavori, secondo la disciplina dell’aggiornamento catastale.
In pratica: se fai lavori che hanno modificato l’unità, non è una cosa da rimandare a tempo indefinito.
Tempi realistici: quanto ci vuole davvero

Dipende da complessità e documentazione, ma nella pratica:
rilievo e restituzione grafica: da 1 a 3 giorni lavorativi
predisposizione e invio DOCFA: spesso 1 giorno
lavorazione e registrazione: può variare, ma per molte pratiche standard si parla di pochi giorni, salvo sospensioni o richieste di integrazione
Il collo di bottiglia, quasi sempre, non è “il Catasto”: è la qualità dei dati di partenza e la presenza di difformità da chiarire.
Quanto costa presentare la nuova piantina di casa
Qui conviene separare tributi e onorario professionale.
1) Tributi catastali aggiornati
Dal 1° gennaio 2025 il tributo per la presentazione di atti di aggiornamento catastale mediante DOCFA è pari a 70 euro per ogni Unità Immobiliare Urbana, in luogo dei vecchi importi più bassi che trovi ancora citati in molti siti.
Esempi pratici:
variazione di un appartamento, una sola unità: 70 euro
frazionamento con due nuove unità: almeno 140 euro, più eventuali beni comuni censibili o non censibili se presenti
fusione di due unità in una: in genere si ragiona comunque sulle unità coinvolte e sull’atto presentato, e il tecnico ti quantifica correttamente il tributo caso per caso
2) Parcella del tecnico
Qui non esiste un prezzo unico. Incidono:
metratura
accessibilità
urgenza
necessità di ricerca documentale
eventuali pratiche collegate, ad esempio rettifiche, allineamenti, o pre-verifiche urbanistiche
Nella pratica, per una variazione “semplice” su appartamento standard, la fascia può essere medio-bassa; per frazionamenti, fusioni o casi con criticità, sale rapidamente perché cresce il lavoro tecnico e la responsabilità.
Sanzioni: cosa rischi se non aggiorni
Se la dichiarazione DOCFA è tardiva, possono scattare sanzioni amministrative. La forchetta attuale riportata per il ritardo è molto più alta di quella “storica” che ancora circola online: si parla di importi da 1.032 a 8.264 euro, con logiche di selezione automatica legate alla data di ultimazione lavori indicata in dichiarazione.
Tradotto: se rimandi anni e poi ti serve vendere, non stai risparmiando, stai solo spostando il problema nel momento peggiore.
Checklist documenti: cosa preparare per non perdere tempo
visura catastale attuale
planimetria catastale esistente, se disponibile
atto di provenienza, almeno gli estremi
documenti edilizi, se ci sono stati lavori
foto dello stato di fatto, utili nei casi complessi
documento e codice fiscale dell’intestatario
eventuale delega se chi richiede non è intestatario
Tre casi tipici, spiegati chiaro
Caso 1: ho spostato tramezzi e porte durante una ristrutturazione
Quasi sempre serve DOCFA per diversa distribuzione interna. Prima però: controlla che ciò che esiste oggi sia coerente con il titolo edilizio presentato.
Caso 2: devo vendere e il notaio chiede conformità catastale
Il notaio vuole che la planimetria catastale sia coerente con lo stato di fatto. Se non lo è, va aggiornata. Se invece il problema è urbanistico, serve la regolarizzazione edilizia prima.
Caso 3: la planimetria non esce online
Si verifica se è un problema di abbinamento o di rasterizzazione. Se la planimetria è davvero mancante, si procede con presentazione tramite DOCFA dedicato.
FAQ – Presentare la nuova piantina di casa
Come si presenta la nuova piantina di casa?
Si presenta con una dichiarazione DOCFA firmata e inviata da un tecnico abilitato, dopo sopralluogo e rilievo.
Posso presentarla da solo senza tecnico?
No, la pratica DOCFA richiede un professionista abilitato per la trasmissione e la responsabilità tecnica.
Quanto costa presentare la nuova piantina di casa al Catasto?
C’è un tributo per la pratica DOCFA pari a 70 euro per unità immobiliare urbana, più la parcella del tecnico.
In quanto tempo si ottiene la planimetria aggiornata?
Dipende dal caso, ma spesso parliamo di pochi giorni lavorativi per le pratiche standard, salvo sospensioni o richieste di chiarimento.
Dove scarico la planimetria catastale online?
Se sei intestatario o titolare di diritto reale, puoi richiederla online tramite i servizi telematici e con eventuale delega.
Se la planimetria è non rilasciabile, cosa faccio?
Si verifica se è un problema di rasterizzazione o abbinamento. Se è mancante, si procede con una presentazione tramite DOCFA dedicato.
Entro quanti giorni va fatta la variazione catastale dopo i lavori?
In linea generale, entro 30 giorni dalla data di ultimazione o usufruibilità a seguito dei lavori.
Se non aggiorno, posso vendere lo stesso?
Rischi di bloccare la vendita o di dover correre all’ultimo con verifiche e rettifiche. In più, se la variazione è tardiva, possono scattare sanzioni.
Scritto da: Luigi Cireddu
Geometra a Roma · Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma n. 10447
Mi occupo di pratiche edilizie, catasto, urbanistica e sicurezza nei cantieri. Condivido guide operative e soluzioni pratiche per aiutare privati e professionisti a gestire le pratiche in modo chiaro e senza perdite di tempo.