Aprire un bar a Roma: requisiti, SCIA, costi e verifica del locale
Per aprire un bar a Roma occorrono un locale idoneo, i requisiti morali e professionali, la pratica di somministrazione al SUAP e la notifica sanitaria. La procedura cambia in base all’indirizzo e all’operazione: fuori dagli ambiti di tutela si utilizza ordinariamente la SCIA; nelle aree tutelate una nuova apertura richiede la verifica dell’autorizzazione e dei divieti applicabili.
Prima di firmare l’affitto, verifica se il locale può ospitare il bar che vuoi realizzare. Una caffetteria con prodotti pronti, un bar con cucina e un locale per aperitivi possono avere esigenze diverse. Categoria catastale C/1, vecchia insegna o precedente attività non provano da sole che il progetto sia fattibile.
Questa guida per aprire un bar a Roma ti aiuta a scegliere l’iter, preparare i documenti e distinguere i costi della pratica dall’investimento complessivo. Per una valutazione concreta puoi richiedere una verifica tecnica del locale per l’apertura del bar, indicando indirizzo, superficie, preparazioni previste ed eventuali tavoli esterni.
Che cosa significa aprire un bar a Roma dal punto di vista amministrativo

Quando si parla di aprire un bar a Roma, si parla normalmente di un’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Rientrano in questo ambito i locali in cui il cliente può consumare sul posto caffè, cappuccini, bevande, prodotti dolciari, panini, aperitivi o altri alimenti, secondo il tipo di attività dichiarata.
La SCIA è una segnalazione con cui si dichiarano i presupposti richiesti; non è una licenza rilasciata dopo un’istruttoria preventiva. Dove è necessaria un’autorizzazione, non basta presentare una SCIA ordinaria. Anche una SCIA condizionata ad altri atti di assenso richiede di attendere gli atti necessari prima dell’avvio.
Per aprire un bar a Roma, quindi, bisogna coordinare almeno tre piani:
| Ambito | Cosa comprende |
|---|---|
| Amministrativo | SCIA SUAP, requisiti morali e professionali, eventuale preposto |
| Tecnico-edilizio | conformità urbanistica, destinazione d’uso, agibilità, eventuali lavori |
| Sanitario e accessorio | notifica sanitaria, impianti, insegne, dehors, acustica |
Questo ordine è importante: prima si controlla il locale, poi si presenta la pratica.
Prima verifica: il locale è urbanisticamente conforme?
La prima cosa da fare per aprire un bar a Roma è verificare la conformità urbanistica del locale. Non bisogna limitarsi alla planimetria catastale. Il catasto ha una funzione fiscale e descrittiva, mentre la regolarità edilizia si verifica attraverso i titoli depositati presso il Comune.
In concreto, occorre confrontare lo stato attuale del locale con licenze, concessioni, permessi, DIA, SCIA, CILA o altri titoli edilizi presenti agli atti. Se lo stato reale non coincide con quello autorizzato, bisogna capire se la difformità è sanabile e con quale procedura.
La SCIA commerciale non regolarizza abusi edilizi. Questo è uno degli errori più frequenti. Se un tramezzo, un bagno, un soppalco, un’apertura o una diversa distribuzione interna non risultano regolari, la questione va affrontata prima dell’avvio dell’attività.
Il canale edilizio va distinto da quello commerciale: le pratiche per le opere seguono le procedure dello Sportello Unico per l’Edilizia Telematico di Roma. La pratica al SUAP per la somministrazione non sostituisce il titolo edilizio richiesto per i lavori.
Esempio pratico
Esempio ipotetico: un imprenditore trova un locale su strada, accatastato nella categoria C/1, con un retro adibito a deposito. Dal confronto tra sopralluogo e atti edilizi emergono modifiche al retro e al bagno da chiarire prima dell’utilizzo previsto.
In questo caso non si deve partire dalla SCIA commerciale a Roma sul SUAP, ma da una verifica edilizia e, se possibile, da una pratica di regolarizzazione o adeguamento.
Destinazione d’uso: non tutti i locali commerciali sono idonei
Per aprire un bar a Roma serve un locale compatibile con l’attività di somministrazione. La categoria catastale C/1 può essere un indizio utile, ma non è sufficiente. Bisogna controllare la destinazione urbanistica, la storia autorizzativa dell’immobile e la compatibilità funzionale degli spazi.
Un bar non è un semplice negozio. Prevede presenza di clientela, somministrazione, manipolazione di alimenti, banco di lavoro, deposito, servizi igienici, impianti e spesso attrezzature professionali.
Se il locale non ha caratteristiche adeguate, possono essere necessari lavori edilizi o adeguamenti impiantistici.
Verifica la fattibilità prima di firmare un contratto di locazione. I canoni e gli altri impegni possono decorrere anche mentre le verifiche sono in corso, secondo il contratto. Chiarire prima gli adeguamenti necessari aiuta a negoziare tempi e condizioni con il proprietario.
Agibilità: perché è decisiva per un bar
L’agibilità attesta condizioni essenziali dell’immobile, come sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e conformità dell’opera al progetto presentato. Per aprire un bar a Roma, l’agibilità è una verifica da fare sempre, soprattutto se il locale è vecchio, è stato trasformato più volte o richiede lavori interni.
Recupera il documento di agibilità disponibile e verifica con il tecnico se corrisponde all’immobile e agli interventi effettuati. La Segnalazione Certificata di Agibilità riguarda i presupposti dell’articolo 24 del DPR 380/2001; non sostituisce la verifica della regolarità edilizia né tutti gli adempimenti per la somministrazione.
Se si eseguono lavori che incidono su igiene, sicurezza, salubrità o impianti, la situazione va valutata anche sotto il profilo dell’agibilità. In un bar, questo può riguardare il rifacimento dei servizi igienici, l’installazione di nuovi impianti, modifiche interne significative o adeguamenti necessari per la somministrazione.
SCIA SUAP per aprire un bar a Roma
Per aprire un bar a Roma fuori dagli ambiti di tutela, il riferimento è la scheda comunale della SCIA per somministrazione. La presentazione avviene in modalità telematica attraverso i servizi indicati da Roma Capitale. Per aree tutelate e operazioni diverse dalla nuova apertura, individua prima il procedimento applicabile.
Nella pratica vengono dichiarati elementi come:
- dati dell’impresa;
- dati del titolare o del legale rappresentante;
- possesso dei requisiti morali;
- possesso dei requisiti professionali o nomina del preposto;
- ubicazione e caratteristiche del locale;
- disponibilità dell’immobile;
- conformità alle normative applicabili;
- eventuali allegati tecnici;
- notifica sanitaria ai fini della registrazione dell’impresa alimentare.
Nei casi di SCIA a efficacia immediata, Roma Capitale collega l’avvio alla data di protocollo risultante dalla ricevuta informatica. Tutti i requisiti devono però sussistere e gli adempimenti collegati devono essere completati. Se occorrono autorizzazioni preventive, la semplice trasmissione della SCIA non consente di anticipare l’apertura.
Conserva pratica, allegati firmati e ricevuta effettiva di presentazione. Una bozza o un pagamento non dimostrano l’avvenuto deposito. Per i passaggi operativi consulta la guida alla compilazione della SCIA al SUAP di Roma.
Requisiti morali, professionali e preposto
Per aprire un bar a Roma occorrono i requisiti morali dei soggetti individuati dalla normativa e il requisito professionale per la somministrazione. Il corso SAB è una possibilità: sono previste anche esperienze lavorative e titoli di studio idonei, da verificare secondo l’articolo 71 del D.Lgs. 59/2010. Non ogni diploma o esperienza generica è sufficiente.
Quando il titolare non possiede il requisito professionale, può essere nominato un preposto qualificato. La nomina deve essere effettiva e correttamente dichiarata. Il requisito professionale non va confuso con la formazione HACCP. Per casi particolari, il MIMIT pubblica chiarimenti sui requisiti professionali.
Prima di presentare la SCIA, bisogna quindi definire:
| Domanda | Perché serve |
|---|---|
| Chi è il titolare dell’attività? | Serve per individuare il soggetto dichiarante |
| L’attività è individuale o societaria? | Cambiano dati e responsabilità |
| Il titolare ha i requisiti professionali? | Se mancano, serve un preposto |
| Il preposto è disponibile e documentabile? | Deve essere indicato correttamente nella pratica |
Ambiti di tutela: quando la zona cambia la procedura
Per una nuova apertura, Roma Capitale distingue la SCIA fuori dagli ambiti di tutela dall’autorizzazione nelle aree tutelate, nei limiti e con i divieti applicabili. La scheda ufficiale sugli ambiti di tutela è il riferimento per individuare il regime e i criteri di qualità.
Prima di aprire un bar a Roma, controlla l’indirizzo sulle perimetrazioni e sugli atti applicabili. Le zone A, B e C utilizzate per i punteggi di qualità non coincidono automaticamente con gli ambiti soggetti ad autorizzazione: sono verifiche da tenere distinte.
La scheda comunale richiama questi punteggi minimi di qualità per le zone A, B e C. Il punteggio non sostituisce i requisiti strutturali: occorre dimostrare i criteri dichiarati e verificare lo schema territoriale e le disposizioni applicabili all’intervento.
| Zona | Punteggio minimo indicato |
|---|---|
| Zona A | 170 punti |
| Zona B | 155 punti |
| Zona C | 120 punti |
Attenzione ai piccoli locali in Zona A: l’articolo 10 del Regolamento comunale n. 35/2010 riporta 185 punti per una superficie totale fino a 250 mq. La tabella della scheda comunale è quindi una sintesi: controlla anche superficie, confini di zona e caso concreto. Nessun punteggio supera un divieto di nuova apertura.
Rilevare un bar esistente a Roma: il subingresso
Acquistare o prendere in gestione un bar esistente è diverso da aprirne uno nuovo. Roma Capitale assoggetta il trasferimento della titolarità o della gestione alla SCIA anche negli ambiti di tutela. Prima dell’operazione controlla il titolo dell’attività, la corrispondenza dei locali e gli eventuali provvedimenti che la riguardano.
Recupera pratica precedente, planimetria e documento che legittima il trasferimento. Verifica anche aggiornamento sanitario, requisiti del nuovo gestore e posizione di insegne e suolo pubblico. Il subingresso non sana opere irregolari e non autorizza automaticamente ampliamenti, trasferimenti di sede o nuove preparazioni.
Notifica sanitaria e requisiti igienico-sanitari
Un bar è un’impresa alimentare e deve adempiere alla notifica ai fini della registrazione sanitaria. La Regione Lazio descrive la registrazione delle imprese alimentari ai sensi del Regolamento CE 852/2004. La notifica va coordinata con la pratica SUAP e con la modulistica applicabile all’attività effettiva.
La notifica sanitaria riguarda l’attività alimentare effettivamente svolta. Un bar che serve solo caffè e prodotti confezionati ha esigenze diverse da un locale che prepara piatti caldi, gastronomia, aperitivi complessi o prodotti da laboratorio.
Dal punto di vista tecnico, bisogna verificare:
- banco bar e superfici lavabili;
- lavelli e punti acqua;
- spazi per deposito alimenti e bevande;
- separazione dei prodotti per la pulizia;
- servizi igienici e antibagno;
- aerazione naturale o meccanica;
- gestione degli scarichi;
- idoneità degli impianti;
- materiali sanificabili;
- percorsi di lavoro coerenti.
Esempio pratico
Se l’obiettivo è aprire un bar a Roma con sola caffetteria e prodotti pronti, il locale può richiedere un assetto più semplice.
Se invece si vogliono preparare alimenti, usare piastre, forni o friggitrici, diventano centrali aspirazione, ventilazione, deposito, superfici e procedure igieniche.
Superficie di preparazione e accessibilità
Il regolamento comunale distingue lo spazio per manipolare alimenti dal resto del bar: richiama almeno 16 mq per esercizi con cucina e 8 mq senza cucina, con esclusione di quest’ultimo requisito quando non vi è manipolazione. Sono superfici del locale di preparazione, non la metratura minima dell’intero esercizio. Verifica il progetto con il tecnico in base alle lavorazioni effettive.
Controlla inoltre accessibilità, servizi igienici, gestione dei rifiuti e percorsi del personale. Definisci preparazioni e attrezzature prima della planimetria: aggiungere una cucina in seguito può cambiare impianti e adempimenti. Predisponi le procedure di autocontrollo alimentare e la formazione richiesta agli addetti.
Lavori interni: CILA, SCIA edilizia e SUET
Spesso il locale scelto non è pronto per l’apertura. Per aprire un bar a Roma può essere necessario eseguire opere interne: realizzazione di un bagno, modifica dei tramezzi, adeguamento impianti, posa di rivestimenti lavabili, sistemazione del banco o adeguamento dell’accessibilità.
Prima di ordinare banco e attrezzature, individua con il tecnico le opere necessarie e il relativo titolo edilizio. Coordina progetto, eventuali atti preventivi e lavori con la pratica commerciale: presentare la SCIA di somministrazione non autorizza automaticamente la ristrutturazione del locale.
Non esiste un titolo edilizio unico valido per tutti i bar. La pratica dipende dalle opere previste. Piccole modifiche interne possono rientrare in CILA a Roma, mentre interventi più rilevanti possono richiedere SCIA edilizia o altre procedure. La valutazione deve essere fatta sul caso concreto.
Il progetto commerciale deve essere coerente con il progetto edilizio. Non ha senso progettare un banco, una cucina o un deposito senza verificare prima titoli edilizi, impianti, scarichi e requisiti sanitari.
Impianti e certificazioni
Un bar utilizza impianti e attrezzature con carichi spesso superiori rispetto a un negozio ordinario. Macchina del caffè, lavastoviglie, frigoriferi, vetrine refrigerate, forni, piastre, climatizzazione e illuminazione richiedono controlli specifici.
Prima di aprire un bar a Roma bisogna verificare almeno:
| Impianto | Controllo consigliato |
|---|---|
| Elettrico | potenza disponibile, messa a terra, dichiarazione di conformità |
| Idrico | punti acqua, pressione, scarichi, separazione funzionale |
| Climatizzazione | posizione macchine, scarichi condensa, rumorosità |
| Aspirazione | necessità in base alle preparazioni previste |
| Gas, se presente | conformità, sicurezza e ventilazione |
Le dichiarazioni di conformità degli impianti sono parte della documentazione da tenere sotto controllo. Se gli impianti sono vecchi o modificati, bisogna valutarne l’adeguamento prima dell’apertura.
Insegna, vetrofanie e immagine esterna
Aprire un bar a Roma significa anche rendere riconoscibile l’attività dall’esterno, ma insegne e vetrofanie non sono sempre libere.
Per insegne, targhe, tende e altri elementi esterni verifica il procedimento vigente e gli eventuali pareri per l’indirizzo interessato. Le procedure possono prevedere SCIA e atti preventivi in presenza di vincoli: non applicare automaticamente le istruzioni delle vecchie autorizzazioni. Predisponi dimensioni, materiali, illuminazione, fotografie ed elaborati richiesti.
Anche le vetrofanie vanno valutate in base a contenuto, superficie coperta, posizione e disciplina applicabile. Non considerare una percentuale isolata come garanzia di libera installazione: possono rilevare decoro, tutela dell’immobile e caratteristiche del mezzo pubblicitario. Verifica questi aspetti prima di commissionare stampa e posa.
La grafica esterna va studiata prima della stampa e dell’installazione. Questo vale soprattutto nelle zone centrali o vincolate, dove decoro urbano e prescrizioni locali possono incidere sulle scelte.
Tavoli esterni e dehors: l’occupazione di suolo pubblico
Molti imprenditori vogliono aprire un bar a Roma con tavoli esterni. È comprensibile: lo spazio all’aperto può aumentare la capacità del locale e migliorare il servizio. Tuttavia, la SCIA del bar non autorizza automaticamente l’occupazione di marciapiede, piazza o carreggiata.
Per tavoli, sedie, ombrelloni, fioriere, pedane o altri arredi serve una procedura distinta di occupazione di suolo pubblico. Roma Capitale ha approvato il Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico a Roma delle attività di somministrazione di alimenti e bevande con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 118 del 6 marzo 2025.
Per una nuova apertura consulta il regolamento OSP applicabile e le FAQ e linee guida ufficiali di Roma Capitale. Per uno spazio già concesso verifica anche validità del titolo, adeguamenti richiesti e procedure collegate al subingresso. Le vecchie proroghe per l’adeguamento non equivalgono a un diritto ad ampliare o mantenere qualsiasi dehors.
Prima di aprire un bar a Roma con dehors bisogna verificare:
- larghezza del marciapiede;
- passaggio pedonale residuo;
- interferenze con fermate, passi carrabili e attraversamenti;
- presenza di vincoli;
- ambito territoriale;
- arredi ammessi;
- superficie interna del locale;
- eventuali piani e prescrizioni territoriali ancora applicabili;
- compatibilità con sicurezza e viabilità.
Esempio pratico
Un locale con una bella vetrina su una strada stretta può non avere spazio sufficiente per tavoli esterni. Al contrario, un locale su piazza o marciapiede ampio può richiedere comunque autorizzazioni, pareri e rispetto del catalogo degli arredi.
Il dehors va verificato come pratica autonoma.
Impatto acustico e attività serale
L’impatto acustico a Roma va considerato quando il bar prevede musica, eventi, impianti audio, apertura serale, dehors o apparecchiature rumorose. Anche climatizzatori, motori esterni e impianti di aspirazione possono creare problemi se collocati in modo scorretto.
Per aprire un bar a Roma in un condominio o in una strada con abitazioni ai piani superiori, è utile valutare subito il rapporto tra attività, orari e rumore. Un locale perfetto sul piano commerciale può diventare problematico se genera disturbo continuativo.
Gli aspetti da controllare sono:
- classificazione acustica della zona;
- sorgenti sonore interne;
- impianti esterni;
- dehors;
- orari di apertura;
- presenza di abitazioni vicine;
- eventuali eventi musicali.
Quanto costa aprire un bar a Roma?
Per aprire un bar a Roma distingui tre budget: pratiche e prestazioni tecniche, allestimento del locale e gestione iniziale. Il costo della SCIA non coincide con il capitale necessario per aprire. Una cifra attendibile richiede almeno indirizzo, superficie, stato del locale e tipo di servizio.
Le voci più frequenti sono:
| Voce | Incidenza |
|---|---|
| Verifiche tecniche preliminari | necessarie per valutare rischi e fattibilità |
| Accesso agli atti | utile per controllare la storia edilizia |
| Pratiche edilizie | variabili in base ai lavori |
| Opere e impianti | spesso la voce più pesante |
| Pratica di somministrazione | SCIA o autorizzazione, secondo indirizzo e operazione |
| Notifica sanitaria | collegata all’attività alimentare |
| Insegna e vetrofanie | dipendono da dimensioni e posizione |
| OSP/dehors | solo se si richiedono spazi esterni |
| Consulenze specialistiche | acustica, impianti, sicurezza, se necessarie |
Chiedi un preventivo separato per onorari, diritti comunali e sanitari, imposte applicabili e prestazioni escluse. Verifica gli importi amministrativi al momento della presentazione: le tariffe possono cambiare. Per approfondire questa voce consulta la guida al costo della pratica SCIA commerciale al SUAP.
Checklist per aprire un bar a Roma
Prima di procedere, questa checklist aiuta a ordinare le verifiche:
| Fase | Controllo |
|---|---|
| 1 | Verifica della destinazione d’uso |
| 2 | Accesso agli atti edilizi |
| 3 | Confronto tra stato reale e stato autorizzato |
| 4 | Verifica catastale |
| 5 | Controllo agibilità |
| 6 | Verifica ambiti di tutela e vincoli |
| 7 | Valutazione requisiti igienico-sanitari |
| 8 | Controllo impianti e certificazioni |
| 9 | Progetto degli eventuali lavori |
| 10 | Pratica edilizia tramite SUET, se necessaria |
| 11 | SCIA o autorizzazione per la somministrazione |
| 12 | Notifica sanitaria |
| 13 | Pratica insegna o vetrofanie |
| 14 | Domanda OSP per tavoli esterni, se prevista |
| 15 | Valutazione acustica, se necessaria |
Documenti da preparare e tempi di apertura
Per organizzare la pratica del bar, raccogli questi documenti di base. L’elenco definitivo degli allegati dipende dal procedimento selezionato nella modulistica SUAP e dalle caratteristiche del progetto.
- Impresa e responsabili: dati societari, identità dei dichiaranti, requisiti professionali e documenti dell’eventuale preposto.
- Disponibilità del locale: dati del contratto o del titolo di utilizzo; in caso di subingresso, documentazione del trasferimento dell’azienda.
- Immobile: planimetria, titoli edilizi, documentazione sull’agibilità, impianti e autorizzazioni pregresse disponibili.
- Progetto del bar: distribuzione degli spazi, attrezzature, alimenti preparati, servizi al pubblico e documentazione tecnica richiesta.
- Presentazione: delega o procura se necessaria, sottoscrizioni, ricevute dei versamenti e allegati sanitari.
Quanto tempo serve? Distingui la preparazione dall’efficacia della SCIA. Recuperare gli atti, progettare e realizzare gli adeguamenti o ottenere assensi preventivi può essere la fase più lunga. Un locale già verificato segue un percorso diverso da un negozio da trasformare o da un immobile vincolato. Definisci la data di apertura solo dopo questa ricognizione.
Coordina con il commercialista l’avvio dell’impresa e gli adempimenti fiscali e camerali; con i professionisti competenti, sicurezza sul lavoro ed eventuali obblighi legati a musica e intrattenimento. La pratica tecnica del locale è una parte del progetto imprenditoriale.
Errori da evitare prima di aprire un bar a Roma
Firmare il contratto senza verifiche
È l’errore più rischioso. Un locale può essere interessante dal punto di vista commerciale, ma non idoneo dal punto di vista tecnico.
Confondere catasto e urbanistica
La planimetria catastale non dimostra la regolarità edilizia. Serve il confronto con i titoli depositati presso il Comune.
Pensare che la SCIA risolva tutto
La SCIA non elimina difformità edilizie, non sostituisce la notifica sanitaria e non autorizza automaticamente insegne o tavoli esterni.
Sottovalutare centro storico e vincoli
In alcune zone di Roma l’apertura può essere soggetta ad autorizzazione, criteri di qualità, limiti sugli arredi, vincoli e prescrizioni più rigide.
Ignorare impianti e agibilità
Un bar ha esigenze impiantistiche specifiche. Impianti non adeguati possono incidere su sicurezza, agibilità e funzionamento dell’attività.
Domande frequenti
Serve la SCIA per aprire un bar a Roma?
Sì. Nei casi ordinari fuori dagli ambiti di tutela, per aprire un bar a Roma si presenta una SCIA telematica tramite il portale di Roma Capitale o tramite SUAP.
Posso aprire un bar a Roma in un locale C/1?
Non automaticamente. La categoria C/1 non basta. Bisogna verificare conformità urbanistica, destinazione d’uso, agibilità, impianti e requisiti igienico-sanitari.
Dopo la SCIA posso aprire subito?
Solo nei casi a efficacia immediata, con requisiti e adempimenti completi. Se servono autorizzazioni o atti di assenso preventivi, occorre acquisirli secondo il procedimento applicabile. Il protocollo della SCIA non sana carenze del locale.
Per aprire un bar a Roma serve la notifica sanitaria?
Sì. Il bar è un’impresa alimentare: la notifica ai fini della registrazione sanitaria riguarda anche la somministrazione di bevande e prodotti pronti. Deve descrivere l’attività effettiva ed essere coordinata con la pratica SUAP.
Per mettere tavoli esterni serve un’altra pratica?
Sì, se i tavoli occupano suolo pubblico occorre la relativa concessione. La SCIA del bar non autorizza automaticamente il dehors. Anche per un’area privata vanno verificati uso, vincoli e opere previste: la proprietà dello spazio non rende libero qualsiasi allestimento.
L’insegna del bar è libera?
Non automaticamente. Occorre verificare il procedimento vigente per tipo di insegna, posizione e vincoli. La pratica per il bar non consente da sola di installare qualsiasi mezzo pubblicitario.
Le vetrofanie sono sempre libere?
No. Conta la combinazione di contenuto, dimensioni, posizione e disposizioni applicabili. Verifica le regole prima della stampa, soprattutto negli immobili e nelle aree tutelate.
Verifica tecnica e assistenza per aprire un bar a Roma
Per aprire un bar a Roma, parti dall’indirizzo e dal servizio che vuoi offrire. La verifica preliminare serve a capire se il locale è compatibile, quali documenti mancano e quali lavori o atti possono incidere sulla data di apertura.
Puoi richiedere al Geom. Luigi Cireddu, iscritto al Collegio dei Geometri di Roma n. 10447, una valutazione degli aspetti tecnici e delle pratiche necessarie. Specifica nel contatto se si tratta di nuova attività, acquisto o affitto d’azienda e se prevedi cucina, musica o tavoli esterni.
Prepara indirizzo, planimetria disponibile, superficie indicativa e descrizione delle preparazioni. Se hai già documenti edilizi o una pratica commerciale precedente, segnalalo: aiuta a definire l’incarico e le verifiche da svolgere.
Richiedi una valutazione per aprire il tuo bar a Roma. Il preventivo deve distinguere sopralluogo, controllo dei documenti, eventuali elaborati, pratica SUAP e adempimenti accessori, indicando inclusioni ed esclusioni.