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Categorie catastali: elenco, significato e differenze

Le categorie catastali classificano gli immobili del Catasto Fabbricati in base alle loro caratteristiche e funzioni. I gruppi A, B e C comprendono immobili ordinari; D quelli a destinazione speciale; E quelli a destinazione particolare; F identifica entità urbane censite senza attribuzione di rendita. La categoria si legge nella visura, accanto agli altri dati del classamento.

Qui trovi l’elenco dei codici e una guida per interpretarli. La tabella aiuta a capire se una sigla indica un’abitazione, un ufficio, un deposito o un immobile speciale. Non certifica però che l’uso sia urbanisticamente autorizzato: questo richiede l’esame dei titoli edilizi.

Come leggere i gruppi delle categorie catastali

  • A: abitazioni e altre tipologie del gruppo, con A10 dedicata a uffici e studi privati.
  • B: immobili per usi collettivi, come scuole, biblioteche e altre strutture del quadro catastale.
  • C: negozi, depositi, laboratori, autorimesse e altri locali ordinari.
  • D: fabbricati speciali, con rendita determinata mediante stima diretta.
  • E: fabbricati particolari, per esempio determinate infrastrutture ed edifici per esigenze pubbliche.
  • F: entità come aree urbane, unità collabenti o in costruzione, prive di rendita attribuita.

I codici A2 e A/2, oppure C6 e C/6, indicano la stessa categoria; la barra è una modalità di scrittura. Il numero non è un voto alla qualità dell’immobile e non va confuso con la classe catastale.

Tabella delle categorie catastali: elenco dei codici

Immobili ordinari: gruppi A, B e C

GRUPPO A Categoria catastale
A/1Abitazioni di tipo signorile
A/2Abitazioni di tipo civile
A/3Abitazioni di tipo economico
A/4Abitazioni di tipo popolare
A/5Abitazioni di tipo ultrapopolare
A/6Abitazioni di tipo rurale
A/7Abitazioni in villini
A/8Abitazioni in ville
A/9Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici
A/10Uffici e studi privati
A/11Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi

 

GRUPPO B Categoria catastale
B/1Collegi e convitti, educandati; ricoveri; orfanotrofi; ospizi; conventi; seminari; caserme
B/2Case di cura ed ospedali (senza fine di lucro)
B/3Prigioni e riformatori
B/4Uffici pubblici
B/5Scuole e laboratori scientifici
B/6Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie che non hanno sede in edifici della categoria A/9
B/7Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico del culto
B/8Magazzini sotterranei per depositi di derrate

 

GRUPPO C
C/1Negozi e botteghe
C/2Magazzini e locali di deposito
C/3Laboratori per arti e mestieri
C/4Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro)
C/5Stabilimenti balneari e di acque curative (senza fine di lucro)
C/6Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse (senza fine di lucro)
C/7Tettoie chiuse od aperte

 

Immobili speciali: gruppo D

GRUPPO D Categoria catastale
D/1Opifici
D/2Alberghi e pensioni (con fine di lucro)
D/3Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili (con fine di lucro)
D/4Case di cura ed ospedali (con fine di lucro)
D/5Istituto di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro)
D/6Fabbricati e locali per esercizi sportivi (con fine di lucro)
D/7Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività industriale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni.
D/8Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni.
D/9Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti a pedaggio.
D/10Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole.

Immobili particolari: gruppo E

GRUPPO E Categoria catastale
E/1Stazioni per servizi di trasporto, terrestri, marittimi ed aerei.
E/2Ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio.
E/3Costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche
E/4Recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche.
E/5Fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenze.
E/6Fari, semafori, torri per rendere d’uso pubblico l’orologio comunale
E/7Fabbricati destinati all’esercizio pubblico dei culti.
E/8Fabbricati e costruzioni nei cimiteri, esclusi i colombari, i sepolcri e le tombe di famiglia.
E/9Edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti del gruppo E.

 

Entità urbane: gruppo F

GRUPPO F Categoria catastale
F/1Area urbana
F/2Unità collabenti
F/3Unità in corso di costruzione
F/4Unità in corso di definizione
F/5Lastrico solare
F/6Fabbricato in attesa di dichiarazione (Categorie catastali: elenco, significato e differenze circolare 1/2009)
F/7Infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione

 

Come interpretare le categorie catastali delle abitazioni

Le descrizioni seguenti sono indicative del quadro di classificazione. L’attribuzione richiede il confronto con caratteristiche effettive e contesto censuario; non si sceglie la categoria soltanto in base al nome commerciale dell’immobile.

A/1 – Abitazioni di tipo signorile. Unità immobiliari appartenenti a fabbricati ubicati in zone di pregio con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello superiore a quello dei fabbricati di tipo residenziale.

A/2 – Abitazioni di tipo civile. Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale.

A/3 – Abitazioni di tipo economico.
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche di economia sia per i materiali impiegati che per la rifinitura, e con impianti tecnologici limitati ai soli indispensabili.

A/4 – Abitazioni di tipo popolare. Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di rifiniture di modesto livello. Dotazione limitata di impianti quantunque indispensabili.

A/5 – Abitazioni di tipo ultrapopolare. Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di rifiniture di bassissimo livello. Di norma non dotate di servizi igienico-sanitari esclusivi.

A/6 – Abitazioni di tipo rurale.

A/7 – Abitazioni in villini. Per villino deve intendersi un fabbricato, anche se suddiviso in unità immobiliari, avente caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture proprie di un fabbricato di tipo civile o economico ed essere dotato, per tutte o parte delle unità immobiliari, di aree esterne ad uso esclusivo.

A/8 – Abitazioni in ville. Per ville devono intendersi quegli immobili caratterizzati essenzialmente dalla presenza di parco e/o giardino, edificate in zone urbanistiche destinate a tali costruzioni o in zone di pregio con caratteristiche costruttive e di rifiniture, di livello superiore all’ordinario.

A/9 – Castelli, palazzi eminenti. Rientrano in questa categoria i castelli ed i palazzi eminenti che per la loro struttura, la ripartizione degli spazi interni e dei volumi edificati non sono comparabili con le Unità tipo delle altre categorie; costituiscono ordinariamente una sola unità immobiliare. E’ compatibile con l’attribuzione della categoria A/9 la presenza di altre unità, funzionalmente indipendenti, censibili nelle altre categorie.

A/10 – Uffici e studi privati. Rientrano in questa categoria quelle unità immobiliari che per tipologia, dotazione di impianti e finiture sono destinate all’attività professionale.

A/11 – Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi Rifugi di montagna, baite, trulli, sassi, ecc…    

Leggi il nostro approfondimento sulla visura della planimetria catastale

Categorie catastali C e D: dove approfondire le differenze

La categoria C1 indica negozi e botteghe, mentre C2 riguarda depositi e C3 laboratori per arti e mestieri. C6 comprende rimesse e autorimesse. Per evitare di attribuire lo stesso utilizzo a tutti i locali, consulta il confronto tra C2, C3 e C6.

Nel gruppo D, D7 e D8 distinguono fabbricati per esigenze speciali rispettivamente industriali e commerciali. La superficie elevata, da sola, non basta a definire un D8. La guida alla categoria catastale D approfondisce casi, stima diretta e criteri di classificazione.

Categoria, classe e rendita: tre dati diversi

Le categorie catastali identificano il tipo di unità. La classe ne esprime il livello reddituale all’interno della categoria e del territorio censuario applicabile. La rendita è il risultato catastale utilizzato come base per diversi calcoli fiscali, secondo le regole previste per ciascuna imposta.

Per gli immobili ordinari la rendita deriva dalla tariffa e dalla consistenza: vani per il gruppo A, metri cubi per il B e metri quadrati per il C. La superficie catastale riportata in visura è un dato distinto dalla consistenza e dalla superficie calpestabile. Per D ed E si utilizza la stima diretta; alle entità F non viene attribuita una rendita.

Non esiste quindi una regola secondo cui “categoria A2, classe 3” significhi classe energetica A o qualità media nazionale. La classe catastale va interpretata nel proprio quadro locale, mentre la classe energetica deriva dall’APE.

Esempio di lettura della visura

Una visura che riporta A2, classe 4 e consistenza 5 vani descrive un’abitazione civile con quel classamento e quella consistenza catastale. Non significa automaticamente cinque camere da letto, né cinque locali tutti della stessa superficie. La planimetria consente di leggere la distribuzione; il rilievo serve per confrontarla con lo stato reale.

Dove trovare la categoria di un immobile

La categoria compare nella visura catastale, nel gruppo dei dati di classamento. Per individuare il bene corretto verifica Comune, eventuale sezione, foglio, particella e subalterno. Controlla anche la data del documento: una vecchia visura può non riportare aggiornamenti successivi.

La consultazione personale dei propri immobili e la richiesta di documenti da parte di altri soggetti seguono canali e condizioni differenti. La visura non coincide con la planimetria: quest’ultima rappresenta graficamente l’unità e ha specifiche regole di accesso. Per la richiesta dei disegni consulta la guida alla planimetria catastale.

Quali categorie contano per prima casa e pertinenze

Le agevolazioni all’acquisto della prima casa escludono le abitazioni A1, A8 e A9. La categoria da sola, però, non dimostra la presenza di tutti i requisiti soggettivi e oggettivi richiesti. A7, per esempio, non è sinonimo di A8: villino e villa hanno un diverso inquadramento.

Per le pertinenze, le agevolazioni previste per l’acquisto possono riguardare C2, C6 e C7, nei limiti e alle condizioni di legge, una per ciascuna categoria. L’esenzione IMU dell’abitazione principale segue una propria disciplina. È quindi necessario distinguere il beneficio nel rogito dal trattamento annuale dell’immobile.

Per approfondire i requisiti fiscali consulta la guida dell’Agenzia delle Entrate all’acquisto della casa, verificando con il notaio o il consulente la situazione personale. Non è corretto promettere un’agevolazione soltanto leggendo la sigla in visura.

Categorie catastali errate: rettifica o variazione?

Si deve distinguere un errore originario da una trasformazione dell’immobile. Nel primo caso si esaminano gli atti per individuare la procedura di correzione. Nel secondo, il tecnico valuta una dichiarazione DOCFA coerente con le modifiche effettive e con gli adempimenti edilizi.

Se un magazzino è stato usato come abitazione senza il necessario percorso urbanistico, modificarne la categoria al Catasto non risolve l’abuso. L’ordine corretto parte dalla verifica dell’uso legittimo e della fattibilità. La differenza tra destinazione urbanistica e catastale spiega perché i due controlli restano separati.

Prima di incaricare un professionista prepara visura, planimetria, atto di provenienza, titoli edilizi e descrizione delle trasformazioni. A Roma lo studio può valutare il caso e proporre un preventivo personalizzato, senza promettere in anticipo una riduzione della rendita.

Come usare la tabella delle categorie catastali

Leggi prima la sigla completa della singola unità, poi confrontala con la descrizione della tabella. La sola lettera del gruppo non basta: un ufficio A10 appartiene al gruppo A, ma non è una categoria abitativa. Allo stesso modo, la presenza di una cantina insieme all’appartamento non significa che i due beni abbiano necessariamente la stessa categoria o siano censiti con lo stesso subalterno.

Se stai confrontando più immobili, usa visure riferite alla stessa data e controlla gli identificativi. Una variazione recente può aver modificato categoria, consistenza o rendita rispetto a quanto indicato nel vecchio atto. Per conoscere la storia del dato serve la visura storica; per comprendere una trasformazione occorrono anche gli atti tecnici. La tabella aiuta a interpretare le sigle, ma non certifica la correttezza del classamento di un immobile specifico.

Domande frequenti sulle categorie catastali

Il gruppo A comprende soltanto abitazioni?

No. A10 identifica uffici e studi privati; va distinta dalle categorie abitative. Il gruppo da solo non basta per comprendere l’uso catastale della singola unità.

Un F2 è automaticamente recuperabile come casa?

No. F2 identifica un’unità collabente, ma non ne garantisce la possibilità di ricostruzione o trasformazione. Servono verifiche urbanistiche, documentali e sui vincoli.

Qual è la differenza tra F3 e F4?

F3 riguarda unità in corso di costruzione, F4 unità in corso di definizione. Sono situazioni differenti, da usare secondo le regole catastali; non sono categorie residenziali definitive.

Che cosa indica F7?

F7 riguarda infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione. È stata introdotta dalla circolare 18/E del 2017 e completa il gruppo F oltre alle categorie che compaiono nelle vecchie tabelle.

Posso scegliere la categoria con le imposte più basse?

No. Il classamento deve corrispondere alle caratteristiche e alla situazione effettiva dell’immobile. Una richiesta di modifica richiede presupposti tecnici documentati.

Fonti dell’elenco e della guida

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