Lavori in casa senza permessi: come sanare le opere (CILA/SCIA), costi, tempi e rischi a Roma
Hai avviato o finito dei lavori in casa senza permessi e ora ti stai chiedendo se hai fatto un pasticcio? Succede più spesso di quanto pensi. La parte importante è questa: si può regolarizzare in molti casi, ma non sempre. Dipende dal tipo di intervento, dai vincoli e dalla conformità urbanistica dell’immobile.
In questa guida trovi:
quando i lavori sono sanabili (e quando no);
che pratica serve (CILA tardiva/sanatoria, SCIA, accertamento di conformità);
costi e tempi indicativi a Roma + cosa fare per catasto e vendita.
Nota: articolo informativo. La sanabilità si decide solo dopo verifica tecnica e urbanistica sul singolo immobile (stato legittimo, vincoli, regolamenti locali).
In 30 secondi: cosa fare adesso
Se hai fatto lavori in casa senza permessi, vai in questo ordine:
Blocca nuove modifiche “a intuito” (più lavori fai, più aumenti rischio e costi).
Fai verificare lo stato legittimo: titolo edilizio, planimetrie, accesso atti.
Capisci se l’opera è interna non strutturale (CILA) o riguarda esterno/struttura (SCIA/altro).
Valuta vincoli (paesaggistico, storico, condominio, ecc.).
Regolarizza edilizia (CILA/SCIA/accertamento) e poi aggiorna il catasto (DOCFA) se necessario.
Se devi vendere o chiedere mutuo: metti in regola prima. Quasi sempre è la via più economica.
È sempre possibile sanare lavori in casa senza permessi?

No. La sanatoria non è un “paghi e passa”. In genere serve che l’intervento sia conforme alle regole urbanistiche (e spesso anche a quelle vigenti al momento della realizzazione, a seconda del procedimento).
Quando NON si può sanare (i casi più frequenti)
I lavori in casa senza permessi rischiano di essere insanabili quando ci sono:
Interventi in contrasto con strumenti urbanistici (es.: ampliamenti non ammessi, distanze non rispettate).
Aumenti di volume/superficie non consentiti.
Cambi di destinazione d’uso “non compatibili” (es.: trasformare accessori in abitazione senza requisiti).
Violazioni strutturali o interventi su portanti senza verifiche e progetto strutturale.
Vincoli (paesaggistico/storico) senza autorizzazioni necessarie.
Mancanza requisiti igienico-sanitari (aerazione/illuminazione, altezze, ecc.), che può bloccare la regolarizzazione.
Regola pratica: prima di parlare di “sanatoria”, devi sapere se l’opera può stare lì legalmente. Se non può, il Comune può chiedere ripristino.
Prima cosa da fare: verifica “stato legittimo” e accesso atti
Questa è la parte che molti saltano, ed è il motivo per cui poi “saltano” anche le pratiche.
Step operativi
Recupero titolo edilizio (licenza/concessione/permesso/SCIA/CILA precedenti).
Accesso atti in Comune (se manca documentazione).
Rilievo dello stato di fatto (misure + foto).
Confronto: stato legittimo vs stato attuale vs planimetria catastale.
Verifica vincoli e regolamenti applicabili.
Scelta della procedura corretta: CILA / SCIA / accertamento.
Perché è cruciale: senza questa verifica, rischi di presentare una pratica “sbagliata” e perdere tempo (e soldi).
CILA tardiva / CILA in sanatoria: quando basta per opere interne NON strutturali
Se i lavori in casa senza permessi riguardano opere interne e non tocchi strutture (travi, pilastri, muri portanti) di solito si rientra nel perimetro della CILA. La sanzione per omessa comunicazione è fissata a 1.000 €, ridotta se presenti spontaneamente mentre i lavori sono in corso (riduzione prevista dalla norma).
In pratica: che cosa copre la CILA
Esempi tipici:
spostamento o demolizione tramezzi non portanti;
rifacimento bagno/cucina con modifiche interne;
redistribuzione interna senza alterare struttura e prospetti.
Documenti tipici
Modulo CILA (su piattaforma telematica, se prevista dal Comune).
Relazione asseverata di tecnico abilitato.
Elaborati grafici: stato di fatto, progetto, raffronto.
Documenti del proprietario + titoli di proprietà/diritti.
Eventuale documentazione impianti, sicurezza, ecc. (dipende dal caso).
Sanzioni: cosa aspettarsi (senza promesse)
Base 1.000 €, con possibile riduzione se la presenti spontaneamente in corso d’opera € 333,00 (non dopo accertamento).
Nota importante: importi e modalità operative possono variare per regolamenti locali e procedure (verifica sul tuo Comune).
Tempi
In molti casi la CILA è efficace con il deposito (salvo controlli successivi).
Se devi vendere o regolarizzare in fretta, la differenza la fa avere documenti pronti (stato legittimo, elaborati corretti).
Roma: invio telematico SUET
A Roma l’invio delle pratiche edilizie avviene tramite Sportello Unico per l’Edilizia Telematico (SUET).
SCIA in sanatoria o accertamento di conformità: quando i lavori sono esterni o strutturali
Quando i lavori in casa senza permessi riguardano:
prospetti (finestre/porte esterne),
opere esterne (tettoie, muri, verande),
oppure parti strutturali,
di solito si esce dal mondo CILA e si entra in SCIA o in procedimenti più “pesanti”.
SCIA in sanatoria: che cos’è
La SCIA in sanatoria serve per regolarizzare interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla SCIA, pagando una sanzione amministrativa determinata secondo regole di legge (con minimi/massimi).
Le sanzioni citate comunemente per la SCIA ordinaria oscillano tra 516 € e 5.164 €, con determinazione legata all’aumento di valore dell’immobile (valutazioni e criteri dipendono dai casi).
Quando serve un tecnico strutturista
Se hai toccato:
muri portanti,
travi/pilastri,
solai,
di solito serve anche un ingegnere/tecnico strutturale (relazione, verifiche, eventuale deposito pratiche strutturali dove richiesto). Qui non conviene improvvisare: è il classico punto dove una sanatoria “semplice” diventa complessa.
Tempi e controlli
Molte SCIA a sanatoria o accertamento di conformità sono efficaci al deposito, ma il Comune può effettuare controlli e richieste integrative entro i termini previsti. Non ragionare “tanto è fatta”: ragiona “è protocollata, ora può essere verificata”.
Tabella rapida: CILA vs SCIA vs Accertamento di conformità
| Procedura | Quando si usa di solito | Esempi tipici | Professionisti | Sanzioni (indicative) | Nota “rischio” |
|---|---|---|---|---|---|
| CILA tardiva / in sanatoria | Opere interne non strutturali | Tramezzi, distribuzione interna, bagno/cucina | Geometra/Arch./Ing. | 1.000 € base, riducibile in corso d’opera se spontanea | Se tocchi portanti → non è CILA |
| SCIA in sanatoria | Opere più rilevanti / esterni / talvolta strutture | Prospetti, opere esterne, modifiche più “pesanti” | spesso anche strutturista | range e criteri di legge (min 516 € max 5.164 € per SCIA ordinaria) | Errori inquadramento = pratica respinta/integrata |
| Accertamento di conformità (art. 36) | Quando serve sanatoria “classica” con requisiti stringenti | Abusi che richiedono verifica piena | tecnico abilitato | contributi/sanzioni secondo caso | Richiede doppia conformità |
Nota aggiornata: sanatoria “semplificata” e novità recenti
Negli ultimi anni si parla molto di sanatoria semplificata (art. 36-bis) introdotta dal cosiddetto “Salva Casa”, con meccanismi diversi dalla sanatoria classica e possibili regolarizzazioni “condizionate” in certi casi. È un tema tecnico e va trattato sul caso concreto, ma vale la pena sapere che non tutto passa più dallo schema rigido dell’art. 36.

Catasto dopo la sanatoria: quando serve DOCFA e perché è decisivo per vendere
Dopo la regolarizzazione edilizia (CILA/SCIA/altro), spesso serve anche l’aggiornamento catastale.
Quando serve la variazione catastale (in pratica)
Quasi sempre serve se hai:
cambiato distribuzione interna (nuova planimetria),
modificato consistenza/vani,
cambiato destinazione d’uso catastale,
fatto opere che incidono su rendita/consistenza.
Entro quando?
L’Agenzia delle Entrate indica che la presentazione della dichiarazione catastale è fissata in 30 giorni dal momento in cui l’immobile è divenuto utilizzabile/abitabile a seguito delle modifiche (in pratica: dalla fine lavori/variazione).
Perché è cruciale in caso di vendita/mutuo
Se urbanistica e catasto non sono allineati:
il notaio può chiedere integrazioni,
la banca può bloccare la pratica,
rischi contestazioni post-vendita.
In pratica: regolarizza prima edilizia, poi catasto. Fare il contrario spesso crea confusione e non risolve.

Quanto costa sanare a Roma (costi tecnici + sanzioni + diritti)
Qui serve chiarezza: i costi dipendono dal caso, dal Municipio, dalla complessità e dai documenti da recuperare. Quindi ti do range realistici + voci di spesa.
Nota sui costi: importi e diritti comunali possono cambiare nel tempo; verifica sempre gli importi correnti sul portale/uffici del Comune ad esempio a Roma i diritti di istruttoria per una comunicazione inizio lavori asseverata CILA sono di € 291,24.
Tabella costi indicativi a Roma
| Voce di costo | CILA tardiva / sanatoria | SCIA in sanatoria |
|---|---|---|
| Onorario tecnico (range) | 800–1.200 € (semplice) | 900–2.500 € (dipende da complessità) |
| Sanzione amministrativa | 1.000 € base (riducibile in corso d’opera se spontanea) | min 516 € – max 5.164 € (SCIA ordinaria, secondo criteri) |
| Diritti/istruttoria | variabili per Comune/procedura | variabili per Comune/procedura |
| Eventuale strutturista | — | 800–2.000 € (se strutture) |
| DOCFA (catasto) | 400–900 € (se necessario) | 400–900 € (se necessario) |
Se trovi preventivi “troppo bassi”, spesso manca qualcosa: accesso atti, rilievi, elaborati completi, gestione integrazioni, catasto, ecc.
Errori comuni che fanno saltare la sanatoria
Se vuoi evitare grane, evita questi errori:
Presentare CILA quando in realtà serviva SCIA (o peggio).
Non fare accesso atti e basarsi su “mi pare che fosse così”.
Ignorare vincoli (paesaggistico/storico/condominiale).
Confondere planimetria catastale con stato legittimo (non sono la stessa cosa).
Elaborati grafici senza raffronto chiaro (Google premia contenuti, il Comune no: vuole precisione).
Tramezzi “presunti” non portanti: senza verifica rischi di aver toccato struttura.
Dichiarare superfici/finestre senza riferimenti al regolamento applicabile.
Non aggiornare catasto dopo la regolarizzazione.
Fare la sanatoria “solo per vendere” all’ultimo minuto (è quando costi e stress esplodono).
Usare modelli o procedure non aggiornate (soprattutto su portali telematici).
Come lavoriamo:
Un percorso serio per gestire lavori in casa senza permessi di solito è:
Sopralluogo + rilievo e raccolta documenti disponibili
Accesso atti e ricostruzione dello stato legittimo
Verifica sanabilità (vincoli, norme, requisiti)
Predisposizione pratica (CILA/SCIA/altro) e invio telematico dove previsto (a Roma via SUET)
Se necessario: DOCFA per aggiornamento catastale
Casi studio reali su lavori in casa senza permessi
Caso 1 — Appartamento 70 mq: spostamento cucina e tramezzi
Intervento: redistribuzione interna + nuova cucina
Problema: lavori iniziati senza comunicazione
Soluzione: verifica stato legittimo + CILA tardiva + elaborati di raffronto + DOCFA
Tempo tipico: 1–3 settimane per documenti e deposito
Caso 2 — Veranda/tettoia esterna
Intervento: opera esterna visibile
Problema: possibile impatto su prospetto/parametri e vincoli
Soluzione: inquadramento corretto + SCIA/accertamento (dipende) + eventuale integrazione documentale
Nota: qui la sanabilità è “delicata”: prima si verifica, poi si decide.
FAQ – domande comuni su lavori in casa senza permessi
Ho spostato un tramezzo senza permessi: posso sanare?
Sì, spesso si può, se il tramezzo non è portante e l’intervento rientra nelle opere interne non strutturali. Serve comunque verifica tecnica e confronto con lo stato legittimo: se tocchi anche solo in parte elementi strutturali, cambia la procedura.
Quanto costa una CILA in sanatoria a Roma?
Dipende da complessità e documenti da recuperare. In genere hai: onorario tecnico + diritti comunali + sanzione (base 1.000 €, riducibile in corso d’opera se spontanea).
Se ho toccato un muro portante, basta la CILA?
No. Se hai toccato portanti, di solito non è più CILA. Serve un inquadramento diverso (spesso SCIA) e quasi sempre una valutazione strutturale.
La SCIA in sanatoria è immediata o devo aspettare?
Spesso è efficace al deposito, ma il Comune può fare controlli e chiedere integrazioni. In pratica: “protocollata” non significa “blindata”.
Dopo la sanatoria devo aggiornare il catasto?
Se l’intervento ha modificato distribuzione, consistenza o planimetria, sì: va presentato DOCFA. Il termine indicato dall’Agenzia delle Entrate è 30 giorni dalla variazione/ultimazione che rende l’immobile utilizzabile.
Posso vendere casa con lavori non regolarizzati?
Tecnicamente puoi anche trovare chi compra, ma nella pratica rischi: blocco del mutuo, richieste del notaio, contestazioni. Di solito conviene regolarizzare prima.
Quali lavori interni non richiedono permessi?
Dipende dal Comune e dal tipo di intervento. In generale, piccole manutenzioni possono essere libere; ma appena sposti pareti, modifichi impianti in modo rilevante o cambi distribuzione, spesso serve almeno una comunicazione. Se hai dubbi, fai verificare: costa meno di una sanatoria gestita male.
Cosa rischio se il Comune fa un controllo?
Dipende dall’intervento: si va da sanzioni amministrative a richieste di integrazione, fino al ripristino nei casi non sanabili. La cosa peggiore è scoprire il problema “a vendita avviata”.
Scritto da: Luigi Cireddu
Geometra a Roma · Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma n. 10447
Mi occupo di pratiche edilizie, catasto, urbanistica e sicurezza nei cantieri. Condivido guide operative e soluzioni pratiche per aiutare privati e professionisti a gestire le pratiche in modo chiaro e senza perdite di tempo.