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Laboratorio artigianale Roma: quando serve la SCIA e quali adempimenti restano

Laboratorio artigianale Roma
Laboratorio artigianale Roma

Vuoi aprire un laboratorio artigianale a Roma e non sai se devi presentare una SCIA al SUAP?

La risposta oggi richiede una distinzione importante.

Per numerose attività di impresa artigiana comprese nelle Tabelle B.I e B.II del D.Lgs. 222/2016, l’avvio, la variazione, la sospensione, il subingresso e la cessazione non sono più soggetti, per il solo accesso all’attività artigiana, a titolo abilitativo, SCIA o comunicazione.

Restano però pienamente applicabili tutti gli eventuali adempimenti di settore: requisiti professionali, igiene alimentare, sicurezza, ambiente, emissioni, scarichi, rumore, prevenzione incendi e disciplina urbanistico-edilizia del locale. È esattamente la distinzione introdotta dall’art. 12 del D.L. 19/2024, che ha inserito l’art. 4-bis nel D.Lgs. 222/2016.

Roma Capitale conferma inoltre che, per i laboratori artigianali situati nella Città Storica, resta fermo lo specifico regime previsto dalla D.A.C. 109/2023, che richiede la SCIA per l’avvio e l’esercizio delle attività artigianali interessate.

Risposta rapida: non esiste più la regola “laboratorio artigianale = sempre SCIA”. Prima bisogna individuare l’attività esatta, verificare se rientra nelle Tabelle B.I/B.II, controllare dove si trova il locale e stabilire quali adempimenti di settore sono necessari. Nella Città Storica di Roma resta inoltre una specifica disciplina comunale.

Roma Capitale – Laboratori in forma artigianale e non

Cosa è cambiato per le attività artigianali

L’art. 4-bis del D.Lgs. 222/2016 stabilisce che le attività artigiane indicate nelle Tabelle B.I e B.II non richiedono un titolo abilitativo, una segnalazione o una comunicazione per il semplice avvio dell’attività artigiana.

La semplificazione riguarda:

  • avvio;
  • variazione;
  • sospensione;
  • subingresso;
  • cessazione.

La stessa disposizione precisa però che restano fermi i regimi amministrativi previsti dalle normative di settore, gli adempimenti della Legge quadro sull’artigianato e quelli derivanti dalla normativa europea.

Questo passaggio è fondamentale.

Significa che un’attività può essere liberalizzata sotto il profilo dell’accesso all’impresa artigiana ma avere comunque bisogno, ad esempio, di una pratica sanitaria o ambientale.

scia laboratori
Laboratorio artigianale e non a Roma

Quali attività artigiane sono interessate

Le Tabelle B.I e B.II allegate alla normativa contengono numerose attività artigianali.

Tra gli esempi presenti nelle tabelle figurano attività di fabbricazione, riparazione e lavorazione artigianale quali biciclette, calzature e ceramica, oltre a numerose altre professioni e lavorazioni.

Non conviene però stabilire il regime amministrativo partendo soltanto dal nome comunemente utilizzato per l’attività.

Bisogna confrontare:

attività effettivamente svolta → descrizione normativa → codice ATECO → eventuali lavorazioni accessorie → attrezzature utilizzate → normative di settore.

Una stessa definizione commerciale può infatti comprendere lavorazioni amministrativamente molto differenti.

Tabella rapida: quando può servire ancora una pratica

SituazioneRegime da verificare
Attività artigiana compresa nelle Tabelle B.I/B.II, senza ulteriori adempimentinessuna SCIA per il solo accesso all’attività
Laboratorio artigianale nella Città Storica di RomaSCIA secondo la disciplina capitolina
Laboratorio alimentareregistrazione/notifica sanitaria e altri adempimenti applicabili
Attività con emissioni in atmosferaautorizzazione/comunicazione ambientale o AUA, se dovuta
Attività con scarichi produttiviautorizzazione o AUA, se dovuta
Attività rumorosaverifica acustica e relativo regime
Attività soggetta ai Vigili del Fuocoprocedimento di prevenzione incendi
Professione artigiana regolamentatarequisiti professionali specifici
Laboratorio non qualificabile come impresa artigiana liberalizzataprocedimento SUAP da individuare

La stessa informativa di Roma Capitale precisa che, in funzione delle caratteristiche dell’attività e delle attrezzature utilizzate, devono essere verificati gli eventuali regimi ambientali, sanitari e di sicurezza e presentate al SUAP le pratiche specificamente richieste.

Laboratorio nella Città Storica di Roma: attenzione

La localizzazione del locale è determinante.

Roma Capitale ha espressamente chiarito che la semplificazione nazionale non elimina lo specifico regime previsto dall’art. 4 del Regolamento per l’esercizio delle attività commerciali e artigianali nella Città Storica – D.A.C. 109/2023.

Per i laboratori artigianali interessati dalla disciplina comunale resta previsto l’obbligo della SCIA quale titolo legittimante l’attività.

Prima di affittare un locale nel Centro di Roma è quindi opportuno controllare:

indirizzo → ambito della Città Storica → tipologia artigianale → eventuali limitazioni specifiche → attività alimentare/non alimentare.

La disciplina della Città Storica contiene infatti anche regole particolari per determinate attività commerciali e artigianali.

Laboratorio alimentare artigianale

Un laboratorio che produce o trasforma alimenti richiede una verifica completamente diversa rispetto a una sartoria o a un laboratorio di ceramica.

Possono rientrare, ad esempio:

  • pasticceria;
  • gelateria;
  • gastronomia;
  • rosticceria;
  • pasta fresca;
  • panificazione;
  • pizzeria da asporto;
  • produzione di prodotti da forno;
  • preparazioni alimentari.

Gli operatori del settore alimentare devono rispettare il Regolamento (CE) n. 852/2004 e garantire il rispetto delle condizioni igieniche in tutte le fasi di produzione, lavorazione, trasformazione, confezionamento e distribuzione. Il Ministero della Salute conferma inoltre l’obbligo di registrazione degli stabilimenti posti sotto il controllo dell’operatore alimentare.

Ministero della Salute – Igiene generale degli alimenti

Requisiti del locale per un laboratorio alimentare

Per un laboratorio alimentare non è sufficiente possedere un locale catastalmente identificato come laboratorio.

Devono essere valutate anche le caratteristiche reali degli ambienti e del ciclo di lavorazione.

La disciplina regionale relativa ai locali nei quali vengono preparati, lavorati o trasformati alimenti richiama requisiti riguardanti, tra gli altri aspetti:

  • superfici;
  • pareti e pavimenti lavabili;
  • protezione da insetti e roditori;
  • lavelli;
  • smaltimento dei rifiuti;
  • superfici di lavoro;
  • conservazione degli alimenti;
  • disponibilità di acqua;
  • evacuazione di fumi e vapori quando necessaria.

La configurazione deve essere verificata sulla specifica attività, perché una pasticceria con cottura ha esigenze differenti da un piccolo laboratorio di confezionamento a freddo.

HACCP e autocontrollo

L’operatore alimentare è responsabile della sicurezza degli alimenti prodotti.

Il Ministero della Salute richiama l’obbligo di garantire che tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione rispettino i requisiti igienici e di organizzare il sistema di autocontrollo sulla base dei principi HACCP.

Questo adempimento non deve essere confuso con la pratica urbanistica o con la SCIA commerciale.

Sono piani distinti:

locale conforme → procedimento SUAP/sanitario → organizzazione HACCP → gestione dell’attività.

Laboratorio alimentare e consumo sul posto

Un laboratorio artigianale alimentare non deve essere automaticamente confuso con un ristorante o un bar.

Nella Città Storica, il regolamento capitolino stabilisce specifiche condizioni per il consumo sul posto dei prodotti dell’artigianato alimentare.

Quando consentito, la superficie destinata al consumo sul posto non può superare il 25% della superficie interna calpestabile dell’esercizio e comunque 50 m², mantenendo il carattere prevalente dell’attività di laboratorio e senza servizio assistito di somministrazione.

Quindi:

produzione artigianale + consumo sul posto

non equivale automaticamente a:

somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

Se il modello di attività prevede un vero servizio al tavolo, bisogna verificare la diversa disciplina della somministrazione.

Aprire un ristorante a Roma: requisiti e SCIA

Laboratorio non alimentare

Per i laboratori non alimentari il controllo dipende principalmente dalla lavorazione effettivamente svolta.

Possono rientrare attività come:

  • sartoria;
  • calzolaio;
  • laboratorio di ceramica;
  • falegnameria;
  • riparazioni;
  • lavorazioni artigianali;
  • attività manifatturiere di piccole dimensioni.

La presenza di macchinari, colle, solventi, vernici, forni, compressori o altre apparecchiature può però determinare adempimenti che non esisterebbero in un laboratorio più semplice.

Non bisogna quindi classificare un laboratorio come “non alimentare” e concludere automaticamente che non serva altro.

Rumore e impatto acustico

Non è corretto affermare che tutti i laboratori debbano necessariamente allegare una relazione di impatto acustico.

Il problema deve essere valutato in funzione:

  • delle lavorazioni;
  • dei macchinari;
  • degli impianti;
  • degli orari;
  • della vicinanza alle abitazioni;
  • delle caratteristiche dell’edificio.

Quando l’attività produce emissioni sonore rilevanti possono essere necessari gli adempimenti previsti dalla normativa acustica.

Roma Capitale include infatti tra i titoli ambientali gestibili attraverso l’Autorizzazione Unica Ambientale – AUA anche il nulla osta relativo alle emissioni sonore.

Emissioni in atmosfera

Anche le emissioni devono essere valutate sulla lavorazione concreta.

Possono essere rilevanti, ad esempio, attività che utilizzano:

  • vernici;
  • solventi;
  • forni;
  • impianti di combustione;
  • aspirazioni;
  • processi produttivi che generano fumi, vapori o polveri.

Quando la normativa lo prevede può essere necessaria:

  • autorizzazione ordinaria;
  • autorizzazione generale;
  • oppure AUA.

Roma Capitale conferma che l’AUA può comprendere anche le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera e le autorizzazioni generali previste dalla disciplina ambientale.

Roma Capitale – Autorizzazione Unica Ambientale (AUA)

Scarichi del laboratorio

Anche lo scarico di acque reflue può richiedere una verifica.

Non tutte le acque prodotte da un’attività artigianale sono necessariamente assimilabili alle normali acque domestiche.

A seconda della lavorazione può essere necessario verificare:

  • tipologia dello scarico;
  • rete utilizzata;
  • caratteristiche delle acque;
  • eventuale trattamento;
  • autorizzazione allo scarico;
  • inserimento del titolo nell’AUA.

L’AUA comprende infatti, tra i procedimenti coordinabili, anche le autorizzazioni agli scarichi.

Prevenzione incendi

La liberalizzazione dell’attività artigiana non elimina eventuali obblighi dei Vigili del Fuoco.

Bisogna verificare il D.P.R. 151/2011 quando, ad esempio, il laboratorio presenta:

  • particolari quantitativi di materiali;
  • depositi;
  • impianti termici oltre soglia;
  • lavorazioni soggette;
  • caratteristiche dimensionali o produttive rilevanti.

Quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa, la pratica antincendio è autonoma rispetto alla SCIA commerciale.

SCIA antincendio Roma: categorie e procedura VVF

Serve un responsabile tecnico?

Dipende dall’attività.

La liberalizzazione prevista per numerose attività artigiane non elimina i requisiti professionali imposti dalle normative di settore.

Roma Capitale precisa che, quando l’attività richiede specifici requisiti professionali e il titolare non li possiede, può essere necessaria la nomina di un responsabile tecnico secondo la disciplina applicabile.

Questo può assumere rilievo, ad esempio, per alcune attività regolamentate.

Non deve quindi essere utilizzata una lista generica di diplomi valida per qualsiasi laboratorio.

Prima bisogna identificare la professione e la sua specifica normativa.

Il locale deve essere urbanisticamente conforme

La semplificazione amministrativa dell’attività artigiana non sana un locale urbanisticamente irregolare.

Prima di avviare l’attività è opportuno verificare:

  • stato legittimo;
  • destinazione d’uso;
  • distribuzione interna;
  • eventuali precedenti lavori;
  • requisiti igienico-sanitari;
  • Catasto;
  • eventuale agibilità;
  • compatibilità con le lavorazioni previste.

Una categoria catastale apparentemente compatibile non costituisce da sola prova della regolarità urbanistica.

Per questo controllo:

Conformità urbanistica e catastale a Roma

Se i precedenti edilizi non sono disponibili:

Accesso agli atti edilizi a Roma

Prima di affittare il locale: cosa controllare

Prima di sottoscrivere un contratto di locazione per un laboratorio è opportuno verificare contemporaneamente:

attività prevista → zona → titolo edilizio → destinazione del locale → lavorazioni → macchinari → sanità → ambiente → acustica → antincendio.

Questa verifica è molto più importante della semplice compilazione del SUAP.

Un locale apparentemente adatto può infatti richiedere costosi adeguamenti per aspirazione, scarichi, insonorizzazione, impianti o distribuzione interna.

Quando si presenta la SCIA al SUAP

Quando la specifica attività o la normativa locale/settoriale richiede una SCIA, la presentazione avviene telematicamente attraverso il SUAP di Roma Capitale.

La scheda comunale dedicata ai laboratori rimanda espressamente allo Sportello delle Imprese per la presentazione telematica delle pratiche e per l’individuazione della documentazione necessaria.

Roma Capitale – SUAP

Per la guida completa alla trasmissione digitale:

SCIA commerciale telematica Roma: invio online al SUAP

Quanto costa la SCIA per laboratorio artigianale

Dopo la liberalizzazione non bisogna attribuire automaticamente un costo SCIA a qualsiasi nuova attività artigiana.

Quando però la SCIA di Laboratorio Artigianale è effettivamente richiesta dal procedimento applicabile, il tariffario di Roma Capitale prevede:

ProcedimentoDiritti comunali
SCIA Laboratorio Artigianale€92,80
SCIA subingresso laboratorio alimentare/non alimentare€92,80
Comunicazione subingresso laboratorio non alimentare€81,20
Comunicazione cessazione/variazione€18,60

Le tariffe risultano dal tariffario capitolino vigente.

Questo significa che €92,80 non è il costo universale per aprire qualsiasi impresa artigiana: è il diritto amministrativo relativo alla specifica SCIA quando quella SCIA deve essere presentata.

Per un approfondimento sui costi delle pratiche commerciali:

Costo SCIA commerciale Roma: diritti e spese SUAP

Quando può iniziare l’attività

Quando il procedimento è effettivamente assoggettato a SCIA e tutti i requisiti sono presenti, si applica il regime proprio della Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

Roma Capitale indica, per i procedimenti di laboratorio ancora soggetti a SCIA, l’efficacia dalla presentazione secondo le condizioni previste dal procedimento, fermo restando il potere di controllo dell’Amministrazione.

Non bisogna però utilizzare questa regola quando servono autorizzazioni preventive.

Se, ad esempio, l’attività necessita prima di un titolo ambientale, di un’autorizzazione specifica o di altro atto di assenso, deve essere verificato il regime corretto prima di programmare l’apertura.

Iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane

La semplificazione amministrativa non elimina gli adempimenti relativi alla qualificazione dell’impresa come artigiana.

L’art. 4-bis del D.Lgs. 222/2016 mantiene espressamente fermi gli obblighi previsti dalla normativa sull’artigianato.

Deve quindi essere verificata anche la posizione presso la Camera di Commercio e l’Albo delle Imprese Artigiane quando ricorrono i relativi presupposti.

La qualifica di impresa artigiana non dipende soltanto dall’avere un laboratorio fisico.

Laboratorio artigianale e vendita dei prodotti

La produzione artigianale e la vendita al dettaglio non sono sempre la stessa attività amministrativa.

Prima di aprire deve essere verificato se il laboratorio:

  • produce soltanto;
  • vende esclusivamente prodotti propri;
  • vende anche prodotti acquistati da terzi;
  • effettua commercio separatamente dalla produzione;
  • consente consumo sul posto;
  • effettua somministrazione.

L’aggiunta di una vera attività commerciale può comportare adempimenti ulteriori rispetto all’attività artigiana.

Per il quadro generale:

SCIA commerciale SUAP Roma: procedure e requisiti

Esempio: laboratorio di sartoria

Una sartoria compresa tra le attività artigiane liberalizzate può non richiedere una SCIA generica per il solo avvio dell’impresa artigiana.

Prima dell’apertura devono comunque essere verificati:

  • locale;
  • eventuale disciplina della Città Storica;
  • impianti;
  • macchinari;
  • sicurezza;
  • eventuale esposizione e vendita.

Se non sono presenti ulteriori regimi di settore, la procedura può risultare molto più semplice rispetto a quella di un laboratorio alimentare.

Esempio: pasticceria artigianale

Una pasticceria richiede invece di coordinare più aspetti:

attività artigiana + locale + registrazione sanitaria + requisiti igienici + ciclo produttivo + cottura + aspirazione + eventuale consumo sul posto + eventuale disciplina della Città Storica.

Per questo la semplice liberalizzazione dell’accesso all’impresa artigiana non elimina la necessità delle altre verifiche.

Esempio: laboratorio con vernici e solventi

Un laboratorio che utilizza vernici, solventi o prodotti che generano emissioni deve essere analizzato sotto il profilo ambientale.

Può essere necessario verificare:

  • emissioni in atmosfera;
  • rifiuti;
  • scarichi;
  • rumore;
  • AUA;
  • sicurezza dei lavoratori.

L’AUA è stata introdotta proprio per coordinare diversi titoli ambientali necessari alle attività produttive.

Errori da evitare

Presentare automaticamente una SCIA per qualsiasi artigiano

Dal D.L. 19/2024 questa regola non è più corretta per le attività ricomprese nelle Tabelle B.I e B.II.

Concludere che non serve più nessuna pratica

La liberalizzazione riguarda l’accesso all’attività artigiana, non gli obblighi sanitari, ambientali, professionali o di sicurezza.

Ignorare la Città Storica

Roma Capitale mantiene una specifica disciplina locale per i laboratori artigianali nella Città Storica.

Utilizzare ancora il vecchio costo di €80

Quando la SCIA Laboratorio Artigianale è dovuta, il tariffario capitolino attuale indica €92,80.

Considerare C/3 sufficiente per aprire il laboratorio

La categoria catastale non sostituisce la verifica urbanistico-edilizia.

Firmare il contratto prima di verificare le lavorazioni

Rumore, aspirazione, scarichi, emissioni e requisiti sanitari possono rendere necessari adeguamenti importanti.

Confondere laboratorio alimentare e somministrazione

Produzione, vendita, consumo sul posto e servizio al tavolo devono essere inquadrati separatamente.

FAQ sui laboratori artigianali a Roma

Per aprire un laboratorio artigianale serve sempre la SCIA?

No. Per le attività artigiane delle Tabelle B.I e B.II il D.Lgs. 222/2016, come modificato dal D.L. 19/2024, prevede la liberalizzazione dell’accesso all’attività. Restano però gli eventuali adempimenti di settore e la disciplina specifica della Città Storica di Roma.

Nella Città Storica serve la SCIA?

Roma Capitale conferma il mantenimento dello specifico obbligo previsto dalla D.A.C. 109/2023 per i laboratori artigianali interessati dalla disciplina.

Un laboratorio alimentare è liberalizzato?

La semplificazione dell’attività artigiana non elimina la disciplina sanitaria. L’operatore alimentare deve rispettare la normativa europea sull’igiene e gli obblighi di registrazione e autocontrollo.

Quanto costa la SCIA laboratorio artigianale?

Quando la specifica SCIA è dovuta, Roma Capitale indica attualmente €92,80 di diritti di istruttoria.

Serve una relazione acustica?

Non necessariamente per qualsiasi laboratorio. Bisogna verificare macchinari, lavorazioni e emissioni sonore. Nei casi previsti possono essere necessari gli adempimenti acustici o ambientali.

Serve l’AUA?

Solo se l’attività necessita di uno o più titoli ambientali ricompresi nel D.P.R. 59/2013, come determinate autorizzazioni agli scarichi, alle emissioni o altri adempimenti ambientali. Roma Capitale gestisce l’istanza attraverso il SUAP.

Posso aprire appena presento la SCIA?

Quando la specifica attività è effettivamente soggetta a SCIA e non sono necessari ulteriori atti preventivi, si applica il regime proprio della segnalazione. Se servono autorizzazioni preventive bisogna prima completare i relativi procedimenti.

Il locale deve essere urbanisticamente conforme?

Sì. La liberalizzazione dell’attività artigiana non regolarizza eventuali difformità edilizie del locale.

Un laboratorio artigianale può vendere i propri prodotti?

La possibilità deve essere verificata in relazione al tipo di attività e alle modalità di vendita. La vendita di prodotti diversi o l’aggiunta di ulteriori attività può comportare un differente regime commerciale.

Fonti ufficiali

I principali riferimenti sono:

Normattiva – D.L. 19/2024, art. 12 e semplificazione delle attività artigiane

Roma Capitale – Attività artigianali e applicazione del D.L. 19/2024

Roma Capitale – Laboratori in forma artigianale e non

Roma Capitale – Regolamento attività commerciali e artigianali nella Città Storica

Roma Capitale – Autorizzazione Unica Ambientale

Ministero della Salute – Igiene generale degli alimenti

Laboratori artigianali a Roma: conclusioni

Per aprire oggi un laboratorio artigianale a Roma bisogna evitare due errori opposti:

“serve sempre una SCIA”

e

“essendo artigiano non serve più niente”.

Entrambe le affermazioni sono sbagliate.

Il metodo corretto è:

individuare l’attività → verificare Tabelle B.I/B.II → controllare se il locale ricade nella Città Storica → verificare requisiti professionali → controllare urbanistica e Catasto → individuare eventuali adempimenti sanitari, ambientali, acustici o antincendio → presentare soltanto le pratiche effettivamente necessarie.

È questa distinzione che consente di capire se nel caso concreto occorra una SCIA, una notifica sanitaria, un’autorizzazione ambientale, una comunicazione oppure nessun titolo amministrativo per il semplice accesso all’attività artigiana.

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