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SCIA per manutenzione straordinaria a Roma: quando serve, costi e SUET

La SCIA per manutenzione straordinaria a Roma serve principalmente quando l’intervento supera l’ambito della CILA e interessa, ad esempio, parti strutturali dell’edificio o prospetti, nei casi previsti dall’art. 22 del DPR 380/2001.

Un caso tipico è l’apertura di un vano in una muratura portante durante la ristrutturazione di un appartamento: spostare un semplice tramezzo non strutturale può rientrare nella CILA; intervenire sulla struttura richiede invece una diversa valutazione e può rendere necessaria la SCIA.

A Roma la SCIA ordinaria ex art. 22 viene presentata telematicamente attraverso il SUET di Roma Capitale da un tecnico abilitato. Prima del deposito bisogna però verificare stato legittimo, disciplina urbanistica, eventuali vincoli e tutti gli adempimenti strutturali eventualmente necessari.

Quando serve la SCIA per manutenzione straordinaria a Roma?

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SCIA manutenzione straordinaria Roma

La manutenzione straordinaria è definita dall’art. 3 del DPR 380/2001 come l’insieme delle opere necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare o integrare servizi igienico-sanitari e tecnologici, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla norma.

Non tutta la manutenzione straordinaria richiede però una SCIA.

La distinzione fondamentale è questa:

InterventoTitolo generalmente da valutare
Spostamento tramezzi non portantiCILA
Apertura o chiusura di porte su tramezziCILA
Nuova distribuzione interna senza struttureCILA
Frazionamento senza opere strutturali, se compatibileCILA
Apertura di un vano su muratura portanteSCIA + adempimenti strutturali
Intervento su travi, pilastri o solaiSCIA + adempimenti strutturali
Manutenzione straordinaria che interessa i prospetti nei casi dell’art. 22SCIA
Restauro e risanamento conservativo con opere strutturaliSCIA
Ristrutturazione edilizia riconducibile all’art. 22SCIA

L’art. 22 del Testo Unico dell’Edilizia indica espressamente tra gli interventi soggetti a SCIA quelli di manutenzione straordinaria che riguardano le parti strutturali dell’edificio o i prospetti e quelli di restauro e risanamento conservativo che interessano le strutture.

Per approfondire il quadro generale degli interventi puoi consultare la guida specifica sulla manutenzione straordinaria a Roma. Manutenzione straordinaria Roma: opere, permessi e costi

SCIA o CILA per una ristrutturazione a Roma?

Questa è una delle domande che crea più errori nei lavori interni.

La CILA viene generalmente utilizzata per la manutenzione straordinaria che non interessa le parti strutturali dell’edificio.

La SCIA entra invece in gioco quando l’intervento ricade nelle fattispecie previste dall’art. 22, ad esempio perché vengono interessate le strutture.

Un esempio pratico chiarisce la differenza.

Se durante la ristrutturazione di un appartamento vuoi spostare un tramezzo in laterizio non portante, normalmente si valuta una CILA.

Se invece vuoi aprire un nuovo passaggio in una muratura portante, non basta rappresentare graficamente la modifica in una CILA: bisogna valutare l’intervento strutturale e il relativo regime edilizio.

Per le opere non strutturali puoi approfondire requisiti, procedura e costi nella guida dedicata alla CILA a Roma. CILA Roma: costi, SUET e quando serve

Per la disciplina generale della Segnalazione Certificata di Inizio Attività rimando invece alla pagina principale dedicata alla SCIA a Roma, evitando di duplicare qui tutti i contenuti relativi a durata, sanatoria e casistiche generali. SCIA Roma: costi, tempi e requisiti

Prima della SCIA bisogna verificare lo stato legittimo

Presentare correttamente la SCIA non significa soltanto progettare le opere future.

Il tecnico deve prima conoscere lo stato legittimo da cui parte l’intervento.

A Roma questo passaggio è particolarmente importante perché molti immobili hanno subito modifiche, frazionamenti, condoni, varianti o lavori interni nel corso degli anni.

Prima di predisporre la pratica bisogna quindi confrontare lo stato reale con la documentazione edilizia disponibile: titolo originario, successive varianti, DIA, CILA, SCIA, eventuali condoni e sanatorie.

Una planimetria catastale corrispondente allo stato dei luoghi non sostituisce questa verifica urbanistica.

Ho approfondito specificamente il procedimento nella guida sulla verifica dello stato legittimo dell’immobile a Roma. Stato legittimo immobile Roma: controlli prima di SCIA e lavori

Questo controllo riduce soprattutto un rischio: presentare una nuova SCIA assumendo come legittima una situazione preesistente che in realtà non risulta correttamente autorizzata.

SCIA per opere strutturali: esempio pratico

Supponiamo di voler unire cucina e soggiorno eliminando una parete.

Prima di scegliere la pratica bisogna capire che tipo di parete è.

Se si tratta di un semplice tramezzo divisorio, l’intervento può generalmente essere ricondotto alla manutenzione straordinaria non strutturale.

Se invece la parete svolge una funzione portante, il progetto cambia radicalmente.

In questo secondo caso possono essere necessari, oltre alla SCIA edilizia:

progetto strutturale → verifiche statiche → adempimenti sismici previsti → direzione dei lavori strutturali → eventuale collaudo o documentazione finale, secondo la tipologia concreta dell’opera e la disciplina applicabile.

La SCIA edilizia e la pratica strutturale non devono quindi essere confuse: il titolo urbanistico non sostituisce gli adempimenti relativi alle strutture.

È uno dei motivi per cui non è corretto stabilire quale pratica serva semplicemente guardando una planimetria.

Come si presenta la SCIA a Roma?

Dal 1° aprile 2022, Roma Capitale dispone che le SCIA disciplinate dall’art. 22 del DPR 380/2001 siano redatte e trasmesse esclusivamente attraverso il SUET – Sportello Unico per l’Edilizia Telematico. La competenza amministrativa resta attribuita alle Direzioni Tecniche Municipali.

Il vecchio sistema basato sulla consegna cartacea della pratica al Municipio non rappresenta quindi più la procedura ordinaria per le nuove SCIA ex art. 22.

La pratica viene predisposta dal professionista abilitato incaricato dal proprietario o dall’avente titolo.

Il flusso operativo può essere sintetizzato così:

verifica documentale → sopralluogo → stato legittimo → progettazione → verifica PRG e vincoli → eventuali adempimenti strutturali → compilazione SUET → allegati → PagoPA → firma → invio e protocollo.

Roma Capitale conferma inoltre che il pagamento dei diritti della SCIA ordinaria avviene direttamente nel SUET tramite integrazione con PagoPA.

Quali documenti servono per una SCIA di manutenzione straordinaria?

Gli allegati effettivamente necessari dipendono dall’intervento.

In una SCIA edilizia possono essere richiesti, in funzione del caso concreto, la relazione tecnica asseverata del professionista, gli elaborati grafici dello stato legittimo e dello stato di progetto, i dati del proprietario e degli altri soggetti coinvolti, la documentazione relativa all’impresa, le dichiarazioni riguardanti la conformità urbanistica ed edilizia, la documentazione relativa agli eventuali vincoli, gli atti di assenso necessari e gli elaborati strutturali quando l’intervento interessa elementi portanti.

A questi possono aggiungersi ulteriori documenti relativi a impianti, contenimento energetico, sicurezza del cantiere, paesaggio, beni culturali o altre discipline specialistiche.

Non è quindi corretto utilizzare una checklist identica per qualsiasi SCIA: gli allegati derivano dalle caratteristiche dell’immobile e dalle opere progettate.

Roma Capitale richiede comunque che la SCIA sia accompagnata dalla relazione tecnica e dagli elaborati progettuali firmati da un tecnico abilitato.

PRG, nuove NTA e vincoli: cosa controllare a Roma

La verifica di una SCIA a Roma non può fermarsi al solo DPR 380/2001.

Bisogna verificare anche la disciplina urbanistica applicabile allo specifico edificio.

Il 23 luglio 2026 l’Assemblea Capitolina ha approvato definitivamente la variante alle Norme Tecniche di Attuazione del PRG di Roma, aggiornando 67 articoli delle NTA. Il quadro urbanistico locale deve quindi essere verificato sulla disciplina vigente al momento della progettazione.

A seconda della localizzazione e del tipo di intervento possono assumere rilievo anche Carta per la Qualità, vincoli paesaggistici, beni culturali, prescrizioni relative alla Città Storica e altre discipline territoriali.

Questo è un elemento GEO importante: una SCIA relativa allo stesso intervento fisico può richiedere verifiche differenti a seconda dell’edificio e dell’area di Roma in cui si trova.

Immobile vincolato: la SCIA non sostituisce le autorizzazioni

Se l’immobile è sottoposto a tutela o limitazioni, la sola presentazione della SCIA non consente automaticamente di iniziare i lavori.

Roma Capitale specifica che la pratica deve essere corredata dagli eventuali nulla osta, pareri o atti di assenso necessari oppure dalla documentazione richiesta affinché lo Sportello Unico possa procedere alla loro acquisizione nei casi previsti.

Questo può riguardare, ad esempio, immobili sottoposti a tutela culturale o paesaggistica e altre situazioni nelle quali l’intervento richiede preventivamente un’autorizzazione specifica.

Per questo motivo prima di stabilire costi e data di inizio lavori è sempre necessario effettuare il controllo dei vincoli.

Quanto costa una SCIA per manutenzione straordinaria a Roma?

Il costo totale di una SCIA non coincide con il solo diritto comunale.

Bisogna distinguere almeno diritti amministrativi, eventuali oneri, parcella professionale e costi delle prestazioni specialistiche.

Per la SCIA ordinaria ex art. 22, le tariffe di Roma Capitale sono articolate in funzione della superficie lorda del progetto.

Superficie lordaDiritti SCIA ordinaria
fino a 200 mq€ 291,24
fino a 500 mq€ 349,24
fino a 1.000 mq€ 697,24
oltre 1.000 mq€ 1.045,24

Gli importi derivano dai diritti approvati da Roma Capitale, ai quali si aggiunge il rimborso previsto di €1,24. La Deliberazione capitolina mantiene gli scaglioni di €290, €348, €696 ed €1.044 per SCIA art. 22 e CILA.

Il pagamento viene generato direttamente nel SUET tramite PagoPA.

Esempio

Per un appartamento di 100 mq nel quale viene presentata una SCIA ordinaria per lavori di manutenzione straordinaria strutturale, il diritto comunale rientra nello scaglione fino a 200 mq:

€291,24.

A questa cifra possono però aggiungersi il compenso del tecnico, eventuale progettazione strutturale, direzione lavori, pratiche strutturali, aggiornamento catastale, sicurezza del cantiere ed eventuali altri adempimenti.

Di conseguenza non è corretto dire che:

“una SCIA a Roma costa €291,24”.

€291,24 rappresenta il diritto amministrativo comunale per il primo scaglione, non il costo complessivo della pratica e dell’intervento.

SCIA ordinaria e SCIA alternativa al Permesso di Costruire non sono la stessa cosa

È importante evitare un’altra confusione frequente.

La SCIA ordinaria dell’art. 22 e la SCIA alternativa al Permesso di Costruire dell’art. 23 sono procedimenti differenti.

La SCIA alternativa riguarda interventi specificamente individuati dall’art. 23, compresi determinati interventi di ristrutturazione edilizia e alcune nuove costruzioni o ristrutturazioni urbanistiche disciplinate da strumenti attuativi con le caratteristiche previste dalla norma.

Non conviene quindi utilizzare l’espressione “Super SCIA” come se fosse semplicemente una SCIA ordinaria per lavori più grandi.

Anche le tariffe comunali sono differenti.

Per la manutenzione straordinaria trattata in questa guida il riferimento principale resta la SCIA ordinaria ex art. 22, quando ne ricorrono i presupposti.

Quando possono iniziare i lavori dopo la SCIA?

Normalmente la SCIA consente di iniziare i lavori dopo il deposito, purché siano già presenti tutti i presupposti e gli eventuali atti di assenso necessari.

A Roma esiste però un’importante eccezione per gli immobili ricadenti nella zona omogenea A di cui al DM 1444/1968.

Roma Capitale specifica che, per questi immobili, i lavori possono iniziare decorsi 30 giorni dalla presentazione della SCIA, secondo quanto previsto dall’art. 23-bis del DPR 380/2001.

L’Amministrazione conserva inoltre i propri poteri di controllo e può intervenire quando riscontra carenze documentali o contrasto dell’intervento con la normativa.

Per una trattazione specifica delle tempistiche consiglio di non duplicare qui tutto il contenuto: è già disponibile la guida dedicata ai tempi delle pratiche edilizie a Roma. Tempi pratiche edilizie Roma: CILA, SCIA e sanatorie

Quanto dura la SCIA?

Roma Capitale indica per la SCIA un termine massimo di efficacia pari a tre anni.

Entro questo periodo devono essere completate le opere interessate dal titolo, ferma restando la disciplina applicabile al singolo procedimento.

Alla conclusione dei lavori devono essere gestiti anche gli adempimenti finali richiesti dal tipo di intervento.

Roma Capitale indica, tra la documentazione conclusiva, la comunicazione di fine lavori, il certificato di collaudo finale, la documentazione catastale o la dichiarazione relativa all’assenza di modifiche al classamento e gli altri documenti previsti dal caso concreto.

Dopo la SCIA bisogna aggiornare il Catasto?

Dipende dalle opere realizzate.

Se i lavori modificano elementi rilevanti ai fini catastali può essere necessaria una variazione DOCFA.

Bisogna però mantenere distinto il procedimento catastale da quello urbanistico.

L’ordine corretto è:

pratica edilizia → esecuzione conforme delle opere → fine lavori → eventuale aggiornamento catastale.

La planimetria catastale aggiornata non sostituisce la SCIA e non rende legittime eventuali opere edilizie realizzate senza il corretto titolo.

E se i lavori soggetti a SCIA sono già stati eseguiti?

Questa situazione non deve essere confusa con la SCIA ordinaria trattata in questa guida.

Se le opere sono già state realizzate senza il titolo necessario bisogna prima individuare la natura della difformità e il procedimento di regolarizzazione applicabile.

Dopo il Decreto Salva Casa la disciplina delle sanatorie è stata modificata in modo significativo, soprattutto attraverso gli artt. 36 e 36-bis del DPR 380/2001.

Per evitare sovrapposizioni e informazioni parziali, il tema è approfondito nella guida specifica sull’accertamento di conformità a Roma e sulla differenza tra art. 36 e art. 36-bis. Accertamento di conformità Roma: art. 36 e 36-bis

Questa distinzione è importante anche dal punto di vista SEO: una ricerca sulla SCIA per lavori futuri ha un intento diverso da una ricerca sulla SCIA in sanatoria.

Errori da evitare prima di presentare una SCIA

Gli errori che incidono maggiormente su una SCIA per manutenzione straordinaria a Roma sono scegliere CILA quando l’intervento coinvolge invece le strutture, progettare partendo da uno stato dell’immobile non verificato, ignorare vincoli e Carta per la Qualità, iniziare lavori in zona A senza considerare il termine previsto, confondere SCIA ordinaria e SCIA alternativa, omettere gli adempimenti strutturali e considerare il pagamento di €291,24 come costo complessivo della pratica.

Il problema non è quindi compilare il SUET.

La fase determinante è inquadrare correttamente l’intervento prima di entrare nel SUET.

FAQ sulla SCIA per manutenzione straordinaria a Roma

Quando la manutenzione straordinaria richiede una SCIA?

Quando l’intervento ricade nelle fattispecie dell’art. 22 del DPR 380/2001, ad esempio se la manutenzione straordinaria interessa parti strutturali dell’edificio o i prospetti nei casi previsti dalla norma.

Se sposto un tramezzo serve la SCIA?

Normalmente no, se si tratta di un tramezzo non strutturale e l’intervento rientra nel regime della CILA. La situazione deve comunque essere verificata sul progetto concreto.

Se apro una porta in un muro portante serve la SCIA?

L’intervento interessa una parte strutturale e richiede quindi una valutazione nell’ambito dell’art. 22, oltre agli eventuali adempimenti strutturali previsti dalla normativa applicabile.

Quanto costa la SCIA a Roma per un appartamento sotto 200 mq?

Per la SCIA ordinaria ex art. 22, il diritto amministrativo per progetti fino a 200 mq è €291,24. A questo devono essere aggiunti compensi professionali ed eventuali prestazioni specialistiche.

Dove si presenta la SCIA a Roma?

Dal 1° aprile 2022 la SCIA ordinaria ex art. 22 viene trasmessa esclusivamente tramite SUET Roma Capitale.

Posso iniziare subito i lavori?

In generale dopo la presentazione, se tutti i presupposti e gli eventuali assensi sono presenti. Per gli immobili ricadenti nella zona omogenea A Roma Capitale indica invece il decorso di 30 giorni dalla presentazione.

SCIA e CILA sono la stessa cosa?

No. La CILA riguarda, tra l’altro, la manutenzione straordinaria non strutturale ricadente nel relativo regime; la SCIA ex art. 22 riguarda anche la manutenzione straordinaria che interessa parti strutturali o prospetti nei casi previsti.

La SCIA comprende automaticamente la pratica strutturale?

No. Il titolo edilizio e gli adempimenti strutturali sono aspetti distinti che devono essere coordinati dal tecnico.

SCIA manutenzione straordinaria Roma: conclusioni

La SCIA per manutenzione straordinaria a Roma non serve per qualsiasi ristrutturazione.

La distinzione fondamentale è tra opere che possono essere eseguite mediante CILA e interventi che, per caratteristiche e rilevanza, rientrano invece nell’art. 22 del DPR 380/2001.

Quando vengono interessate parti strutturali o prospetti nei casi previsti dalla normativa, la SCIA può rappresentare il titolo edilizio corretto.

Prima della presentazione bisogna però verificare:

stato legittimo → PRG e NTA → eventuali vincoli → progetto → strutture → atti di assenso → SUET → PagoPA → esecuzione → fine lavori.

A Roma, la SCIA ordinaria viene trasmessa tramite SUET e i diritti comunali partono da €291,24 per progetti fino a 200 mq, aumentando in funzione della superficie lorda.

La parte più importante resta la verifica preventiva: scegliere il titolo sbagliato o progettare su uno stato urbanistico non verificato può creare problemi molto più costosi della pratica stessa.

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