Tolleranze costruttive: esempi di calcolo e limiti
Per calcolare le tolleranze costruttive si confronta la misura rilevata con quella prevista dal titolo edilizio: scostamento percentuale = differenza assoluta ÷ misura assentita × 100. Il limite ordinario è il 2%; per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024 può arrivare al 6%, in base alla superficie utile assentita. Il risultato matematico non certifica da solo la regolarità dell’immobile.
Questa guida raccoglie esempi di calcolo, soglie e controlli per un appartamento a Roma. Serve a capire quali dati consegnare al tecnico prima di una vendita o di nuovi lavori. Gli esempi sono ipotetici: non descrivono pratiche dello studio e non autorizzano ampliamenti.
Cosa sono le tolleranze costruttive?
Le tolleranze costruttive sono scostamenti dal titolo edilizio che, alle condizioni dell’articolo 34-bis del DPR 380/2001, non costituiscono violazioni edilizie. Riguardano altezza, distacchi, cubatura, superficie coperta e altri parametri della singola unità immobiliare. Vanno distinte dalle tolleranze esecutive, che riguardano determinate irregolarità nella realizzazione dei lavori. Non sono un condono né una percentuale di abuso sempre consentita.
Tolleranze costruttive del Salva Casa: quando si applicano

Il DL 69/2024, convertito dalla legge 105/2024, ha modificato l’articolo 34-bis. Per scegliere la percentuale occorre prima ricostruire quando è stato realizzato lo scostamento e a quale intervento appartiene. I due regimi dimensionali sono:
- Regime ordinario: limite del 2% rispetto alle misure previste dal titolo abilitativo.
- Interventi realizzati entro il 24 maggio 2024: soglie dal 2% al 6%, determinate dalla superficie utile assentita.
La data riguarda i lavori, non la presentazione della dichiarazione
Le soglie maggiorate del Salva Casa possono essere verificate anche successivamente, purché l’intervento risalga al periodo ammesso e ne ricorrano le condizioni. Un appartamento piccolo non ottiene quindi automaticamente il 6% per opere successive al 24 maggio 2024. La data va documentata: non basta scegliere quella più favorevole.
Esempio: per uno scostamento dimensionale realizzato dopo il 24 maggio 2024, su una superficie assentita di 55 mq rilevata in 57 mq, la differenza è 2 mq, pari al 3,64%. Il confronto con il 6% darebbe un esito numerico favorevole, ma userebbe il regime sbagliato. Rispetto al 2% ordinario, invece, il limite è 1,10 mq e il parametro risulta oltre soglia.
Inoltre, percentuale e requisiti di agibilità sono verifiche distinte. Il comma 1-ter richiama il 2% per gli scostamenti rispetto alle misure minime in materia di distanze e requisiti igienico-sanitari: non si può applicare liberamente il 6% anche a tali minimi.
Soglie e superficie utile: dove rientrano 60, 100, 300 e 500 mq
Le linee di indirizzo del MIT sul Salva Casa chiariscono i confini delle fasce. La superficie utile serve a scegliere la percentuale; quella percentuale si applica poi alla misura del parametro da verificare, espressa in metri, metri quadrati o metri cubi. Per gli interventi entro il 24 maggio 2024:
- 2%: superficie utile superiore a 500 mq.
- 3%: superficie utile da 300 a 500 mq, estremi inclusi.
- 4%: superficie utile da 100 mq inclusi a meno di 300 mq.
- 5%: superficie utile da 60 mq inclusi a meno di 100 mq.
- 6%: superficie utile inferiore a 60 mq.
Se lo scostamento supera la soglia, occorre valutare separatamente la possibilità di una sanatoria edilizia. Non basta pagare una sanzione per rendere ogni difformità regolare.
Tolleranze costruttive: esempi pratici di calcolo
Esempio di calcolo delle tolleranze costruttive su 55 mq
Ipotizziamo una superficie utile assentita di 55 mq e uno scostamento realizzato entro il 24 maggio 2024. La fascia è quella della tolleranza del 6%. Se il parametro da confrontare è la stessa superficie utile, il calcolo è:
- Superficie utile assentita: 55 mq; percentuale applicabile: 6%.
- Scostamento massimo: 55 × 6 ÷ 100 = 3,30 mq.
- Intervallo puramente numerico: da 51,70 a 58,30 mq.
Con un rilievo di 58 mq, la differenza è 3 mq: 3 ÷ 55 × 100 = 5,45%, entro il 6%. Con 58,50 mq, invece, lo scostamento è 6,36% e supera il limite. Anche nel primo caso restano da controllare gli altri parametri, la data, i vincoli e le condizioni dell’articolo 34-bis. Il calcolo non consente di progettare oggi 3,30 mq aggiuntivi. Negli esempi di tolleranze costruttive bisogna quindi leggere insieme il valore iniziale, il limite e le condizioni: trascrivere soltanto il risultato può nascondere un errore di impostazione.
Attenzione alla base di calcolo: metri catastali e metri reali non coincidono necessariamente
Esempio su 120 mq: tolleranza del 4%
Per un appartamento con superficie utile assentita di 120 mq e un intervento entro il 24 maggio 2024, la soglia dimensionale è il 4%. Verificando quella stessa superficie:
- Superficie assentita: 120 mq; superficie rilevata nell’esempio: 124 mq.
- Scostamento massimo: 120 × 4 ÷ 100 = 4,80 mq.
- Scostamento rilevato: 4 ÷ 120 × 100 = 3,33%, entro il limite del 4%.
L’intervallo numerico è 115,20–124,80 mq. Per una larghezza assentita di 5 m nella stessa unità, il 4% vale invece 0,20 m: non 4,80 mq. Ogni parametro richiede la propria misura di partenza e un confronto nella stessa unità di misura.
Per confrontare anche la fascia del 3%, immaginiamo un’unità con superficie utile assentita di 400 mq e intervento entro il 24 maggio 2024. Se la cubatura assentita è 1.200 mc e quella rilevata 1.230 mc, la differenza è 30 mc: 30 ÷ 1.200 × 100 = 2,50%. Il massimo numerico è 36 mc. Qui i 400 mq individuano la fascia, mentre i 1.200 mc sono la base del calcolo: moltiplicare 400 mq per il 3% non risponderebbe alla verifica della cubatura.
Calcolo delle tolleranze costruttive del 2% sull’altezza
Consideriamo un’altezza prevista dal titolo di 3 m e un caso soggetto al limite ordinario del 2%. Lo scostamento massimo è 3 × 2 ÷ 100 = 0,06 m, cioè 6 cm. Un’altezza rilevata di 3,05 m presenta uno scostamento dell’1,67%; con 3,07 m si arriva al 2,33% e il parametro supera la soglia. L’esempio non sostituisce la verifica delle specifiche disposizioni sulle altezze e sull’agibilità.
La fascia del 2% riguarda anche le unità oltre 500 mq nel regime per gli interventi entro il 24 maggio 2024. Con una superficie utile assentita di 550 mq e rilevata di 560 mq, la differenza è 10 mq e lo scostamento è 1,82%. Il massimo numerico è 11 mq. Anche una superficie elevata richiede quindi una verifica puntuale, senza arrotondamenti basati sui soli metri quadrati complessivi.
Fonti ufficiali per verificare le tolleranze
Per approfondire disciplina nazionale, dichiarazioni e servizi edilizi di Roma:
- MIT: linee di indirizzo e criteri interpretativi del Salva Casa
- Consiglio Nazionale del Notariato: studio sulle tolleranze costruttive ed esecutive
- Roma Capitale: Sportello Unico Telematico per l’Edilizia
Quali documenti servono per una verifica a Roma
La verifica della regolarità urbanistica precede l’applicazione della percentuale. Non è sufficiente misurare le stanze e confrontarle con l’annuncio di vendita. Per avviare l’analisi servono:
- Titoli edilizi ed elaborati approvati: progetto di riferimento, eventuali varianti, titoli successivi e documentazione utile a ricostruire lo stato legittimo.
- Rilievo e confronto grafico: quote, superfici, altezze e fotografie. Se mancano gli elaborati comunali, occorre la ricerca della pratica edilizia.
- Documenti sulla data e sulle condizioni dell’immobile: elementi che dimostrino l’epoca dello scostamento, documentazione strutturale disponibile e verifiche su vincoli e agibilità.
A Roma l’indirizzo, il Municipio e i riferimenti dei precedenti titoli aiutano a individuare l’ufficio e gli archivi competenti. La planimetria catastale è utile al confronto, ma di regola non sostituisce il progetto comunale né dimostra da sola la legittimità edilizia.
Una tavola delle tolleranze costruttive dovrebbe rendere leggibili progetto assentito, stato rilevato e sovrapposizione delle differenze. Per ciascun parametro, il prospetto di calcolo riporta misura assentita, misura rilevata, differenza, percentuale applicabile e risultato. Quote, riferimenti ai titoli ed epoca degli interventi permettono di verificare come si è arrivati all’esito. Un facsimile generico di dichiarazione non sostituisce questi controlli. Conviene inoltre separare nella tavola gli scostamenti dimensionali dalle eventuali irregolarità esecutive: questi due gruppi seguono verifiche diverse e non possono essere riassunti in un unico totale percentuale.
Dichiarazione delle tolleranze: serve una sanatoria?
Se ricorrono tutte le condizioni dell’articolo 34-bis, lo scostamento non costituisce violazione edilizia e non richiede una sanatoria per quella difformità. Il comma 3 prevede la dichiarazione del tecnico abilitato ai fini dello stato legittimo attraverso:
- Modulistica edilizia: nell’ambito di nuove istanze, comunicazioni o segnalazioni relative all’immobile.
- Dichiarazione asseverata: da allegare agli atti di trasferimento, costituzione o scioglimento della comunione di diritti reali nei termini previsti dalla norma.
Le tolleranze non hanno un costo fisso di sanatoria. Il compenso dipende da accesso agli atti, rilievo, confronto grafico e attestazioni necessarie. Se emergono altre difformità, l’eventuale accertamento di conformità richiede un incarico e verifiche distinti. Per una compravendita, documentazione e modalità operative vanno coordinate anche con il notaio.
Come calcolare le tolleranze costruttive senza confondere i parametri
Formula della percentuale e dello scostamento massimo
La formula è: scostamento % = |misura rilevata − misura assentita| ÷ misura assentita × 100. Il valore assoluto considera la differenza sia in aumento sia in diminuzione. Il massimo scostamento numerico è invece: misura assentita × percentuale applicabile ÷ 100.
Per le tolleranze costruttive disciplinate dall’articolo 34-bis conta il confronto con il titolo pertinente. Metri lineari, superfici e volumi non sono intercambiabili. Non arrotondare una percentuale superiore al limite per farla rientrare: vicino alla soglia, controlla quote originarie, precisione del rilievo e criteri di misurazione.
Procedura di calcolo in ordine
- Individua titolo, data e superficie utile assentita: ricostruisci il riferimento corretto e scegli il regime ordinario o quello relativo agli interventi entro il 24 maggio 2024.
- Calcola ogni differenza: misura il parametro, sottrai il valore assentito e rapporta la differenza a quest’ultimo, non alla misura rilevata.
- Verifica soglia e condizioni: confronta la percentuale senza compensare difformità diverse. Poi controlla i requisiti che il semplice calcolo non dimostra.
Esempio su 90 mq: perché il denominatore conta
Un’unità ha superficie utile assentita di 90 mq e un intervento entro il 24 maggio 2024. La fascia è il 5%. Se il rilievo della medesima superficie restituisce 91 mq:
- Misura assentita: 90 mq.
- Misura rilevata: 91 mq.
- Differenza assoluta: |91 − 90| = 1 mq.
- Scostamento: 1 ÷ 90 × 100 = 1,11%.
Il parametro rientra numericamente nel 5%. Dividere per 91 sarebbe sbagliato, perché la base è la misura assentita. L’esito non dimostra che tutto l’appartamento sia regolare: una veranda, un cambio d’uso o altre opere vanno valutati autonomamente.
Per distinguere i criteri di misurazione, approfondisci come si calcola la superficie netta di una casa
Domande frequenti su superficie utile e tolleranze costruttive
La scelta tra tolleranze costruttive del 2%, 3%, 4%, 5% e 6% dipende dai presupposti previsti dalla legge, non dalla percentuale più conveniente. Questi casi aiutano a evitare gli errori più comuni.
Per la superficie utile posso usare la visura catastale?
Non automaticamente. Per individuare le tolleranze costruttive applicabili si considera la superficie utile assentita con il titolo che ha abilitato l’intervento. Le indicazioni del MIT richiamano il Regolamento Edilizio Tipo per la superficie utile, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre. Superficie catastale e commerciale seguono criteri diversi: uno scostamento fra questi valori non prova una difformità edilizia.
Un frazionamento successivo aumenta la percentuale?
No: per scegliere la soglia del regime speciale il comma 1-ter impone di considerare la superficie assentita, senza sfruttare frazionamenti successivi. Dividere un’unità originaria di 120 mq in due appartamenti di 55 mq, ad esempio, non consente di applicare retroattivamente il 6% allo scostamento dell’intervento originario. Occorre ricostruire quale titolo e quale fase dei lavori si stanno verificando.
A 60 mq esatti vale il 5% o il 6%?
Vale il 5%, nel regime per gli interventi entro il 24 maggio 2024. Il 6% riguarda superfici utili inferiori a 60 mq. Analogamente, a 100 mq vale il 4%, a 300 mq il 3% e a 500 mq ancora il 3%; oltre 500 mq si passa al 2%.
Il limite si applica all’appartamento o a tutto il fabbricato?
I commi 1 e 1-bis si riferiscono ai parametri delle singole unità immobiliari. Non è corretto distribuire una difformità su tutta la superficie condominiale per abbassarne artificialmente l’incidenza. L’individuazione dell’unità e del titolo di riferimento deve essere coerente con l’intervento esaminato.
Posso sommare le percentuali di larghezza e lunghezza?
No. Come esempio geometrico, un quadrato di 10 × 10 m misura 100 mq. Aumentare entrambi i lati del 4% porta a 10,40 × 10,40 m, cioè 108,16 mq: la superficie cresce dell’8,16%. Due scostamenti lineari del 4% non dimostrano quindi che anche la superficie rientri nel 4%.
Una misura in meno compensa un’altra in più?
No. Ogni scostamento va esaminato per il parametro cui si riferisce. Un’altezza inferiore non compensa automaticamente una superficie eccedente. Se alcune difformità rientrano nelle tolleranze e altre no, il tecnico deve distinguere gli esiti e verificare come trattare quelle escluse.
Posso usare le tolleranze per ampliare un nuovo progetto?
No. Le tolleranze costruttive servono a qualificare scostamenti riscontrati rispetto a un titolo, non ad aggiungere una capacità edificatoria al progetto. I nuovi lavori devono rispettare la disciplina applicabile e il titolo necessario. La soglia del 6% non è un bonus di superficie per appartamenti piccoli.
Per i nuovi lavori a Roma consulta la guida ai titoli edilizi e fai individuare la procedura in base alle opere effettive.
Quali controlli restano oltre al calcolo percentuale
Tolleranze esecutive e immobili vincolati
Le tolleranze esecutive non si risolvono con una moltiplicazione. I commi 2 e 2-bis riguardano specifiche irregolarità, come diversa collocazione di opere interne e, per il periodo previsto, errori materiali di rappresentazione progettuale. Richiedono le condizioni di legge, inclusa l’assenza di pregiudizio per l’agibilità. Il regime riguarda immobili non tutelati ai sensi del D.Lgs. 42/2004. Per le tolleranze dimensionali vanno comunque verificati separatamente gli aspetti paesaggistici e gli eventuali atti richiesti.
Sicurezza sismica e diritti dei terzi
Una verifica della conformità urbanistica deve considerare anche gli adempimenti sismici del comma 3-bis, quando applicabili. Il tecnico verifica la classificazione della zona e la rilevanza dell’intervento; non basta presumere che ogni immobile di Roma sia esente. Possono servire attestazioni sulle norme tecniche vigenti all’epoca dei lavori e documenti per l’autorizzazione o i controlli regionali. Il comma 3-ter tutela inoltre i diritti dei terzi: la percentuale non autorizza sconfinamenti o limitazioni dei diritti altrui.
Le soglie del Lazio e le varianti storiche sono la stessa cosa?
No. Il 15% previsto per alcune fattispecie dall’articolo 17 della legge regionale Lazio 15/2008 riguarda la classificazione delle variazioni essenziali, non una tolleranza edilizia generale. Restare sotto quel valore non rende automaticamente lecita o sanabile un’opera.
Anche le varianti anteriori al 1977 disciplinate dall’articolo 34-ter seguono condizioni proprie. La data del fabbricato, da sola, non consente di qualificare ogni difformità come tolleranza.
Verifica delle tolleranze costruttive a Roma: da dove iniziare
Per capire se le tolleranze costruttive si applicano al tuo immobile, prepara l’indirizzo a Roma, la planimetria disponibile, gli estremi dei titoli edilizi e una descrizione delle differenze riscontrate. Indica anche lo scopo della verifica: vendita, acquisto o avvio di nuovi lavori.
Lo studio del Geom. Luigi Cireddu può valutare la documentazione e definire il percorso di controllo. L’obiettivo è ottenere un confronto documentato tra progetto e stato dei luoghi, con indicazione degli scostamenti e degli eventuali approfondimenti necessari. Richiedi un preventivo per verificare le tolleranze a Roma: il calcolo viene inquadrato nella situazione concreta dell’immobile.