Casa green chi non ha nessun obbligo

Le case che non hanno nessun obbligo di ristrutturazione nella direttiva casa green sono:

  • abitazioni unifamiliari di superficie inferiore a 50 metri quadri;
  • seconde case utilizzate meno di quattro mesi l’anno;
  • edifici ricadenti nei centri storici;
  • edifici vincolati dai beni culturali;
  • chiese e gli altri edifici di culto;
  • edifici di proprietà delle forze armate o del governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale.

Gli stati membri dell’unione europea possono prevedere delle deroghe per le seguenti tipologie di immobile:

  • edifici adibiti a luogo di culto;
  • fabbricati temporanei con utilizzo non superiore a 2 anni;
  • siti industriali, officine, depositi, edifici di servizio non residenziali a bassissimo fabbisogno energetico e di riscaldamento o raffrescamento;
  • stazioni di approvvigionamento infrastrutturale;
  • edifici agricoli non residenziali utilizzati in settori disciplinato da accordi nazionali di settore sulla prestazione energetica;
  • edifici residenziali utilizzati meno di 4 mesi l’anno oppure con un consumo energetico  inferiore al 25% di quello presunto annuo;
  • fabbricati indipendenti con superficie calpestabile totale entro i 50 metri quadri.

Casa green obbligo di ristrutturazione per tutte le seguenti tipologie di immobili:

  • nuovi edifici pubblici: zero emissioni dal 2026;
  • edifici non residenziali/pubblici dovranno essere in classe E/F  entro il 2027;
  • tutti i nuovi edifici dovranno adeguarsi alle tecnologie solari entro il 2028;
  • nuovi edifici residenziali dovranno avere zero emissioni dal 2028;
  • edifici non residenziali/pubblici dovranno essere in classe D/E entro il 2030;
  • gli edifici residenziali classe E entro il 2030;
  • edifici residenziali, essere classe D entro il 2033.

Casa green sono previste sanzioni?

Attualmente la direttiva UE, cosi come scritta, non prevede alcuna sanzione, ma ogni governo può decidere in futuro ed in autonomia di applicare delle sanzioni ai proprietari di immobili che non rispettano gli obblighi e paletti fissati per la casa green.

Casa green ma esistono immobili in regola in Italia?

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Ad oggi non esiste una definizione uguale per tutti i paesi della classe energetica D, ma comunque oltre 10 milioni di abitazioni in Italia, secondo l’ENEA si trovano al di sotto della classe energetica D.

Nella classificazione di efficienza energetica (dalla lettera A alla G), la classe G dovrà essere del 15% degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori in ogni Stato membro. Secondo la direttiva i miglioramenti energetici per migliorare la classe di prestazione di un immobile devono essere effettuati al momento della vendita o in fase di ristrutturazione dell’edificio.

Cosa bisogna fare per avere una casa green?

Per conseguire i traguardi prefissati dalla Direttiva Europea “Case Green” entro il 2030, puoi agire riqualificando una casa esistente tramite una ristrutturazione ecologica, usando materiali naturali di qualità e non potenzialmente tossici che ci garantiranno durata nel tempo, maggiori prestazioni, maggior benessere abitativo e più salute per noi e i nostri cari dunque attuando le seguenti opere:

Quanto costa realizzare una ristrutturazione per casa green?

Tra gli interventi più costosi richiesti per l’adeguamento UE sulle case green c’è la coibentazione della casa (il cosiddetto cappotto termico).

In sostanza, si tratta di effettuare interventi di isolamento termico, interno o esterno, il cui obiettivo è ridurre le dispersioni termiche, mantenendo la casa calda in inverno e fresca in estate.

Ma quanto costa questo tipo di intervento? Non c’è una risposta univoca a questa domanda, perché molto dipende dal materiale scelto e dalle dimensioni dell’abitazione.

Proprio per la presenza di diversi fattori, i costi degli interventi di isolamento termico oscillano dagli 80 ai 150 euro al metro quadro.

Come per altri interventi di ristrutturazione, anche per il cappotto termico esistono alcuni bonus edilizi che permettono di risparmiare.

Non poco onerosa anche la sostituzione della caldaia, il cui costo dipende, anche in questo caso, da alcuni fattori, per esempio la potenza e i costi per l’installazione.

A far aumentare il costo per la nuova caldaia sono anche eventuali lavori di adattamento, ma in linea generale, se l’intento è puntare su una caldaia ad alta efficienza, l’intervento richiede un investimento iniziale più elevato.

Cambiare gli infissi, poi, prevede una spesa minima di 150 euro e una spesa massima di 1.200 euro, alla quale vanno aggiunti i costi per lo smaltimento dei vecchi e l’installazione dei nuovi infissi.

Bonus Case Green 

Se acquisiti una casa green puoi usufruire di un bonus che prevede la detrazione al 50% dell’iva. I vincoli per usufruire della detrazione fiscale casa green sono:

  • che le case devono rientrare nelle classi energetiche A e B;
  • gli immobili devono essere comprati direttamente dal costruttore o da organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) immobiliari.

L’importo del 50% iva potrà essere portato a detrazione IRPEF in 10 anni. I beneficiari del bonus casa green, possono essere le persone fisiche, come soggetti IRPEF. Sono invece esclusi dal beneficio:

  • le società di capitali
  • enti non commerciali a cui è applicata l’ires

Casa green obblighi per caldaie e fotovoltaico

la norma sulla ristrutturazione prevede i seguenti obblighi sugli edifici pubblici e commerciali dal 2026:

  • obbligo di sostituzione delle caldaie a gas
  • installazione dei pannelli solari
  • dismissione di caldaie a gas inquinanti entro il 2029

In merito a quest’ultimo punto la dismissione avverrà con le seguenti fasi:

  1. la prima tra il 2025 e il 2026, con la scomparsa degli incentivi nel loro acquisto;
  2. stop di vendita dal 2029, scomparsa definitiva dal mercato delle caldaie a gas

L’obbligo di installazione di pannelli solari per tutti gli edifici pubblici e commerciali è previsto dal 2026 in poi, per edifici che superano una determinata metratura, ed entro il 2030 per tutti gli edifici residenziali. L’obiettivo è quello di raddoppiare la capacità fotovoltaica europea e installare 600 nuovi gigawatt entro il 2030:

  • entro il 2026 dovranno avere i pannelli solari tutti i nuovi edifici commerciali e pubblici con area utile maggiore di 250 metri quadrati;
  • entro il 2027 l’obbligo sarà previsto anche per gli edifici già esistenti della stessa tipologia;
  • dal 2029 l’obbligo di installazione dei pannelli solari dovrà riguardare tutti i nuovi edifici residenziali.

Il problema delle caldaie a gas

Uno degli snodi principali della recente votazione favorevole effettuata in Parlamento si concentra sulle caldaie a gas. Questo perché gli eurodeputati hanno votato a favore dell’installazione dei pannelli fotovoltaici laddove possibile (entro il 2028 per le case di nuova costruzione, entro il 2032 per quelle oggetto di ristrutturazione) ma, di contro, hanno consentito di mantenere le vecchie caldaie a gas, offrendo la possibilità di sostituire il metano con gas a basse emissioni, come per l’appunto l’idrogeno e il biometano.

L’obiettivo sarebbe infatti quello di dare vita a un vero e proprio mercato europeo dell’idrogeno, garantendo al contempo almeno 35 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030 e andando così a sostituire almeno il 20% dell’importazione di gas dalla Russia.