Menu Chiudi

Aprire centro estetico a Roma: scia per negozio estetista

Arrivato in questa pagina vuoi sapere come aprire un centro estetico a Roma, quale pratica serve per avviare l’attività di estetica, quanto tempo ci vuole per aprire il locale e sopratutto quanto costano le pratiche amministrative di avviamento al comune di Roma.

Quale autorizzazione serve per aprire un centro estetico a Roma?

scia estetista a roma
scia estetista a roma

Nel comune di Roma il suap lo sportello unico delle attività produttive e’ stato telematizzato. Tale ufficio e’ preposto alla ricezione di ogni nuova autorizzazione, subentro, trasferimento o modifica dell’attività commerciale. La pratica che si deve spedire online si chiama scia commerciale. La scia segnalazione certificata inizio attività permette l’apertura senza dover attendere tempi di attesa, infatti dal ricevimento del protocollo l’apertura avviene il giorno stesso. Il  suap ha tempo 160 giorni per poter controllare la documentazione allegata alla scia per apertura commerciale.

Notifica sanitaria allegata alla scia per aprire un centro estetico

Essendo un laboratorio viene richiesto come allegato obbligatorio la notifica sanitaria che sarà inviata all’asl di competenza. A tale notifica deve essere allegato l’elaborato grafico con gli arredi ed i rapporti aereo-illuminanti.

Emissioni in deroga alla provincia per estetista

Il centro estetico rientra tra le attività con obbligo di comunicazione alla provincia dell’emissioni in atmosfera. Tale pratica viene spedita telematicamente allegando la procura del titolare.

Quanto costa la scia commerciale per centro estetico a Roma?

La scia commerciale per un centro estetico a Roma ha dei costi fissi e dei costi variabili. I costi fissi comprendono i diritti di istruttoria comunale pari ad € 80,00 e quelli della notifica sanitaria pari ad € 50,00. Il costo variabile e’ la parcella dell’intermediario e tecnico che presenta la pratica completa di tutti gli allegati. Un tecnico a Roma può chiedere un’onorario dai 450,00€ ai 600,00€ per la scia commerciale completa.

Quali sono i requisiti per aprire un centro estetico a Roma?

Aprire un locale dedicato alla cura della persona (estetista) prevede che il titolare del negozio abbia i requisiti tecnico professionali (diploma professionale di estetista conseguito presso un’istituto a livello statale o regionale). Dopo avere aperto la posizione Iva, il diploma permette di registrare l’attività presso la Camera di Commercio locale, e successivamente di richiedere la licenza di apertura del centro estetico presso il Comune di Roma. Ora andiamo ad analizzare le dimensioni minime che occorrono per avviare un’attività di estetista o centro estetico a Roma.

Spazi interni e locali da adibire a centro estetico

Gli immobili in cui si esercitano le attività di estetica si compongono, dei seguenti spazi o locali destinati a:
esercizio dell’attività e attesa della clientela;

  • box doccia;
  • servizio igienico;
  •  ripostiglio;
  •  spogliatoio;
  •  eventuali corridoi e disimpegni.

Le dimensioni minime delle cabine per centro estetico

  • aprire un centro estetico a roma

    pareti di altezza non inferiore a 2 metri e aperte nella parte superiore;

  • uno spazio tra il soffitto e la cabina di almeno 50 centimetri che consenta aerazione e illuminazione naturale;
  • superficie minima calpestabile di 6 metri quadrati, al lordo degli arredi.

L’installazione di una cabina con box doccia è obbligatoria nel caso in cui nell’esercizio si effettuino
trattamenti al corpo manuali o con apparecchiature quali:

  • massaggi;
  • applicazioni di fanghi o di calore;
  • solarium integrale ad assetto orizzontale;
  • bagno turco;
  • bagno di vapore;
  • sauna.

In caso di locali o cabine che utilizzano lampade a raggi ultravioletti:

  • all’esterno un cartello ben visibile avvisa della presenza di sorgenti di radiazioni non
    ionizzanti;
  • cartelli ben visibili indicano avvertenze e controindicazioni alla esposizione alle radiazioni
    ultraviolette.

I locali dove vengono utilizzati gli apparecchi laser e a luce pulsata devono avere le caratteristiche strutturali minime di seguito riportate:

  1. il locale deve essere schermato dall’esterno per impedire la trasmissione delle emissioni, con
    chiusure di porte, oscuramento delle finestre e se viene utilizzata una cabina con apertura
    delle pareti nella parte alta, queste dovranno essere dotate di idonea chiusura, di tipo
    rimovibile, per essere riutilizzata ad altre prestazioni estetiche al momento della cessazione
    dell’uso delle apparecchiature laser e di luce pulsata;
  2. nel locale operativo non vi devono essere pareti ed oggetti riflettenti;
  3. la stanza in cui viene utilizzato il laser deve disporre di un sistema di segnalazione luminosa
    di pericolo di colore rosso posto all’esterno delle porte di accesso quando il laser è in
    funzione;
  4. nel caso di apparecchi di classe 3B e classe 4 deve essere installato un sistema interblocco
    in tutte le vie di accesso alla zona laser controllata, per impedire il transito delle persone
    quando il laser è in funzione;
  5. rimane comunque il rispetto di tutti gli altri adempimenti tecnici e operativi previsti dalle norme tecniche UNI–EN e norme CEI di riferimento.

La superficie minima calpestabile al lordo degli arredi è di 3 metri quadrati nelle cabine adibite a
trattamenti di:

  • manicure o pedicure estetico;
  • pulizia, trucco e altri trattamenti del viso;
  • solarium viso;
  • solarium integrale ad assetto verticale detto a doccia.

Gli immobili in cui si esercitano le attività di estetica sono forniti di:

  • acqua potabile;
  • impianto per la raccolta e lo smaltimento dei liquami conformi al regolamento edilizio;
  • attività intende allacciarsi devono essere in grado di sopportare il nuovo carico inquinante.

L’altezza dei locali doccia, servizio igienico, ripostiglio e spogliatoio ha le seguenti caratteristiche minime:

  • un’altezza media non inferiore a 2,40 metri;
  • nel caso di soffitti inclinati l’altezza minima non è inferiore a 2 metri;
  • nel caso di soffitti piani che presentino discontinuità di altezze, l’altezza minima non è
    inferiore a 2,20 metri.