Sanare immobile asta Roma con art. 40 (condono edilizio): costi e tempi
Comprare un immobile all’asta a Roma può essere un affare, ma quando nella perizia compaiono abusi edilizi la domanda è sempre la stessa: “Lo posso sanare?”.
In alcuni casi sì, ed esiste una strada “speciale” che riguarda proprio le vendite giudiziarie: l’art. 40 della Legge 47/1985, la prima legge sul condono edilizio. La norma, nel suo ultimo comma richiamato da prassi e dottrina notarile, consente all’aggiudicatario di presentare domanda di condono entro 120 giorni dall’atto di trasferimento, a condizioni precise.
Questa guida ti spiega in modo operativo:
quando l’art. 40 è davvero utilizzabile e quando no
dove trovare le informazioni in perizia CTU
cosa fare prima dell’offerta e cosa fare dopo il decreto di trasferimento
quali documenti servono a Roma
quali costi aspettarsi e perché “dipende” non è una scusa
tempi realistici, senza favole
Cos’è l’art. 40 L. 47/85 e perché interessa chi compra all’asta
La Legge 47/1985 è la norma del primo condono edilizio. In generale, il condono riguarda opere abusive realizzate entro specifiche date e prevede pagamento di oblazione e oneri, con istruttoria comunale.
Il punto decisivo per le aste è l’ultimo comma richiamato nello Studio del Consiglio Nazionale del Notariato: se l’immobile è trasferito tramite procedura esecutiva e rientra nelle previsioni di sanabilità del condono, la domanda può essere presentata entro 120 giorni dall’atto di trasferimento, purché ricorrano le condizioni sulle ragioni di credito.
Tradotto in lingua normale: l’asta non “cancella” l’abuso, ma in alcuni casi ti consente di riaprire una finestra per tentare il condono, anche se il precedente proprietario non lo ha mai fatto.
Come scoprire gli abusi sanabili secondo art.40?

Se stai pensando di acquistare un’immobile all’asta, devi sapere se lo stesso presenta degli abusi edilizi e se questi rientrino nella procedure dell’art.40 legge 47/85. Queste informazioni sono riportate nella CTU (consulenza tecnica di ufficio) redatta dal perito del tribunale. Al perito vengono forniti una serie di quesiti, tra questi anche quello di verificare la conformità urbanistica dell’immobile. Se la casa non è conforme al progetto originario il ctu deve identificare le opere difformi ed indicare se le stesse sono sanabili.
Prima cosa da capire: art. 40 non è una sanatoria “magica”
Qui bisogna essere diretti: non tutti gli abusi si sanano con art. 40.
Perché:
Deve trattarsi di abuso condonabile secondo le leggi sul condono. Se l’opera non rientra nei parametri, l’istanza non arriva a titolo edilizio.
Ci sono condizioni legate alla procedura esecutiva e alle ragioni creditorie che la norma richiede per la riapertura dei termini.
I condoni hanno vincoli tipici: ad esempio, opere realizzate oltre la data limite del condono di riferimento, vincoli particolari, non conformità insanabili, ecc. La data di ultimazione delle opere è un tema centrale (per il primo condono, il riferimento storico è 1 ottobre 1983).
Quindi: se qualcuno ti dice “Con l’art. 40 sani qualsiasi cosa”, sta semplificando troppo e ti sta esponendo a rischi.
Come scoprire se gli abusi sono sanabili: la CTU è la tua bussola
Se vuoi acquistare bene all’asta, devi leggere la CTU come se fosse un contratto: è lì che trovi quasi sempre:
descrizione delle difformità
confronto tra stato di fatto e titolo edilizio
eventuali pratiche pregresse di condono o sanatoria
stima dei costi tecnici e degli oneri (spesso indicativa)
indicazione sulla possibile sanabilità e sul canale (condono art. 40, accertamento di conformità, oppure non sanabile)
Non è teoria: molte perizie del Tribunale citano espressamente la verifica di applicabilità dell’art. 40 e delle condizioni collegate, soprattutto quando il credito esecutivo è successivo o anteriore a certe date.
Check rapido prima di fare offerta
Prima di offrire, fatti queste domande:
L’abuso è una piccola difformità interna o un aumento di volume importante
La perizia dice “sanabile” o dice “non è possibile esprimersi”
Ci sono vincoli paesaggistici, storico-artistici, idrogeologici
Esiste già una domanda di condono vecchia e sospesa
Esistono ordini di demolizione o procedimenti repressivi
Se la CTU è vaga, non “sperare”: fai verificare da un tecnico con accesso agli atti.
La scadenza che non puoi sbagliare: 120 giorni dal decreto di trasferimento
Dopo l’aggiudicazione, la procedura si chiude con il decreto di trasferimento del Giudice: è quello il tuo titolo di proprietà.
Se devi attivare l’art. 40, la regola pratica è questa: hai 120 giorni dall’atto di trasferimento per presentare la domanda.
Se ti perdi quel termine:
l’abuso resta abuso
la commerciabilità dell’immobile resta un problema
rivendere e finanziare l’immobile diventa difficile, spesso impossibile senza regolarizzazione
Nota importante: esistono discussioni giuridiche sulla decorrenza effettiva in casi particolari, ma per non farti male la strategia corretta è una sola: considera i 120 giorni come un conto alla rovescia reale, e muoviti subito.
Procedura operativa: come si sana davvero un immobile all’asta a Roma con art. 40
1) Subito dopo il decreto: incarico tecnico e raccolta documenti
Non aspettare “di sistemarti”: il tecnico deve fare almeno:
sopralluogo e rilievo
ricostruzione dello stato legittimo tramite accesso agli atti
verifica se l’opera rientra nel perimetro del condono applicabile
definizione del “pacchetto” elaborati per il Comune
2) Predisposizione dell’istanza art. 40
A Roma esiste modulistica specifica per la domanda ai sensi dell’art. 40 comma 6, Legge 47/85, utilizzata proprio per i casi di trasferimento giudiziario.
3) Deposito al Comune e protocollo
Il deposito avviene presso l’ufficio competente condono, seguendo le modalità richieste dal Comune. A Roma è noto l’utilizzo di sistemi informativi dedicati alla gestione delle pratiche di condono, come il SICER, presentato anche da canali di categoria tecnica.
4) Istruttoria e richieste di integrazione
Qui si gioca la partita vera: il Comune può chiedere integrazioni al condono, conguagli, documenti mancanti, chiarimenti su superfici e volumi.
5) Chiusura: titolo in sanatoria e aggiornamento finale
Quando la pratica va a buon fine, si ottiene il titolo in sanatoria e si completa l’allineamento:
eventuale aggiornamento catastale se necessario
gestione delle eventuali richieste collegate
Documentazione tipica per art. 40: cosa ti serve davvero
Il tuo elenco di base è corretto come impostazione. A livello pratico, il Comune vuole due blocchi:
A) Documenti “giudiziari” e di disponibilità
decreto di trasferimento
eventuali atti collegati all’asta, se richiesti in istruttoria
documenti del proprietario/aggiudicatario
B) Documenti tecnici edilizi e rappresentazioni
relazione tecnica descrittiva e asseverata
elaborati grafici comparativi, stato legittimo e stato di fatto
documentazione fotografica
eventuale idoneità statica quando necessaria, perché la normativa sul condono ha previsto anche regole tecniche e accertamenti specifici in taluni casi
eventuale aggiornamento catastale o quantomeno verifica della coerenza
Il punto non è “mettere carta”: è dimostrare in modo chiaro cosa è stato fatto, quando, e perché può rientrare nel condono.
Costi per sanare immobile all’asta a Roma: come si compongono davvero
Qui la parola “costo” va scomposta, altrimenti non è utile.
1) Costi comunali: oblazione e oneri per sanare immobile asta Roma
Sono i costi più “normati”:
oblazione: legata alla tipologia e consistenza dell’abuso
oneri concessori/contributo: variabili secondo parametri comunali e casi
eventuali conguagli richiesti in istruttoria
Spesso la CTU fornisce una stima, ma va trattata come “prima fotografia”: l’ufficio può chiedere integrazioni o ricalcoli.
2) Costi tecnici: rilievo, elaborati, asseverazioni per sanare immobile asta Roma
Qui entrano:
rilievo e restituzione grafica
accesso agli atti e ricostruzione dello stato legittimo
relazione tecnica, eventuale asseverazione
gestione istruttoria e integrazioni
eventuale variazione catastale finale
Il tuo esempio sulla veranda è realistico come ordine di grandezza per la sola parte tecnica in casi semplici, ma la verità è questa: la forbice si allarga non per la metratura, ma per complessità e rischi.
Forchette pratiche, senza vendere sogni
Per darti numeri utili, ragiona così:
abuso semplice e documentazione “pulita”: tecnico spesso nell’ordine di 800–1.500 euro
abuso medio con accessi, integrazioni, pratiche multiple: 1.500–3.000 euro
abuso complesso, più corpi, vincoli, perizia lacunosa, istruttorie lunghe: anche oltre
A questi si sommano sempre i costi comunali.
Se vuoi evitare brutte sorprese, la regola è: preventivo tecnico dopo lettura CTU e un accesso agli atti mirato, non prima.
Vi invitiamo a leggere un nostro articolo di approfondimento sul quesito conviene comprare all’asta?
Tempi reali a Roma: cosa aspettarsi senza farsi illusioni
Dividiamo i tempi in due parti: quello che controlli tu e quello che non controlli tu.
Tempi “tuoi” per sanare immobile asta Roma
Se parti subito dopo il decreto:
1–2 settimane per sopralluogo, rilievo e raccolta documenti base
2–4 settimane per accesso agli atti e ricostruzione chiara dello stato legittimo
1–2 settimane per chiudere elaborati e depositare
In pratica, con studio organizzato, depositare entro i 120 giorni è fattibile. Il rischio vero è rimandare.
Tempi “Comune” per sanare immobile asta Roma
Qui bisogna essere franchi: le pratiche di condono, soprattutto a Roma, possono avere tempi non brevi. Roma ha introdotto strumenti e procedure informatiche per supportare lo smaltimento e l’istruttoria delle istanze di condono, come evidenziato anche da comunicazioni e tutorial collegati al SICER.
Nella realtà operativa, parliamo spesso di mesi e, in casi complessi, anche anni, soprattutto se:
l’istanza è incompleta
ci sono vincoli e pareri
servono integrazioni tecniche
ci sono difformità catastali da sistemare
Quindi, se ti serve “chiudere tutto in 30 giorni”, nella maggior parte dei casi non è un obiettivo serio. Il vero obiettivo serio è: depositare bene e presto, per metterti al riparo e dare continuità alla commerciabilità futura.
Art. 40 e rivendita: quando l’immobile torna davvero commerciabile
Nella pratica commerciale e notarile, l’immobile torna “gestibile” quando almeno una di queste condizioni è vera:
hai già ottenuto il titolo in sanatoria
hai una domanda correttamente presentata e tracciabile, con pagamenti e istruttoria in corso, secondo le regole sulla commerciabilità e sulle nullità formali richiamate da prassi e dottrina
Attenzione: le banche e alcuni notai sono molto prudenti. Anche se “legalmente” esistono margini, a livello di mercato chi ti finanzia o chi roga spesso vuole vedere una situazione chiara e documentata.
Errori tipici che fanno perdere soldi su un’asta con abusi
Comprare senza capire se l’abuso è condonabile
Confondere condono art. 40 con sanatoria ordinaria: sono strumenti diversi, con presupposti diversi
Aspettare dopo il decreto: i 120 giorni passano velocemente
Depositare una pratica “leggera” sperando che poi si sistemi: quasi sempre genera richieste, ritardi e costi
Ignorare vincoli e pareri: quando ci sono, i tempi cambiano completamente
FAQ – Sanare immobili asta Roma
Entro quando devo presentare la domanda art. 40 dopo aver comprato all’asta?
Entro 120 giorni dall’atto di trasferimento, quindi dal decreto di trasferimento o atto equivalente in procedura esecutiva.
Con l’art. 40 posso sanare qualsiasi abuso edilizio trovato nella CTU?
No. L’abuso deve essere condonabile secondo le norme di condono applicabili e devono ricorrere le condizioni previste per la riapertura dei termini nelle procedure esecutive.
Dove trovo scritto se l’abuso è sanabile?
Di solito nella CTU. Il perito del Tribunale descrive difformità e spesso indica ipotesi di regolarizzazione o sanabilità. Se è generica, serve una verifica tecnica con accesso agli atti.
Quanto costa sanare un immobile all’asta a Roma con art. 40?
Il costo è dato da oblazione e oneri comunali più costi tecnici. Nei casi semplici la parte tecnica può partire da circa 800–1.500 euro, ma la cifra reale dipende da complessità, documenti disponibili, vincoli e integrazioni.
Quanto tempo ci vuole per ottenere il condono a Roma?
Per depositare la domanda in modo corretto puoi stare in poche settimane se parti subito. L’istruttoria comunale può richiedere tempi molto più lunghi, spesso mesi e talvolta anni, in base a carichi, integrazioni e vincoli.
Se non presento la domanda entro 120 giorni cosa succede?
L’abuso resta tale e, nella pratica, l’immobile diventa difficile da rivendere e finanziare. In più perdi la finestra speciale prevista per i trasferimenti da procedure esecutive.
Scritto da: Luigi Cireddu
Geometra a Roma · Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma n. 10447
Mi occupo di pratiche edilizie, catasto, urbanistica e sicurezza nei cantieri. Condivido guide operative e soluzioni pratiche per aiutare privati e professionisti a gestire le pratiche in modo chiaro e senza perdite di tempo.