Quanto costa una pratica edilizia?

Molti clienti ci chiedono: “quanto costa una pratica edilizia?”. La verità è che non esiste un prezzo unico, perché il costo varia in base al tipo di pratica (CILA, SCIA, Permesso di Costruire, sanatoria), alla complessità dell’intervento e alle richieste del Comune (diritti, bolli, eventuali oneri). In questa guida trovi una panoramica chiara delle pratiche edilizie più comuni e di come un tecnico stima la parcella e le spese accessorie.
Nota importante: i valori indicati sono orientativi. Ogni immobile fa storia a sé e solo un professionista, dopo aver visto documenti e stato dei luoghi, può fornire un preventivo attendibile.
Stimare il prezzo di una pratica edilizia
Una domanda che sentiamo spesso è: “come si stima il costo di una pratica edilizia?”
Dare un prezzo “secco” non è semplice, perché entrano in gioco più variabili. Le principali sono:
Tariffe libere: i minimi tariffari sono stati aboliti, quindi ogni professionista applica il proprio compenso in base a esperienza, responsabilità e tempo richiesto.
Costi del Comune diversi: diritti di istruttoria, bolli e contributi cambiano da Comune a Comune (e a volte anche in base al tipo di intervento).
Caratteristiche dell’immobile: metratura, stato di fatto, presenza di difformità, quantità di elaborati e documenti da predisporre. Anche a parità di pratica (es. CILA), due immobili possono richiedere tempi molto diversi.
Detto questo, proviamo comunque a dare dei costi medi indicativi per le pratiche più comuni. Considera però una cosa fondamentale: alla parcella del tecnico vanno sempre aggiunti i diritti e i bolli richiesti dall’amministrazione comunale.
Consiglio pratico (anti-sorprese): quando chiedi un preventivo, fatti mettere nero su bianco:
compenso professionale (cosa include e cosa esclude)
spese vive (bolli, diritti, visure, diritti SUAP/SUE, ecc.)
eventuali extra (urgenze, integrazioni, sanatorie, vincoli, strutture)
Quali sono le pratiche edilizie più comuni?
Se ti stai chiedendo “quali sono le pratiche edilizie più comuni” o “quanto costa una pratica edilizia”, prima di parlare di prezzi serve capire quale procedura serve davvero. In Italia, infatti, il titolo edilizio cambia in base al tipo di intervento: una manutenzione straordinaria “leggera” non segue lo stesso iter di una ristrutturazione con opere strutturali o di una nuova costruzione.
Nelle prossime righe trovi le pratiche più frequenti (come CILA, SCIA e Permesso di Costruire) e a cosa servono, così puoi orientarti subito e capire quale pratica potrebbe riguardare il tuo caso.
Le pratiche edilizie più comuni (e quando servono davvero)
Quando un cliente chiede “quanto costa una pratica edilizia?”, la prima risposta corretta è: dipende da quale pratica serve. In edilizia infatti esistono titoli diversi in base al tipo di lavoro: manutenzione straordinaria, ristrutturazione, opere strutturali, ampliamenti o nuove costruzioni.
Qui sotto trovi le pratiche più frequenti, spiegate in modo semplice.
Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA)
La Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA) è fondamentale per interventi di manutenzione straordinaria che non modificano la volumetria degli edifici né la loro destinazione d’uso. Questa pratica edilizia garantisce che i lavori siano conformi alle normative vigenti.
Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA)
La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) è necessaria per lavori più complessi, come le ristrutturazioni che comportano modifiche strutturali. La SCIA è cruciale per assicurare che le modifiche siano autorizzate e rispettino le norme di sicurezza.
Permesso di Costruire
Il Permesso di Costruire è indispensabile per nuove costruzioni, ampliamenti o interventi che alterano significativamente l’edificio esistente. Questo permesso assicura che le nuove costruzioni siano conformi alle regolamentazioni urbanistiche e ambientali.
Segnalazione Certificata di Agibilità (SCAG)
La Segnalazione Certificata di Agibilità attesta che l’immobile è conforme alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza. Questo certificato è essenziale per garantire che l’edificio sia sicuro e abitabile.
Attestato di Prestazione Energetica (APE)
L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) è un documento obbligatorio che descrive le caratteristiche energetiche di un edificio. Questo attestato è importante per valutare l’efficienza energetica dell’immobile e per identificare possibili interventi di miglioramento.
Redazione Capitolato d’Appalto
La redazione del Capitolato d’Appalto definisce i dettagli tecnici e contrattuali dei lavori da eseguire. Questo documento è cruciale per delineare chiaramente le responsabilità delle parti coinvolte e per garantire la qualità dei lavori.
Computo Metrico Estimativo (CME)
Il Computo Metrico Estimativo serve a calcolare i costi dei materiali e delle lavorazioni necessarie. Questo documento è fondamentale per una corretta pianificazione economica dei lavori edilizi.
Perizia Estimativa
La Perizia Estimativa è una valutazione tecnica del valore di un immobile. È utile per determinare il valore di mercato dell’immobile e per prendere decisioni informate in caso di compravendita o ristrutturazione.
Sanatoria Edilizia/Condono
La Sanatoria Edilizia è necessaria per regolarizzare interventi eseguiti senza autorizzazioni. Questa pratica è importante per mettere in regola le costruzioni e prevenire eventuali sanzioni.
Consulenza Tecnica di Parte (CTP)
La Consulenza Tecnica di Parte (CTP) è una consulenza fornita da un professionista in caso di contenziosi. È fondamentale per ottenere una valutazione tecnica imparziale e per supportare la propria posizione in sede legale.
Capire “quanto costa una pratica edilizia” e conoscere le pratiche edilizie più comuni è essenziale per garantire che i lavori siano eseguiti in conformità con le normative vigenti e per assicurare la qualità e la sicurezza degli interventi.
Quanto costa una pratica edilizia mediamente?
Se la domanda è “quanto costa una pratica edilizia in media?”, la risposta corretta è: dipende dal tipo di titolo (CILA, SCIA, Permesso di Costruire) e da variabili come Comune, complessità dell’intervento, metratura e documentazione necessaria.
I prezzi che trovi qui sotto sono indicativi, basati su esperienza sul campo e su confronti di mercato: servono per farsi un’idea, non per sostituire un preventivo.
Costi medi indicativi delle pratiche edilizie più comuni
CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata): circa 900 €
SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): circa 1.500 €
Permesso di Costruire: 1.900 – 3.300 €
Segnalazione/Certificazione di Agibilità: circa 600 €
APE (Attestato di Prestazione Energetica): circa 180 €
Sanatoria edilizia / regolarizzazione: da 500 € (a cui spesso si aggiungono sanzioni e oneri, in base al caso)
Documenti/servizi tecnici che spesso si aggiungono (e incidono sul totale)
Capitolato d’appalto: circa 350 €
Computo metrico estimativo: circa 500 €
Perizia estimativa: circa 450 €
CTP (Consulenza Tecnica di Parte): da 200 € (può salire molto se il contenzioso è complesso)
Nota pratica: ai compensi del tecnico vanno quasi sempre aggiunti diritti di istruttoria, bolli, eventuali oneri richiesti dal Comune. Queste voci cambiano da Comune a Comune e possono spostare parecchio il totale.
Direzione Lavori: perché non ha un “prezzo medio” fisso
Ci sono prestazioni collegate che non hanno senso stimare “a forfait”, ad esempio la Direzione Lavori.
In genere si calcola in percentuale sull’importo dei lavori e, mediamente, si colloca tra il 4% e il 7% (variabile per complessità, durata del cantiere e responsabilità).
Quanto costa una pratica catastale
Oltre alla pratica edilizia, molto spesso serve anche una pratica catastale: succede quando i lavori modificano la planimetria, la distribuzione interna, il numero di unità o quando si realizza una nuova costruzione. In parole semplici: finisci i lavori al Comune e poi “allinei” il Catasto con lo stato reale dell’immobile.
Di seguito trovi costi medi indicativi delle pratiche catastali più comuni:
Variazione catastale (DOCFA) (frazionamento, fusione, diversa distribuzione spazi interni, aggiornamento planimetria): da 350 €
Accatastamento nuova costruzione (DOCFA): da 300 €
Istanza catastale (richieste/correzioni/consultazioni specifiche): da 200 €
Voltura catastale (passaggio intestazione, successione, compravendita, ecc.): da 200 €
Nota pratica (anti-fraintendimenti): il costo può aumentare se servono più planimetrie, più unità immobiliari, elaborati planimetrici, o se ci sono incongruenze da sistemare (dati, subalterni, intestazioni).
Leggi anche il nostro articolo di approfondimento sulla variazione catastale senza pratica edilizia.
Cosa è compreso nel prezzo della pratica edilizia

Quando si parla di prezzo della pratica edilizia, in genere si intende il lavoro completo necessario per predisporre e presentare la pratica al Comune: quindi tutta la documentazione indispensabile per protocollare correttamente una comunicazione o un’istanza (CILA, SCIA, Permesso di Costruire, ecc.).
Il costo non riguarda solo “compilare un modulo”: include tempo tecnico, competenze e soprattutto la responsabilità civile e penale del professionista che firma e assevera la pratica.
Di norma, nel prezzo sono compresi:
Sopralluogo, rilievo e restituzione grafica dello stato di fatto dell’immobile
Compilazione della modulistica e predisposizione degli allegati richiesti dal Comune
Relazioni tecniche e asseverazioni a corredo della pratica (in base al tipo di intervento)
Cosa non è compreso nel costo della pratica edilizia
Quando chiedi quanto costa una pratica edilizia, è fondamentale capire anche cosa resta fuori dal prezzo base. Facciamo un esempio pratico: una CILA (dove spesso è necessaria anche una progettazione minima) di solito non include automaticamente servizi “extra” come:
Più soluzioni progettuali (varianti alternative, layout diversi, opzioni di distribuzione)
Render, viste 3D e simulazioni (anche solo per finiture o arredi)
Dettagli esecutivi e disegni costruttivi approfonditi (particolari di posa, nodi, sezioni di dettaglio)
È normale: se chiedi più proposte, elaborati grafici avanzati o supporto sull’arredo, aumentano ore di lavoro e responsabilità, quindi sale anche il preventivo. Inoltre la metratura incide: una casa più grande = più rilievo, più tavole, più tempo, quindi costo diverso.
Opere strutturali: costi e pratiche “a parte”
Se l’intervento coinvolge strutture portanti o cemento armato, il costo cresce perché servono:
progetto strutturale e calcoli,
elaborati specifici,
e spesso la pratica/depósito presso gli enti competenti (es. Genio Civile, secondo normativa regionale e tipologia di opere).
Vincoli: paesaggistica, idrogeologico, Soprintendenza
Nei prezzi medi indicati non sono comprese le pratiche e i pareri richiesti in aree vincolate, ad esempio:
vincolo paesaggistico
rischio idrogeologico
Soprintendenza / beni culturali
Queste autorizzazioni possono incidere sia sui costi sia sui tempi, quindi vanno preventivate separatamente.
Le tasse sulla fattura del Geometra per una pratica edilizia
Quando ti chiedi “quanto costa davvero una pratica edilizia”, non fermarti all’onorario: in fattura ci sono quasi sempre contributo previdenziale e (se il professionista non è in forfettario) IVA.
Cosa trovi di solito in fattura
Contributo integrativo Cassa Geometri (CIPAG): 5% (voce esposta in fattura).
IVA: 22% (sulle prestazioni professionali dei tecnici, anche se i lavori edili possono avere IVA diversa).
Nota secca: l’IVA agevolata dei lavori (es. 10% in molte ristrutturazioni) non si “trascina” sulle parcelle dei tecnici: le prestazioni professionali restano normalmente al 22%.
Esempio pratico (onorario 1.000 €)
Regime ordinario (con IVA)
Onorario: 1.000,00 €
Cassa Geometri 5%: 50,00 €
Imponibile IVA: 1.050,00 €
IVA 22% su 1.050,00: 231,00 €
Totale fattura: 1.281,00 €
Regime forfettario (senza IVA)
Onorario: 1.000,00 €
Cassa Geometri 5%: 50,00 €
Totale fattura: 1.050,00 € (niente IVA)
Dettaglio utile: col forfettario in genere non si applica IVA e normalmente non si subisce ritenuta d’acconto.
Spese accessorie della pratica edilizia (oltre alla parcella)
Oltre al compenso del tecnico, ci sono costi “esterni” che in molti casi paghi comunque:
Diritti di istruttoria / diritti di segreteria (SUE/SUAP): variano da Comune a Comune
Marche da bollo (quando richieste)
Oneri concessori e contributo di costruzione: soprattutto su SCIA, Permesso di Costruire, cambi di destinazione d’uso
Queste voci si trovano di solito sul sito del Comune (sezione SUE/SUAP, modulistica e tariffe). Il punto pratico è questo: chiedi sempre un preventivo “a voci”, separando parcella e spese comunali, così eviti sorprese.
Nota importante sulle pratiche catastali (aggiornamento costi)
Se alla fine dei lavori serve un DOCFA (variazione/accatastamento), dal 1° gennaio 2025 il tributo catastale è 70,00 € per ogni Unità Immobiliare Urbana (UIU) oggetto di dichiarazione.
La sanzione della pratica edilizia “a sanatoria” (CILA/SCIA tardiva)
Quando presenti una pratica a sanatoria (cioè dopo l’avvio dei lavori o addirittura a lavori finiti), oltre alla parcella del tecnico devi mettere in conto anche una sanzione amministrativa. Tradotto: ai prezzi “medi” vanno aggiunti importi extra, e spesso non sono piccoli.
CILA tardiva (o “CILA in sanatoria”)
Se i lavori erano soggetti a CILA e non l’hai presentata in tempo, la sanzione prevista dal Testo Unico Edilizia è:
1.000 € se la CILA viene presentata dopo l’esecuzione dei lavori CILA in sanatoria
ridotta di 2/3 (quindi circa 333,33 €) se la presenti spontaneamente mentre i lavori sono ancora in corso
In pratica: se ti muovi prima che i lavori finiscano, di solito risparmi parecchio sulla sanzione.
SCIA in sanatoria
Qui bisogna essere chiari: non esiste una “multa fissa” valida sempre.
Per gli interventi eseguiti senza SCIA (o in difformità, e quindi in SCIA in sanatoria), la sanzione è legata all’aumento del valore venale dell’immobile e viene calcolata dal Comune/uffici competenti. Negli aggiornamenti più recenti la sanzione per molte fattispecie è stata inasprita: è passata dal doppio al triplo dell’aumento del valore venale, con minimo 1.032 €.
In più:
se ci sono vincoli (beni culturali/paesaggistici ecc.), il Testo Unico prevede anche scenari con ripristino e/o una sanzione in un range (non una cifra unica).
Chi paga e cosa va aggiunto
Le sanzioni amministrative le paga sempre il committente (poi, se le anticipa il tecnico, è solo una questione di accordi e rimborsi).
Oltre alla sanzione, spesso restano da pagare anche diritti di segreteria/istruttoria, bolli e, se dovuti, oneri/contributo di costruzione.
Scritto da: Luigi Cireddu
Geometra a Roma · Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma n. 10447
Mi occupo di pratiche edilizie, catasto, urbanistica e sicurezza nei cantieri. Condivido guide operative e soluzioni pratiche per aiutare privati e professionisti a gestire le pratiche in modo chiaro e senza perdite di tempo.